Diritto
Il tribunale svizzero ordina al governo di divulgare i contratti per i vaccini contro il COVID-19
Il Tribunale amministrativo federale ha stabilito che il governo svizzero deve rendere pubblici i contratti di acquisto dei vaccini contro il COVID-19 stipulati con aziende come Moderna e Novavax. La sentenza accoglie una richiesta di accesso agli atti e stabilisce che non sussistono motivi eccezionali per mantenere la riservatezza.

Il muro di silenzio che circondava gli acquisti svizzeri durante la pandemia si è finalmente incrinato. In una decisione storica pubblicata questo martedì, il Tribunale amministrativo federale ha rivolto un severo rimprovero all’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), ordinando la divulgazione immediata dei contratti per i vaccini contro il COVID-19. La sentenza segna una vittoria decisiva per la trasparenza e costringe il governo a svelare i suoi rapporti commerciali con colossi farmaceutici come Novavax, Moderna Tx e Moderna Switzerland.
Per anni, le condizioni specifiche di questi accordi di grande portata sono rimaste nascoste dietro una fortezza burocratica. Ancora alla fine del 2023, l’UFSP aveva respinto con fermezza le richieste di accesso agli atti, cercando di tenere l’opinione pubblica all’oscuro. Ora, però, il tribunale ha dato pienamente ragione a tre cittadini che hanno osato contestare l’opacità dello Stato. La decisione segna un netto cambiamento nei rapporti di forza e afferma che, in una democrazia, il governo non può concludere affari da miliardi di franchi nell’ombra, senza doverne rispondere.
Smontata la difesa: nessun motivo per nascondere
La difesa del governo a favore della segretezza è crollata completamente sotto l’esame dei giudici. Nella sentenza, il tribunale ha respinto senza mezzi termini le giustificazioni dell’UFSP, affermando che non sussistevano «motivi eccezionali» per negare l’accesso pubblico. L’amministrazione aveva sostenuto che rendere noti i prezzi e le condizioni di consegna avrebbe messo a rischio gli interessi della Svizzera in materia di politica estera, un’affermazione che i giudici hanno ritenuto infondata.
Il tribunale ha inoltre constatato una chiara mancanza di prove a sostegno della necessità di mantenere riservate le strutture dei prezzi. Spettava allo Stato dimostrare perché questi dettagli commerciali dovessero beneficiare di una protezione equivalente a quella dei segreti di Stato, ma non è riuscito a farlo. Questa demolizione sul piano giuridico serve da chiaro monito agli uffici federali: le vaghe invocazioni dell’«interesse nazionale» non sono più un
Miliardi buttati: il costo dell’opacità
Ben 1,3 miliardi di franchi (1,5 miliardi di dollari) di denaro dei contribuenti sono già andati in fumo sotto forma di vaccini inutilizzati, una cifra che alimenta la richiesta dell’opinione pubblica di avere risposte. In questo contesto, una controversia giuridica diventa una questione urgente di responsabilità finanziaria. Mentre il governo lottava per mantenere segreti i contratti, allo stesso tempo smaltiva enormi scorte di dosi scadute. Il contrasto tra questo spreco colossale e il rifiuto dell’UFSP di divulgare le condizioni contrattuali ha creato un clima politico esplosivo.
I cittadini pongono ora domande cruciali: il governo ha firmato accordi svantaggiosi? Le clausole di annullamento erano assenti? Senza accesso ai contratti, queste domande restavano nel campo delle speculazioni. Ora, con la sentenza del tribunale, la popolazione svizzera è alle soglie della possibilità di capire esattamente come siano stati gestiti, o mal gestiti, i propri soldi nel pieno della crisi globale. La divulgazione delle condizioni finanziarie non riguarda solo il passato: si tratta di rendere conto di una fattura da un miliardo di franchi già pagata dai contribuenti.
E adesso? Un precedente per la responsabilità
La sentenza non è ancora passata in giudicato, ma le sue ripercussioni si fanno già sentire a Berna. Il governo potrebbe ancora tentare un ricorso, prolungando ulteriormente la procedura, ma il precedente morale e giuridico è ormai stato stabilito. La decisione è un avvertimento a tutti i dipartimenti federali: l’era della riservatezza automatica per le collaborazioni tra pubblico e privato sta finendo.
Se la sentenza sarà confermata, occorrerà riscrivere le regole su come la Svizzera negozia con le multinazionali. I colossi farmaceutici non potranno più aspettarsi di essere completamente sottratti al controllo dell’opinione pubblica quando trattano con fondi federali svizzeri. Nel superare la fase della pandemia, questa decisione farà sì che gli insegnamenti tratti si basino su fatti concreti e cifre reali, anziché su documenti censurati e silenzio burocratico. Ora gli occhi del Paese sono puntati sulla prossima mossa del governo: accetterà la trasparenza o lotterà per tenere chiuse le persiane?