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Swiss Observer

I ritardi nelle consegne dei vaccini antinfluenzali preoccupano in vista dell’inverno

Quasi la metà delle scorte di vaccino antinfluenzale destinate alla Svizzera per la stagione 2026/27 rischia di subire ritardi nelle consegne. Valutate se il problema potrebbe incidere sulle campagne di vaccinazione stagionali, quali gruppi sono maggiormente esposti e quali indicazioni danno le autorità sanitarie.

AI18 settembre 2026Il nostro processo editoriale
I ritardi nelle consegne dei vaccini antinfluenzali preoccupano in vista dell’inverno
AIThe Local Switzerland

Circa il 40% delle dosi di vaccino antinfluenzale ordinate dal governo svizzero è in ritardo per la stagione 2026/27. Con l’avvicinarsi dell’inverno, la situazione mette sotto pressione farmacie, medici e campagne di vaccinazione. L’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha confermato i ritardi per alcuni lotti, precisando che il restante 60% arriverà secondo i tempi previsti.

I dati indicano un calendario delle consegne perturbato, non una carenza nazionale confermata. I produttori hanno comunicato all’UFSP che dovrebbero essere disponibili dosi sufficienti, in particolare per le persone più vulnerabili alle forme gravi d’influenza. L’incertezza riguarda i tempi. Alcuni lotti in ritardo potrebbero arrivare in Svizzera dopo il periodo in cui la vaccinazione offre la protezione più efficace contro un’eventuale diffusione precoce.

In Svizzera il picco influenzale si registra di norma tra dicembre e febbraio. Per questo l’UFSP e i fornitori di prestazioni sanitarie pianificano le vaccinazioni a novembre, lasciando circa due settimane affinché si sviluppi l’immunità. Questo calendario dipende dal fatto che le consegne arrivino in sequenza alle farmacie e agli studi medici. La disponibilità del vaccino può variare a seconda del prodotto e del fornitore contattato, anche se le informazioni disponibili non indicano carenze specifiche in singoli cantoni.

La valutazione dell’UFSP dà priorità alla sicurezza dell’approvvigionamento per i pazienti a rischio elevato, mentre i tempi esatti della campagna più ampia restano da chiarire.

I pazienti a rischio elevato hanno la precedenza

Le persone dai 75 anni in su restano la priorità più chiara nei piani d’approvvigionamento della Svizzera. L’UFSP prevede quantità sufficienti di vaccino ad alto dosaggio per questo gruppo e una fornitura adeguata anche per le persone a rischio elevato dai 65 anni in su. Per questi pazienti un appuntamento rinviato è motivo di particolare preoccupazione, perché l’influenza può causare complicazioni gravi negli anziani e nelle persone con problemi di salute preesistenti.

La valutazione federale riguarda anche il resto della popolazione. I produttori hanno indicato che la disponibilità dovrebbe essere garantita, ma l’UFSP non è ancora in grado di confermare se tutti i lotti in ritardo arriveranno abbastanza presto da offrire protezione prima che aumenti la circolazione stagionale del virus. La distinzione è importante per chi fissa la vaccinazione a novembre e per i fornitori che preparano campagne pubbliche.

Le informazioni disponibili non segnalano carenze in un cantone, una catena di farmacie o una rete medica specifici. Mostrano tuttavia un sistema di approvvigionamento con meno margine sui tempi del solito. Se i fornitori dovranno gestire gli appuntamenti o le scorte, si prevede che i pazienti a rischio elevato saranno serviti per primi. Gli altri residenti potrebbero dover verificare la disponibilità presso una farmacia, uno studio medico o un centro di vaccinazione prima di recarvisi.

Chi ha domande sui criteri di accesso o sul prodotto raccomandato dovrebbe seguire le indicazioni del proprio operatore sanitario. La disponibilità dei prodotti può cambiare man mano che i produttori consegnano i lotti in ritardo.

Una decisione tardiva sui virus rallenta la produzione

Il ritardo si manifesta prima che il vaccino raggiunga un fornitore svizzero. Ogni anno i produttori riformulano i vaccini antinfluenzali per adattarli ai virus che si prevede circoleranno nell’inverno successivo. Le autorità sanitarie basano la loro valutazione anche sui dati di sorveglianza provenienti dall’Asia e dall’emisfero australe, dove le stagioni influenzali iniziano prima e forniscono indicazioni importanti su ciò che potrebbe diffondersi in Europa.

Il ciclo annuale di produzione lascia poco spazio per apportare modifiche. Secondo Enea Martinelli, vicepresidente dell’associazione mantello PharmaSuisse, quest’anno l’Organizzazione mondiale della sanità ha stabilito la composizione del vaccino relativamente tardi. Per alcuni prodotti la produzione è quindi iniziata più tardi, causando ritardi nelle consegne in diversi paesi europei, non solo in Svizzera.

Questo processo riflette la biologia dell’influenza. Il virus evolve e i produttori devono selezionare i componenti del vaccino mesi prima che la stagione europea raggiunga il picco. Una decisione più tardiva sulla composizione può migliorare la corrispondenza tra il vaccino e i ceppi in circolazione, ma riduce i tempi a disposizione per la produzione e la distribuzione. Le informazioni disponibili non specificano quali produttori o singoli lotti siano in ritardo.

Per i fornitori svizzeri, il compito immediato è coordinare le scorte che arrivano in momenti diversi. Per la popolazione, la conseguenza pratica è l’incertezza sui tempi degli appuntamenti, non la prova che il paese resterà senza tutti i vaccini antinfluenzali.

Gli appuntamenti di novembre sono i più importanti

Novembre resta il mese raccomandato per vaccinarsi, anche se l’influenza non segue un calendario fisso. In Svizzera il picco si verifica di solito tra dicembre e febbraio e l’immunità impiega circa due settimane a svilupparsi dopo l’iniezione. Per chi corre un rischio maggiore di ammalarsi gravemente è quindi importante fissare un appuntamento all’inizio dell’inverno.

Le tempistiche possono variare. Secondo quanto riportato da The Local, nel 2025 la stagione influenzale in Svizzera è iniziata prima ed è stata più intensa. Un esordio analogo ridurrebbe il periodo di protezione per chi attende un lotto in ritardo. Le informazioni disponibili non prevedono se la stagione 2026/27 inizierà in anticipo, quindi non è ancora possibile misurare l’effetto dell’attuale problema di approvvigionamento.

I fornitori di prestazioni sanitarie dovranno seguire attentamente le consegne e comunicare quali vaccini sono disponibili. Prima di prenotare o presentarsi a un appuntamento, i pazienti dovrebbero verificare la disponibilità presso la farmacia, lo studio medico o il centro di vaccinazione, soprattutto se necessitano di un prodotto ad alto dosaggio o appartengono a una fascia d’età prioritaria.

Per le persone che non rientrano nei gruppi prioritari, un appuntamento rinviato non significa automaticamente che il vaccino sarà inefficace. Il punto è capire se la protezione sarà attiva prima che aumenti l’esposizione al virus. La posizione attuale dell’UFSP è che le scorte dovrebbero essere sufficienti, mentre il calendario delle consegne resta la questione irrisolta.

Conta il calendario, non solo le scorte

La Svizzera si avvicina all’inverno con scorte previste sufficienti per i gruppi prioritari, ma con meno certezze sui tempi della campagna più ampia. L’UFSP afferma che i produttori prevedono di consegnare dosi sufficienti, compreso il vaccino ad alto dosaggio per le persone dai 75 anni in su e i vaccini per i gruppi a rischio elevato dai 65 anni in su. Si prevede inoltre che i prodotti siano disponibili anche per il resto della popolazione.

Resta da chiarire quando arriveranno i lotti in ritardo. Se raggiungeranno i fornitori entro il periodo previsto per le vaccinazioni, il problema potrebbe rimanere di natura logistica. Se l’attività influenzale aumenterà presto, chi attende quei lotti potrebbe ottenere la protezione più tardi del raccomandato. L’esperienza svizzera del 2025 mostra che una stagione precoce è possibile, anche se le informazioni disponibili non contengono previsioni per il 2026/27.

La fase successiva dipenderà dalle consegne dei produttori, dagli aggiornamenti dell’UFSP e dalla capacità di farmacie e studi medici di indirizzare i pazienti prioritari verso le scorte disponibili. I residenti dovrebbero informarsi sulla disponibilità aggiornata, anziché presumere che ogni fornitore disponga dello stesso prodotto.

Per il momento, gli elementi disponibili consentono una conclusione prudente: la Svizzera non deve affrontare una carenza nazionale di vaccini confermata, ma il ritardo del 40% delle consegne crea un rischio concreto per la pianificazione in vista di novembre. Le prossime settimane mostreranno se i fornitori riusciranno a ripristinare il normale calendario di protezione.