Zurigo
I politici zurighesi chiedono una risposta più dura dopo i disordini del fine settimana
Dopo i disordini del fine settimana a Zurigo, l’Unione democratica di centro (UDC) in Gran Consiglio chiede di valutare se la polizia cantonale debba subentrare alla polizia cittadina. Anche gli altri partiti hanno condannato i disordini, mentre la proposta porta al centro della risposta politica le responsabilità in materia di polizia.

Sabato sera, a Zurigo, si sono radunate diverse centinaia di persone e una manifestazione si è trasformata in uno scontro con la polizia. Lunedì la violenza è arrivata in Gran Consiglio, dove i partiti hanno condannato i disordini e l’Unione democratica di centro ha chiesto di valutare chi debba garantire l’ordine in città.
La proposta prevede di esaminare se la polizia cantonale zurighese debba subentrare alla polizia cittadina, creando quello che il partito definisce un corpo unificato incaricato di far rispettare la legge e l’ordine. Il dibattito fa seguito a una manifestazione non autorizzata, durante la quale persone con maschere di Halloween si sono radunate sulla Langstrasse prima di dirigersi verso Helvetiaplatz. Sono state incendiate barricate, un’auto è andata a fuoco e le vetrine dei negozi sono state danneggiate.
La polizia ha dichiarato che gli agenti sono stati aggrediti con fuochi d’artificio, bottiglie e pietre. Ha fatto ricorso a cannoni ad acqua, gas lacrimogeni e proiettili di gomma. Domenica la polizia cantonale ha riferito di 2 arresti e di 18 persone allontanate dalla zona. Il dibattito politico verte ora sulla risposta della polizia cittadina e sul sostegno da dare agli agenti dopo i disordini.
Valutare chi garantisce l’ordine a Zurigo
L’Unione democratica di centro vuole che il governo cantonale valuti una riforma strutturale della polizia zurighese. La proposta è di esaminare se la polizia cantonale debba subentrare alla polizia cittadina; i dirigenti del partito sostengono che un corpo unificato applicherebbe la legge e garantirebbe l’ordine in modo coerente.
Tobias Weidmann, capogruppo del partito, ha criticato la polizia cittadina per non aver segnalato arresti dopo quella che ha definito una «notte folle di disordini». In seguito la polizia cantonale ha riferito di 2 arresti e di 18 persone allontanate dalla zona. Weidmann ha esortato la responsabile della sicurezza Karin Rykart a sostenere chiaramente la polizia. «La responsabile della sicurezza Karin Rykart deve ora prendere una posizione ferma e dare alla polizia il sostegno necessario», ha dichiarato in Gran Consiglio.
Il partito ha inoltre chiesto di identificare, arrestare e perseguire i responsabili delle violenze. Weidmann ha affermato che i gruppi violenti dovrebbero essere circondati. Le sue dichiarazioni hanno portato al centro della risposta del Gran Consiglio i poteri della polizia e i rapporti fra le forze cittadine e cantonali.
I partiti condannano le violenze
Il Partito liberale radicale e i Verdi hanno condannato i disordini, traendone però conclusioni politiche diverse. Claudio Zihlmann, del Partito liberale radicale, ha accusato il governo cittadino di Zurigo di tollerare le occupazioni abusive. Ha citato un’occupazione di tre giorni del Lindenhof, terminata con tonnellate di rifiuti e graffiti sugli edifici storici. «Deve prevalere lo Stato di diritto; quando si tratta di attacchi alla polizia non c’è zona grigia né spazio per relativizzare», ha affermato.
Anche i Verdi hanno respinto l’idea che le violenze della notte potessero essere considerate una manifestazione legittima. Sabine Arnold ha detto che le manifestazioni pacifiche e l’adesione a un’organizzazione giovanile di partito sono modi per esprimere le proprie preoccupazioni. Ha indicato l’aumento del costo della vita e il riarmo militare come temi condivisi dai giovani e dai Verdi, mettendo in guardia dal fomentare la violenza per ottenere vantaggi politici.
Le dichiarazioni dei partiti hanno mostrato un’ampia condanna in Gran Consiglio, accompagnata da divergenze sulla politica cittadina e sulle cause dei disordini. Nessun altro partito rappresentato in Gran Consiglio ha commentato gli eventi della notte.
La cronaca degli scontri della notte
Gli scontri sono iniziati dopo che una manifestazione non autorizzata si è radunata sulla Langstrasse, verso le 22.30. Diverse centinaia di persone, alcune con maschere di Halloween, si sono dirette verso Helvetiaplatz, accendendo fuochi d’artificio e razzi luminosi. Sulla piazza è stato danneggiato un riparo e una barricata composta da cassonetti, biciclette e altri oggetti è stata incendiata. In seguito piccoli gruppi hanno dato fuoco a cassonetti in altri punti della città ed è stata incendiata anche un’auto.
La polizia ha dichiarato che gli agenti sono stati ripetutamente presi di mira con fuochi d’artificio, bottiglie e pietre. Una pattuglia intervenuta per un’emergenza medica è stata aggredita; il veicolo è stato danneggiato e gli agenti sono stati costretti a ritirarsi prima di poter soccorrere un adolescente con gravi lesioni alle gambe, riportate in un incidente. Gli scontri sono proseguiti fino all’1.30 circa.
Le violenze facevano parte di una notte di disordini più estesa. A Basilea, circa 150 persone si sono radunate per un’altra manifestazione non autorizzata. Alcune hanno incendiato barricate formate da cassonetti e barriere metalliche, spingendo la polizia cantonale a intervenire.