Custodia dei bambini
L’associazione per la custodia dei bambini chiede standard vincolanti in tutta la Svizzera
L’Associazione svizzera delle responsabili dei gruppi di gioco chiede standard vincolanti per i piani di sicurezza, il rapporto numerico tra personale e bambini e le qualifiche del personale nei gruppi di gioco e nei centri di custodia. A suo avviso, i requisiti variano da un Cantone all’altro e un intervento precoce qualificato può aiutare i bambini, in particolare nello sviluppo linguistico.

L’Associazione svizzera delle responsabili dei gruppi di gioco vuole regole vincolanti per i servizi di custodia in tutto il Paese, sostenendo che il sostegno ai bambini nella prima infanzia non dovrebbe dipendere dal luogo in cui vivono. Secondo l’associazione, in molti Cantoni i gruppi di gioco e i centri di custodia non sono soggetti ad alcun requisito legale per quanto riguarda i piani di sicurezza, il rapporto numerico tra personale e bambini o le qualifiche pedagogiche dei collaboratori. L’SSLV afferma che spesso è possibile aprire un gruppo di gioco senza dimostrare di rispettare standard comuni.
L’associazione ha lanciato il suo appello lunedì 2 novembre 2026, esortando i politici a stabilire requisiti minimi di legge validi in tutta la Svizzera. La sua proposta porta l’offerta per la prima infanzia nell’agenda politica, accanto alle pressioni che gravano sulla scuola dell’obbligo. Secondo l’SSLV, sempre più bambini arrivano alla scuola dell’infanzia senza conoscere il tedesco, non hanno ancora acquisito il controllo degli sfinteri oppure sono sopraffatti nelle relazioni sociali. L’associazione sostiene che le raccomandazioni facoltative non bastano ad affrontare adeguatamente questi problemi. L’appello mira a definire una base comune per la custodia e l’apprendimento precoce al di là dei confini cantonali, facendo della sicurezza e della preparazione del personale elementi centrali del funzionamento dei gruppi di gioco.
Stabilire requisiti chiari per la custodia
Gli standard proposti riguarderebbero tre aspetti pratici: i piani di sicurezza, il rapporto numerico tra personale e bambini e le qualifiche del personale. Secondo l’SSLV, in molti Cantoni questi requisiti mancano, lasciando gruppi di gioco e centri di custodia soggetti a aspettative diverse. L’associazione critica la facilità con cui si può aprire un gruppo di gioco senza dover dimostrare che rispetti requisiti di sicurezza standardizzati o disponga di personale adeguatamente qualificato.
Una base legale nazionale renderebbe uniformi queste condizioni fondamentali indipendentemente dal luogo di residenza, sostiene l’associazione. I piani di sicurezza definiscono come una struttura di custodia si prepara ad affrontare i rischi; il rapporto numerico tra personale e bambini determina quanta attenzione gli adulti possono dedicare a ciascun bambino; le qualifiche pedagogiche preparano il personale a sostenere lo sviluppo dei bambini. La campagna dell’SSLV punta a rendere vincolanti queste aspettative, anziché lasciarle a raccomandazioni facoltative. Nell’appello rivolto ai politici, l’associazione presenta i requisiti minimi come una questione di protezione dei bambini e di qualità della custodia nella prima infanzia. Nel suo appello pubblico non ha proposto standard distinti per singoli Cantoni.
Rafforzare l’apprendimento precoce
Secondo l’SSLV, un intervento precoce qualificato può fare una differenza significativa per il successivo successo scolastico dei bambini, soprattutto nell’acquisizione linguistica dei bambini plurilingui. L’associazione collega la qualità del sostegno offerto dai gruppi di gioco alla preparazione dei bambini per la scuola dell’infanzia e alle esigenze della vita in classe. Afferma che sempre più bambini arrivano senza conoscere il tedesco, mentre alcuni non hanno ancora acquisito il controllo degli sfinteri o sono sopraffatti nelle relazioni sociali.
Secondo l’associazione, queste difficoltà esercitano un’enorme pressione sul sistema scolastico ordinario. La sua tesi è che personale formato possa individuare e sostenere prima i bisogni dei bambini, con particolare attenzione allo sviluppo linguistico nelle famiglie plurilingui. Da qui l’insistenza sull’inclusione delle qualifiche pedagogiche in qualsiasi standard minimo nazionale. La posizione dell’SSLV mette in relazione la custodia nella prima infanzia con l’istruzione successiva: il sostegno prima della scuola può influire sul modo in cui i bambini affrontano il passaggio all’apprendimento formale. L’associazione presenta l’intervento precoce professionale come un mezzo per preparare meglio i bambini, e non semplicemente come un requisito amministrativo per chi offre servizi di custodia.
Fornire ai genitori indicazioni chiare
L’associazione chiede ai politici di sostituire le raccomandazioni facoltative con requisiti minimi di legge validi ovunque vivano le famiglie in Svizzera. Parallelamente, l’SSLV ha lanciato una campagna informativa per aiutare i genitori a scegliere gruppi di gioco adeguati. La campagna propone alle famiglie elenchi di criteri da utilizzare per valutare una struttura, offrendo loro uno strumento pratico mentre l’associazione si batte per una modifica legislativa.
I due filoni del suo approccio affrontano aspetti diversi della stessa questione: i legislatori definirebbero una base comune, mentre i genitori potrebbero servirsi dei criteri della campagna per scegliere in modo consapevole. L’SSLV afferma che le raccomandazioni facoltative non bastano più ad alleviare la pressione sulla scuola dell’obbligo, mentre i bambini arrivano alla scuola dell’infanzia con esigenze diverse sul piano linguistico, della cura personale e delle relazioni sociali. Il suo appello attribuisce ai politici la responsabilità di introdurre requisiti uniformi e ai fornitori di servizi quella di rispettare standard in materia di sicurezza, personale e qualifiche. La base nazionale proposta dall’associazione renderebbe queste aspettative comuni a tutti i Cantoni, anziché dipendenti dalle regole locali.