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Il governo svizzero promuove il prolungamento dell’attività lavorativa oltre l’età di pensionamento
Il Consiglio federale presenta nuove misure per incoraggiare le persone residenti in Svizzera a lavorare oltre la normale età di pensionamento di 65 anni, con l’obiettivo di affrontare le sfide demografiche e garantire la sostenibilità del sistema pensionistico.

Il Consiglio federale ha presentato un’iniziativa innovativa volta a incoraggiare le persone residenti in Svizzera a prolungare la propria attività lavorativa oltre la normale età di pensionamento di 65 anni. Questo approccio volontario segna un cambiamento significativo nella politica pensionistica svizzera: l’accento è posto sugli incentivi a continuare a lavorare, anziché sull’imposizione di un’età di pensionamento più elevata. L’iniziativa rientra in una strategia più ampia per affrontare l’evoluzione demografica del Paese e garantire la sostenibilità a lungo termine del sistema pensionistico.
Sfide demografiche e pressioni finanziarie
La Svizzera deve far fronte a importanti sfide demografiche che mettono a rischio la stabilità del suo sistema pensionistico. Secondo Avenir Suisse, entro il 2035 il numero di pensionati dovrebbe aumentare del 61%, mentre la popolazione attiva crescerà solo del 7%. Questo forte squilibrio rappresenta una minaccia grave per il sistema pensionistico AVS, che secondo le previsioni registrerà un deficit di 2,5 miliardi di CHF entro il 2030. La situazione è complicata ulteriormente dall’aumento della speranza di vita e dall’imminente pensionamento della generazione del baby boom: entro il 2035 i beneficiari di rendite dovrebbero raggiungere quota 3 milioni.
Misure di riforma proposte
Il pacchetto di riforme del Consiglio federale comprende diverse misure chiave per incoraggiare a prolungare l’attività lavorativa. Attualmente, chi continua a lavorare dopo l’età di pensionamento deve versare contributi alle assicurazioni sociali sulla parte di reddito che supera i 16’800 CHF all’anno. Il governo intende aumentare l’importo esente da contributi ed eliminare il limite massimo dei contributi AVS a 70 anni. Questi cambiamenti mirano a rendere più conveniente lavorare dopo il pensionamento, lasciando al contempo la scelta alle singole persone. Come ha sottolineato la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider: «Dovremmo lasciare che siano le persone a decidere fino a quando vogliono lavorare».
Reazione del pubblico e attuazione
L’approccio del governo tiene conto con attenzione dell’opinione pubblica, in particolare dopo il referendum del marzo 2024, nel quale il 74,7% delle persone votanti ha respinto l’aumento obbligatorio dell’età di pensionamento a 66 anni. Il nuovo approccio volontario, incentrato sugli incentivi anziché sugli obblighi, rappresenta una soluzione più accettabile per la popolazione svizzera. Il governo ha inoltre respinto proposte alternative di finanziamento, come le imposte sulle transazioni finanziarie e le imposte sulle successioni, preferendo affidarsi a strumenti consolidati come i contributi prelevati sui salari e l’IVA.
Prospettive future e impatto
Nel breve periodo l’attenzione è rivolta all’attuazione di queste misure volontarie, ma il governo riconosce che in futuro potrebbero essere necessarie riforme più ampie. Il Consiglio federale sta valutando misure temporanee per affrontare il periodo critico dei pensionamenti della generazione del baby boom e potrebbe introdurre meccanismi di correzione automatica degli squilibri del sistema. Il successo di queste riforme sarà decisivo per capire se nei prossimi cicli di riforma saranno necessari cambiamenti più sostanziali, compresi eventuali adeguamenti dell’età di pensionamento.