Vai al contenuto
Swiss Observer

La regione di San Gallo rivaluta la geotermia profonda dopo il fallimento del progetto

Un nuovo studio rileva che alcune zone della Svizzera orientale potrebbero essere nuovamente adatte alla geotermia profonda, 13 anni dopo che un terremoto ha interrotto il progetto pionieristico di San Gallo. Buchs, Ebnat-Kappel e Widnau/Diepoldsau figurano tra le località individuate per eventuali future perforazioni, riaprendo il dibattito sui rischi e sul potenziale delle energie rinnovabili indigene.

AI7 settembre 2026Il nostro processo editoriale
La regione di San Gallo rivaluta la geotermia profonda dopo il fallimento del progetto
AISWI swissinfo.ch

Tredici anni dopo che un terremoto ha fermato il progetto geotermico di punta di San Gallo, il Cantone si prepara a guardare di nuovo nel sottosuolo. Un nuovo studio commissionato dal Governo cantonale afferma che alcune zone della Svizzera orientale restano molto adatte alla geotermia profonda, riaprendo un dibattito arenatosi dopo il fallimento del 2013.

Il rapporto indica Buchs, Ebnat-Kappel e Widnau/Diepoldsau tra le possibili località per future perforazioni. Individua inoltre condizioni geologiche che potrebbero favorire la produzione di calore, tra cui canali glaciali riempiti di materiale roccioso sciolto e ampie zone di faglia e frattura che potrebbero permettere all’acqua di circolare nel sottosuolo.

I risultati sono importanti perché la Svizzera dipende ancora fortemente dalle importazioni di energia e cerca fonti rinnovabili indigene. Gli impianti geotermici potrebbero fornire calore durante tutto l’anno, anche nei periodi di scarsa produzione solare. Questa tecnologia risponde inoltre alle esigenze dei Comuni e delle industrie che necessitano di un apporto costante di calore per gli edifici e i processi produttivi.

Il precedente progetto nella città di San Gallo è stato interrotto dopo un terremoto collegato alle operazioni di perforazione. Il suo pozzo profondo 4.400 metri resta una testimonianza concreta sia delle ambizioni del Cantone sia delle conseguenze di una conoscenza incompleta del sottosuolo. Il nuovo studio offre una via per ripartire, con una strategia di sviluppo più prudente.

La geologia sotto il Cantone

Un rapporto di 178 pagine fornisce al Cantone argomenti geologici per riprovarci. Lo studio conclude che l’area esaminata è «geotermicamente interessante», indicando strutture sotterranee che potrebbero immagazzinare e trasmettere acqua calda.

Le condizioni più promettenti si trovano dove le perforazioni possono raggiungere zone di faglia o frattura permeabili. Nella valle del Reno, i canali glaciali formatisi durante le ere glaciali passate si estendono a circa 300-600 metri di profondità e sono stati in seguito riempiti di materiale non consolidato. Queste formazioni potrebbero rappresentare un utile punto di partenza per progetti a media profondità.

Il rapporto menziona anche strutture geologiche più ampie a profondità maggiori. Tuttavia, il sottosuolo resta poco conosciuto. La maggior parte dei pozzi esistenti a San Gallo è destinata a sonde geotermiche e raggiunge solo 200-300 metri. Fornisce informazioni locali, ma poche indicazioni dirette sulle formazioni più profonde necessarie per un grande impianto di produzione di calore.

Questa incertezza determina le raccomandazioni del rapporto. Invece di puntare subito agli obiettivi più profondi e costosi, gli sviluppatori dovrebbero testare un «play» meno profondo, ossia un’area definita con potenziale geotermico. I dati raccolti potrebbero orientare le decisioni successive sulle perforazioni, sul flusso dell’acqua e sulla produzione di calore. Questo approccio ridurrebbe i costi di eventuali errori iniziali e migliorerebbe al contempo le conoscenze geologiche.

Il terremoto continua a dettare le condizioni

Il precedente progetto di San Gallo si è concluso con un terremoto e ha bloccato lo sviluppo della geotermia profonda in tutta la Svizzera orientale. La città aveva assunto un ruolo pionieristico nella ricerca di energia in profondità. La perforazione aveva raggiunto 4.400 metri, ma il progetto è stato interrotto dopo che, durante le operazioni, si è verificata un’attività sismica.

Le conseguenze hanno superato i confini della città. Altri progetti ambiziosi nella Svizzera orientale non sono riusciti a decollare, mentre in Turgovia il lavoro normativo è proseguito senza portare alla realizzazione di un impianto importante. Il progetto proposto da Geo-Energie Suisse a Etzwilen è fermo da anni. L’azienda sta ora portando avanti un progetto a Haute-Sorne, nel Cantone del Giura.

L’esperienza di San Gallo fa sì che ogni nuova proposta sarà esaminata attentamente da residenti, Comuni e autorità di regolamentazione. Durante tutta la perforazione, gli ingegneri dovranno monitorare la pressione, il movimento dell’acqua e l’attività sismica. Le autorità dovranno inoltre stabilire soglie chiare per sospendere o interrompere le operazioni.

Il nuovo rapporto non cancella quanto accaduto. Definisce un processo graduale che potrebbe produrre più dati locali prima che uno sviluppatore si impegni in una perforazione profonda. Per le comunità vicine a Buchs, Ebnat-Kappel e Widnau/Diepoldsau, il dibattito riguarderà sia la prospettiva di disporre di calore locale sia il ricordo di quanto avvenuto nella capitale cantonale.

Un potenziale di 200 gigawattora

Quattro dei siti più promettenti del Cantone potrebbero fornire ogni anno oltre 200 gigawattora di calore. Questa stima coprirebbe circa un quinto dell’obiettivo di produzione di energia rinnovabile fissato nella strategia energetica di San Gallo, conferendo al progetto una dimensione potenzialmente rilevante per le reti di teleriscaldamento comunali e l’industria locale.

Si tratta di una produzione potenziale, non di un risultato garantito. Un impianto funzionante richiederebbe perforazioni riuscite, un flusso d’acqua sotterranea adeguato e infrastrutture per trasportare il calore ai consumatori. La distanza tra il sito di produzione e una rete di riscaldamento potrebbe determinare la sostenibilità economica del progetto.

Le località in discussione presentano inoltre contesti diversi. Buchs e la più ampia valle del Reno comprendono zone urbane, commerciali e industriali che potrebbero utilizzare calore costante. Ebnat-Kappel si trova in un contesto diverso, nella regione del Toggenburgo, mentre Widnau e Diepoldsau sorgono in una parte densamente popolata della valle del Reno. Per ogni sito sarebbero necessarie valutazioni geologiche e pianificatorie specifiche.

La geotermia profonda integrerebbe, senza sostituirle, le altre fonti rinnovabili svizzere. Potrebbe fornire calore in modo costante quando la produzione solare ed eolica è variabile. L’approccio graduale raccomandato dal rapporto dà ai Comuni il tempo di esaminare i costi, i potenziali clienti e le misure di sicurezza sismica prima di sostenere un progetto su vasta scala.

La prossima perforazione metterà alla prova la fiducia

Il prossimo passo sarà un test, non un ritorno immediato alle perforazioni più profonde. Lo studio raccomanda di iniziare in un «play» geotermico meno profondo, dove le perforazioni possano accertare il comportamento delle rocce, delle fratture e dell’acqua sotterranea prima che i costi aumentino ulteriormente.

Questa sequenza potrebbe contribuire a ricostruire la fiducia dopo il terremoto verificatosi in precedenza a San Gallo. Fornirebbe inoltre al Cantone elementi più solidi per decidere in materia di autorizzazioni, assicurazioni, procedure d’emergenza e consultazione pubblica. Il rapporto chiarisce che una maggiore profondità comporta sia costi di perforazione più elevati sia rischi tecnici maggiori.

Dopo il fallimento di San Gallo, nella Svizzera orientale non è stato realizzato alcun grande progetto geotermico profondo. Il progetto di Etzwilen, in Turgovia, rimasto in sospeso, mostra quanto rapidamente l’incertezza possa congelare gli investimenti. Altri Cantoni seguono gli sviluppi a Haute-Sorne, dove Geo-Energie Suisse porta avanti un nuovo progetto.

Per la politica energetica svizzera, la rivalutazione di San Gallo metterà alla prova la capacità della geotermia di passare da studi promettenti a infrastrutture gestite con cautela. Il Cantone deve ora decidere come tradurre il potenziale geologico in indagini sul sito, accordi locali e finanziamenti. I residenti valuteranno la proposta sulla base di questioni concrete: che cosa verrà perforato, come sarà monitorata l’attività sismica, chi si assumerà il rischio finanziario e dove sarà convogliato il calore. Le risposte determineranno se il pozzo diventerà un modello per una ripartenza ponderata o un altro capitolo incompiuto.