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Swiss Observer

I tagli ai finanziamenti dell’era Trump costano al settore internazionale di Ginevra più di 2’800 posti di lavoro

Dopo il ritorno di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti, nelle organizzazioni internazionali di Ginevra sono scomparsi più di 2’800 posti di lavoro. L’articolo valuta gli effetti dei tagli ai finanziamenti statunitensi sull’ecosistema internazionale ginevrino e analizza perché il Governo ritiene che le perdite siano inferiori a quanto temuto.

AI16 settembre 2026Il nostro processo editoriale
I tagli ai finanziamenti dell’era Trump costano al settore internazionale di Ginevra più di 2’800 posti di lavoro
AISWI swissinfo.ch

Dopo il ritorno di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti, nelle organizzazioni internazionali di Ginevra sono scomparsi più di 2’800 posti di lavoro. La cifra, pubblicata lunedì sera dal Dipartimento federale degli affari esteri e riportata il 15 settembre 2026, offre finora la misura più chiara delle pressioni che gravano sul settore multilaterale della città.

Nel 2024 le organizzazioni contavano 25’696 dipendenti. A settembre 2026, la forza lavoro dichiarata era scesa a poco meno di 23’000 persone. Il calo è seguito alla decisione di Trump, dopo il suo ritorno alla Casa Bianca all’inizio del 2025, di tagliare i finanziamenti statunitensi alle agenzie delle Nazioni Unite e alle organizzazioni non governative. Anche altri Paesi hanno poi proceduto a tagli.

I numeri hanno un’importanza che va ben oltre le buste paga. Ginevra ospita una fitta rete di organismi dell’ONU, missioni diplomatiche, agenzie umanitarie e istituzioni specializzate. I loro dipendenti sostengono uffici, scuole, alberghi, aziende di trasporto e un vasto settore di servizi professionali in tutto il Cantone.

Il dato pubblicato resta incompleto. Esclude le ONG e non include integralmente i tagli ai posti di lavoro nelle sedi ginevrine dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni, dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati e dell’Organizzazione mondiale della sanità. L’impatto complessivo sull’ecosistema internazionale di Ginevra è quindi maggiore di quanto suggerisca la cifra principale.

Il dato principale non mostra l’intera portata della ritirata

La forza lavoro dichiarata è diminuita di circa un decimo rispetto al livello del 2024, anche se è difficile misurare con esattezza l’entità della contrazione. Le cifre del Dipartimento degli affari esteri confrontano i 25’696 dipendenti del 2024 con un totale attuale di poco meno di 23’000.

Il confronto registra le perdite dirette nelle organizzazioni internazionali, ma occorre considerare alcune importanti precisazioni. Le ONG non figurano nel dato attuale, benché rappresentino una parte significativa della rete umanitaria e di cooperazione allo sviluppo di Ginevra. Il conteggio non include inoltre tutti i posti soppressi dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni, dall’UNHCR e dall’OMS al di fuori delle rispettive sedi ginevrine.

I tagli sono iniziati a Washington. Dopo il suo insediamento all’inizio del 2025, Trump ha annunciato riduzioni del sostegno statunitense alle agenzie dell’ONU e alle ONG. Gli Stati Uniti sono tradizionalmente un importante finanziatore del sistema multilaterale e le loro decisioni hanno creato incertezza immediata per le organizzazioni i cui programmi dipendono da contributi volontari e contributi obbligatori.

La fonte non fornisce una ripartizione per organizzazione, categoria professionale o nazionalità. Non indica neppure quanti posti siano stati soppressi, lasciati vacanti o trasferiti altrove. Queste lacune impediscono di stabilire con precisione quali parti del mercato del lavoro ginevrino abbiano subito il primo impatto.

Le nuove missioni danno una certa resilienza alla rete diplomatica di Ginevra

Secondo il Dipartimento federale degli affari esteri, le perdite sono «inferiori a quanto temuto»: una valutazione prudente rispetto a uno scenario più duro per la Ginevra internazionale. Questa affermazione non minimizza la riduzione, ma colloca la cifra in un quadro più ampio, nel quale Ginevra continua ad attirare attività diplomatiche e istituzionali nonostante lo shock dei finanziamenti.

Altri tre Stati hanno aperto missioni a Ginevra e il numero complessivo delle organizzazioni internazionali è salito a 29, una in più rispetto a prima. Le nuove missioni non compensano i posti persi nelle agenzie dell’ONU né ripristinano i bilanci delle ONG colpite. Dimostrano però che i governi continuano a considerare Ginevra una piattaforma per la diplomazia, i negoziati e l’amministrazione internazionale.

La distinzione è importante per il Cantone. Una missione può rafforzare la presenza diplomatica di Ginevra senza impiegare tante persone quante una grande agenzia operativa. Analogamente, una nuova organizzazione può accrescere la visibilità politica creando però meno posti di lavoro locali di un vasto programma umanitario.

La valutazione del Dipartimento si basa quindi su più elementi del totale della forza lavoro. Tiene conto della presenza continuativa di istituzioni e Stati, anche se il personale e i finanziamenti cambiano. La fonte non contiene previsioni su ulteriori tagli né stime del valore economico dei posti già persi.

La Svizzera deve monitorare ciò che il conteggio dei posti di lavoro non rileva

Ginevra affronta la fase successiva con meno personale, dati incompleti e una sfida più ampia per il suo ruolo internazionale. La città ospita ancora 29 organizzazioni internazionali, ma i dati sulla forza lavoro mostrano che la presenza istituzionale e l’occupazione stanno evolvendo in direzioni diverse.

Per la Svizzera le conseguenze vanno oltre il numero immediato di posti persi. La Ginevra internazionale sostiene un mercato del lavoro specializzato e alimenta la domanda di alloggi, istruzione, servizi per conferenze, ospitalità e trasporti. La fonte disponibile non quantifica questi effetti, perciò non è ancora possibile precisare il costo economico complessivo. Conferma però che, nelle organizzazioni considerate, la contrazione ha già superato la soglia dei 2’800 posti di lavoro.

Il prossimo conteggio dovrà includere le ONG e fornire dati più completi per l’OIM, l’UNHCR e l’OMS. Dovrà inoltre distinguere i posti permanenti dai contratti temporanei e dalle vacanze di organico, indicando se le organizzazioni hanno trasferito attività fuori Ginevra o ridotto del tutto i programmi.

La valutazione del Dipartimento degli affari esteri, secondo cui le perdite sono inferiori a quanto temuto, lascia ai responsabili politici svizzeri margine per difendere la posizione di Ginevra. L’arrivo continuo di nuove missioni dimostra che le infrastrutture diplomatiche della città sono richieste. Il calo dell’occupazione mostra perché questa posizione non possa essere misurata soltanto contando le bandiere davanti al Palazzo delle Nazioni.