Vai al contenuto
Swiss Observer

Zurigo: l’autorità in materia abitativa si oppone agli sfratti di massa

L’autorità di conciliazione dichiara abusiva la disdetta di 105 contratti di locazione negli «Sugus-Häuser» di Zurigo, bloccando temporaneamente lo sgombero di massa previsto per una ristrutturazione totale.

Zurigo: l’autorità in materia abitativa si oppone agli sfratti di massa
AISWI swissinfo.ch

Con una decisione di portata storica, l’autorità di conciliazione di Zurigo si è pronunciata contro lo sfratto di massa degli abitanti degli iconici «Sugus-Häuser», dichiarando abusive le disdette di 105 contratti di locazione. La decisione offre un sollievo temporaneo a centinaia di persone che rischiavano di dover lasciare le proprie abitazioni nel centro di Zurigo.

Contesto e retroscena

La controversia è iniziata nel dicembre 2024, quando gli abitanti di tre edifici del complesso degli «Sugus-Häuser», composto da nove stabili, hanno ricevuto le disdette. I piani della proprietà di procedere a una ristrutturazione totale hanno suscitato l’immediata opposizione degli inquilini e un ampio sostegno da parte della popolazione. Gli edifici, noti per il loro aspetto caratteristico e situati in posizione strategica tra Hardbrücke e la stazione centrale di Zurigo, sono diventati un simbolo delle persistenti difficoltà abitative della città.

Ripercussioni sulla crisi abitativa a Zurigo

Il caso mette in luce la grave penuria di alloggi a Zurigo, dove solo sette appartamenti su 10’000 sono sfitti, il tasso più basso della Svizzera. Il tentativo di sfratto di massa agli «Sugus-Häuser» ha provocato grandi proteste nel dicembre 2024, con migliaia di persone scese in piazza contro la crescente crisi abitativa. La decisione costituisce un precedente importante per la tutela dei diritti degli inquilini, in un mercato immobiliare cittadino sottoposto a pressioni sempre maggiori.

Prossime tappe e procedura legale

La proprietà ha ora 20 giorni per decidere se accettare o respingere la decisione dell’autorità di conciliazione. In caso di rifiuto, dovrà presentare un’azione giudiziaria entro 30 giorni. La decisione attuale offre una protezione temporanea agli abitanti, ma l’esito definitivo resta incerto. Il caso continua a essere seguito da vicino, poiché potrebbe costituire un importante precedente per situazioni analoghe nei mercati immobiliari urbani svizzeri, sempre più sotto pressione.