prezzi dei carburanti
I prezzi del diesel in Svizzera segnano un nuovo record
Il diesel ha raggiunto una media nazionale di CHF 2.41 al litro, superando il precedente record, mentre anche i prezzi della benzina sono in aumento. Un resoconto degli effetti immediati su automobilisti, operatori dei trasporti e costi delle economie domestiche, con una spiegazione dei fattori internazionali all’origine del rincaro.

Il diesel ha raggiunto CHF 2.41 al litro in tutta la Svizzera, stabilendo un nuovo record per la media nazionale e superando il precedente picco registrato nel 2022. Il dato, comunicato dal Touring Club Svizzero il 18 settembre 2026, segna un forte cambiamento per gli automobilisti, che all’inizio dell’anno pagavano circa CHF 1.78 al litro.
L’aumento ammonta al 35% da gennaio. Chi fa il pieno a un serbatoio da 60 litri paga ora circa CHF 144.60, contro CHF 106.80 all’inizio dell’anno. Si tratta di CHF 37.80 in più per la stessa quantità di carburante.
Anche la benzina segue la stessa tendenza al rialzo. La benzina senza piombo 95 costa ora in media CHF 2.10 al litro, cinque centesimi in più rispetto a una settimana fa. Il prezzo resta inferiore al record del 2022, pari a CHF 2.31, anche se l’aumento dall’inizio dell’anno ha raggiunto il 27%, da CHF 1.65 a gennaio.
La pressione immediata si estende ben oltre le pompe di benzina. Pendolari, artigiani e famiglie che usano l’auto per andare a scuola, fare la spesa o spostarsi nella regione devono far fronte a costi di gestione più elevati. Le aziende che dipendono da furgoni e camion pagano di più per ogni consegna e intervento di servizio, e tali spese rischiano di ripercuotersi sulle fatture delle economie domestiche.
Le aziende di trasporto merci trasferiscono i rincari
Gli operatori dei trasporti pagano di più per ogni chilometro, e l’importanza del diesel va ben oltre le automobili private. Aziende di trasporto merci, imprese di costruzione, agricoltori e servizi comunali dipendono fortemente dal carburante per spostare merci e far funzionare macchinari. Per queste attività il carburante è un costo operativo ricorrente, che non si può eliminare semplicemente rinunciando a un viaggio.
L’impatto varia a seconda del tipo di veicolo, delle distanze e della possibilità di trasferire i costi ai clienti. Un operatore di consegne regionali può dover sostenere tariffe più alte su ogni tratta, mentre un’impresa di costruzioni deve mettere in conto il carburante usato da escavatori, generatori e veicoli pesanti nei cantieri. Le piccole imprese con scarso potere contrattuale sono particolarmente esposte quando i contratti fissano i prezzi in anticipo.
Le economie domestiche avvertono gli effetti attraverso diversi canali. L’aumento delle spese di trasporto può far rincarare alimenti, materiali da costruzione e pacchi, mentre chi percorre lunghe distanze in auto si ritrova con meno reddito disponibile dopo ogni stipendio. Le comunità rurali e le persone che vivono in zone con collegamenti di trasporto pubblico meno frequenti hanno meno alternative immediate.
La domanda di diesel riflette anche l’utilizzo industriale. Questo carburante è strettamente legato all’olio da riscaldamento e sostiene l’edilizia, il trasporto merci e altre attività commerciali. Di conseguenza, il calo delle vendite di automobili diesel contribuisce poco ad allentare la pressione sul mercato del diesel nel suo complesso. La stretta è tanto economica quanto personale e si ripercuote sulle catene di approvvigionamento prima ancora che i prodotti arrivino nei negozi svizzeri.
Gli shock globali restringono il mercato del diesel
Le interruzioni delle forniture internazionali stanno restringendo contemporaneamente il mercato del diesel e della benzina. Il TCS attribuisce l’ultimo aumento alla guerra in Iran e alle interruzioni delle spedizioni di petrolio in Medio Oriente, sviluppi che hanno accresciuto la pressione sui mercati energetici e sollevato preoccupazioni sull’affidabilità delle consegne.
Secondo il TCS, anche le esportazioni russe di diesel e benzina sono diminuite nettamente. I danni alle infrastrutture petrolifere e alle raffinerie hanno ulteriormente limitato l’offerta. Quando sui mercati internazionali arriva una quantità minore di prodotti raffinati, gli acquirenti competono per le partite disponibili e l’aumento dei costi all’ingrosso finisce per ripercuotersi sulle stazioni di servizio svizzere.
Il diesel è particolarmente esposto perché serve contemporaneamente diversi settori importanti. Alimenta veicoli per il trasporto merci, macchinari da cantiere e macchine industriali. Nei Paesi con una rete ferroviaria elettrificata limitata, viene usato anche per i treni. Le comunità isolate possono dipendere dai generatori diesel per l’elettricità e l’aria condizionata. Un aumento dei prezzi del gas naturale può creare un’ulteriore fonte di domanda quando i Paesi passano ai prodotti petroliferi per la produzione di energia.
Quando si profila una carenza, consumatori e aziende possono accumulare scorte di carburante, aumentando la domanda a breve termine. Le raffinerie non possono correggere rapidamente lo squilibrio producendo molto più diesel. Per spostare la produzione dalla benzina servono investimenti considerevoli e non è possibile farlo rapidamente in risposta a un singolo shock di mercato.
Le difficoltà sul Reno aggiungono un sovrapprezzo svizzero
La Svizzera deve fare i conti con strozzature interne oltre che con le perturbazioni internazionali. La raffineria di Cressier, nel Canton Neuchâtel, che fornisce circa il 30% dei prodotti petroliferi del Paese, è rimasta chiusa per diversi giorni. Anche un’interruzione temporanea è importante in un mercato che già dipende da importazioni limitate.
Il livello delle acque del Reno ha creato un secondo problema. La magra dura da mesi e ostacola la navigazione, limitando la quantità di carburante e di altre merci trasportabile dalle navi tra Rotterdam e Basilea. La rotta abituale resta aperta, ma le condizioni economiche sono cambiate radicalmente.
Il trasporto di merci su questo corridoio costa ora più di CHF 220 per tonnellata, contro una tariffa abituale compresa tra CHF 22 e CHF 28. Il TCS stima che il solo aumento dei costi di trasporto sul Reno aggiunga circa 15 centesimi al litro di carburante in Svizzera. Questo calcolo mostra come un problema logistico lontano da una stazione di servizio possa comparire direttamente sul display del prezzo.
Il Reno è centrale per le importazioni svizzere perché Basilea collega il Paese alla più ampia rete europea di navigazione. Quando il livello delle acque limita la capacità, le aziende devono ricorrere ad alternative più costose, tra cui strada e ferrovia. Questi itinerari sostitutivi richiedono una pianificazione aggiuntiva e possono far aumentare i costi per i distributori di carburante e per altri settori.
Gli automobilisti svizzeri ricalcolano il percorso da seguire
Il prezzo record rafforza la convenienza finanziaria dell’efficienza e dell’elettrificazione, anche se la transizione non sarà immediata per tutti gli automobilisti e le aziende svizzere. Le automobili elettriche possono ridurre l’esposizione ai prezzi della benzina e del diesel, soprattutto per chi ricarica regolarmente a casa o a tariffe pubbliche prevedibili. Secondo il rapporto citato, nel 2027 sono inoltre attese bollette dell’elettricità più basse per la maggior parte delle economie domestiche svizzere.
La convenienza dipende da più fattori del solo prezzo alla pompa. Chi acquista un veicolo deve considerare il costo del mezzo, la possibilità di ricaricare, le distanze percorse e se l’edificio consente di installare una colonnina privata. Le economie domestiche rurali, chi vive in appartamento e gli operatori di veicoli pesanti possono incontrare ostacoli maggiori. Camion e macchinari elettrici sono in fase di sviluppo, ma il diesel resta profondamente radicato nel trasporto merci, nell’edilizia e nell’agricoltura.
Per le autorità e le aziende, gli ultimi dati sottolineano il valore di catene di approvvigionamento resilienti e di consumi energetici più bassi. Collegamenti ferroviari migliori, una logistica efficiente e flotte meno dipendenti dai carburanti possono ridurre l’esposizione alle interruzioni sulle rotte internazionali e sul Reno. Gli operatori seguiranno inoltre la disponibilità delle raffinerie e le condizioni della navigazione per cogliere eventuali segnali di allentamento della pressione.
Per ora, il calcolo immediato è semplice. Da gennaio il diesel è rincarato del 35% e la benzina del 27%; ogni centesimo in più incide su pendolarismo, consegne e produzione. Le economie domestiche e le aziende svizzere dovranno mettere a budget questi maggiori costi energetici in attesa di un miglioramento delle condizioni di approvvigionamento.