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Swiss Observer

Cina e Svizzera concordano di eliminare i dazi su quasi tutte le esportazioni svizzere

La Cina e la Svizzera hanno firmato un aggiornamento del loro accordo commerciale che elimina i dazi su quasi tutte le esportazioni svizzere verso la Cina. I leader dei due Paesi hanno elogiato l’intesa durante la cerimonia della firma di venerdì.

Cina e Svizzera concordano di eliminare i dazi su quasi tutte le esportazioni svizzere
AIThe Local Switzerland

Nei prossimi 10 anni la Cina concederà l’accesso in esenzione da dazi al 99.8% delle esportazioni svizzere, secondo un accordo commerciale aggiornato firmato venerdì dal leader cinese Xi Jinping e dal presidente della Confederazione Guy Parmelin. L’intesa amplia la copertura esente da dazi rispetto a circa la metà delle spedizioni svizzere, aprendo una quota molto più ampia del mercato cinese ai prodotti svizzeri.

I leader hanno firmato l’aggiornamento nella Grande Sala del Popolo a Pechino, mentre negli ultimi mesi la Cina ha innalzato le barriere commerciali nei confronti di molti Paesi europei e degli Stati Uniti. Questo contesto ha attirato particolare attenzione sull’accordo svizzero: gli osservatori lo considerano un possibile banco di prova per capire come altre economie potrebbero rapportarsi con Pechino.

Parmelin ha definito l’accordo «un nuovo passo» e ha affermato che riguarda anche la ricerca, l’innovazione, la scienza e le questioni legate al lavoro. Xi ha dichiarato che l’intesa potrebbe portare maggiore fiducia e certezza nella cooperazione economica tra Cina ed Europa. Per la Svizzera, le modifiche tariffarie vanno ben oltre una firma dal valore simbolico: interessano esportazioni consolidate e ampliano l’accesso al mercato in diversi settori.

Aprire nuovi mercati alle esportazioni svizzere

Orologi, formaggio e caffè svizzeri sono tra i prodotti che beneficeranno della riduzione delle barriere. La Cina eliminerà i dazi su tutte le importazioni di orologi svizzeri. In precedenza, solo l’1% degli orologi svizzeri entrava nel mercato in esenzione da dazi. I produttori dovranno comunque pagare l’imposta cinese sui consumi di lusso: l’accordo elimina quindi i dazi doganali, ma non tutti i costi legati alla vendita di orologi.

Anche per il formaggio e il caffè svizzeri saranno eliminati i dazi. La modifica li equipara al cioccolato e al vino svizzeri, che già beneficiavano dell’accesso al mercato cinese in esenzione da dazi. Questi vantaggi specifici collegano il dato generale sui dazi a settori esportatori svizzeri già ben conosciuti in Cina.

L’aggiornamento apre inoltre maggiori possibilità di accesso per i fornitori svizzeri di servizi legati alla produzione, alla manutenzione aeronautica e al trasporto marittimo. Queste disposizioni estendono l’accordo oltre il commercio di beni, offrendo alle imprese svizzere attive nei settori tecnici e dei trasporti un accesso più ampio al mercato cinese. Parmelin ha sottolineato la portata più ampia dell’intesa, affermando che comprende anche la ricerca, l’innovazione, la scienza e le questioni legate al lavoro.

Valutare gli scambi in entrambe le direzioni

I tagli tariffari sono reciproci: la Svizzera eliminerà i dazi sul 97.3% delle esportazioni agricole cinesi, rispetto all’80.1% previsto dal precedente accordo. Le nuove condizioni ampliano l’accesso per i prodotti agricoli in entrambe le direzioni, anche se il principale vantaggio dell’accordo sul fronte delle esportazioni è l’estensione della copertura per i prodotti svizzeri diretti in Cina.

Nel 2025 gli scambi commerciali tra Svizzera e Cina, esclusi oro e altri oggetti di valore, hanno raggiunto circa 33.5 miliardi di CHF, secondo il Dipartimento federale dell’economia. Le esportazioni svizzere hanno rappresentato 15.2 miliardi di CHF, mentre le importazioni di prodotti cinesi sono ammontate a circa 18.3 miliardi di CHF.

Queste cifre conferiscono all’aggiornamento un peso rilevante in una relazione commerciale già sostanziale. L’accesso svizzero al mercato cinese ora si estende a orologi, prodotti alimentari, servizi e altri settori. L’accordo arriva inoltre mentre le barriere commerciali imposte da Pechino ai Paesi europei e agli Stati Uniti richiamano l’attenzione sulle condizioni alle quali le singole economie possono mantenere legami commerciali con la Cina.

Conciliare apertura e sicurezza

L’accordo della Svizzera con la Cina attira l’attenzione ben oltre i settori esportatori. La Svizzera è l’unico Paese dell’Europa continentale ad avere un accordo di libero scambio con la Cina, mentre i suoi rapporti con l’Unione europea sono regolati da una serie di accordi bilaterali che le assicurano un ruolo importante nel mercato unico dell’UE.

L’aggiornamento dell’accordo era stato annunciato per la prima volta da funzionari svizzeri e cinesi in agosto, un anno dopo che il presidente statunitense Donald Trump aveva imposto alla Svizzera alcuni dei dazi commerciali statunitensi più elevati applicati in Europa. Questa sequenza ha accresciuto l’interesse per il modo in cui Berna gestisce i rapporti economici con Pechino, tenendo conto delle preoccupazioni in materia di sicurezza e tecnologia.

Selina Hanni, specialista svizzera in affari pubblici al Forum economico mondiale, ha scritto che l’approccio della Svizzera nel conciliare apertura economica, resilienza e sicurezza potrebbe essere d’esempio per altre economie. La prova concreta dell’accordo si vedrà quando le disposizioni tariffarie e il maggiore accesso entreranno in vigore nel corso del prossimo decennio, mentre i funzionari svizzeri continueranno a conciliare gli interessi commerciali, di ricerca e di sicurezza.