Politica
La Svizzera voterà sulla tassazione individuale per porre fine alla «penalizzazione del matrimonio»
L’8 marzo gli elettori svizzeri decideranno se tassare individualmente le coppie sposate. I sostenitori ritengono che la riforma eliminerà l’attuale «penalizzazione del matrimonio» e incoraggerà più donne a entrare nel mondo del lavoro, mentre gli oppositori temono che possa creare nuove disparità.

L’8 marzo la Svizzera è pronta a infrangere un’antiquata barriera fiscale. Secondo GFS Bern, il 64% degli elettori sostiene la riforma: tassare individualmente le coppie sposate non è più soltanto una proposta, ma sembra ormai cosa fatta. Questo referendum rappresenta un colpo decisivo alla famigerata «penalizzazione del matrimonio», una distorsione sistemica che da tempo colpisce chi percepisce redditi congiunti, applicando aliquote fiscali più elevate. Altre iniziative, come il fondo per il clima, arrancano nei sondaggi con uno svantaggio di 25 punti, mentre la richiesta di equità fiscale ha mobilitato l’elettorato.
L’urgenza è palpabile. Da decenni il sistema fiscale svizzero somma i redditi dei coniugi, facendo salire le coppie a scaglioni d’imposta più elevati e penalizzando di fatto il matrimonio. Questa votazione è più di un adeguamento burocratico: impone una riflessione fondamentale sul valore che lo Stato attribuisce alla vita di coppia e al lavoro. Poiché più di tre quarti della popolazione si aspettano che la proposta venga approvata, il messaggio a Berna è inequivocabile: l’era della discriminazione fiscale delle coppie sposate sta per finire.
Liberare il potenziale economico: migliaia di posti di lavoro in gioco
La posta in gioco economica è enorme. I fautori non promettono soltanto equità, ma prevedono un aumento della partecipazione al mercato del lavoro che potrebbe dare una spinta decisiva all’economia svizzera. Le stime dell’IWP (Brandt, 2025) prevedono la creazione di circa 16’000 posti di lavoro a tempo pieno equivalenti. Considerando anche altri studi, i potenziali guadagni oscillano tra 12’000 e 20’000 posti di lavoro. In un mercato del lavoro teso, queste cifre rappresentano un apporto di competenze di importanza cruciale.
La riforma punta a una specifica riserva di produttività ancora inutilizzata: il secondo percettore di reddito. Con il sistema attuale, il vantaggio economico di un secondo reddito, spesso quello della moglie, viene eroso dalla progressione fiscale e dai costi di custodia dei figli. Separando l’imposizione fiscale dei coniugi, l’incentivo finanziario a lavorare aumenta notevolmente. La teoria economica e gli studi commissionati dal governo a Ecoplan concordano: se si smette di penalizzare il lavoro, si lavora di più. Non si tratta soltanto di sgravi fiscali, ma di una manovra economica strategica per mobilitare migliaia di lavoratori qualificati che oggi restano ai margini a causa di un sistema di incentivi sfavorevole.
I meccanismi della disparità: perché il sistema penalizza le donne
Il sistema attuale è un retaggio del passato che limita in modo sproporzionato l’indipendenza economica delle donne. Oggi in Svizzera l’80% delle donne partecipa al mercato del lavoro, ma una quota considerevole lavora a tempo parziale. A ciò contribuisce un sistema fiscale che rende finanziariamente irrazionale, per le madri sposate, lavorare a tempo pieno. Quando i redditi vengono sommati, il secondo stipendio è spesso tassato all’aliquota marginale più alta del percettore principale. Di fatto, lo Stato si appropria della maggior parte del guadagno derivante dal lavoro supplementare.
Gli oppositori sostengono che la tassazione individuale comporti un onere amministrativo e nuove disparità, favorendo potenzialmente le famiglie con due redditi rispetto alle famiglie tradizionali con un solo percettore. La spinta al cambiamento suggerisce tuttavia che queste preoccupazioni siano superate dalla richiesta di parità di genere. La riforma mira a smantellare il modello del «maschio capofamiglia» insito nel sistema fiscale, consentendo alle donne di aumentare il proprio grado di occupazione senza vedere i propri guadagni finire nelle casse federali. È uno scontro diretto con la disuguaglianza strutturale.
Un’anomalia politica: sostegno trasversale
In una rara convergenza politica, il sostegno alla tassazione individuale supera le consuete divisioni ideologiche. L’iniziativa è sostenuta da chi si batte per la parità di genere, ma ha trovato consensi anche in roccaforti conservatrici. Persino la base dell’Unione democratica di centro (UDC/UDC), di norma contraria ai cambiamenti che modificano le strutture familiari tradizionali, appoggia la riforma, seppure di stretta misura. Si tratta di uno scostamento significativo dalle consuete linee di partito.
Le donne guidano questa battaglia con un sostegno schiacciante, ma il consenso è ampio. L’opposizione è concentrata soprattutto a destra, ma non ha la veemenza osservata nei dibattiti sulla SSR o sul fondo per il clima. La questione è riuscita a passare da «tema femminista» a questione di buon senso economico e libertà fiscale. Quando il 64% del Paese concorda su una riforma fiscale, è il segnale di un profondo cambiamento nella mentalità politica svizzera, che privilegia l’autonomia individuale rispetto alla tassazione collettiva del nucleo familiare.
Oltre il voto: gli sgravi fiscali prevarranno sul tempo libero?
Anche se la votazione sembra destinata al successo, le conseguenze presentano una realtà complessa. Un taglio delle imposte spingerà davvero gli svizzeri a lavorare di più? I 20’000 posti di lavoro previsti sono una cifra significativa, ma rappresentano solo una parte dei 4,5 milioni di posti presenti sul mercato del lavoro svizzero. Stiamo assistendo a un cambiamento culturale: salari elevati permettono a molti di dare la priorità al tempo libero e al tempo a disposizione, anziché a un reddito supplementare. L’incentivo finanziario è necessario, ma potrebbe non bastare a invertire la forte preferenza per il lavoro a tempo parziale.
Il peso simbolico di questa votazione, tuttavia, non può essere sottovalutato. Eliminando la penalizzazione fiscale del matrimonio, la Svizzera modernizza la propria infrastruttura sociale. Che ciò porti a una trasformazione radicale del mercato del lavoro o a un moderato aumento delle ore lavorate, il principio è stabilito: lo Stato non imporrà più che il matrimonio costi denaro. Con l’avvicinarsi dell’8 marzo, la Svizzera è pronta a voltare pagina e a lasciarsi alle spalle un sistema fiscale che appartiene al secolo scorso.