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Swiss Observer

Il Parlamento svizzero approva un pacchetto per la difesa da 3,4 miliardi di CHF

Il Parlamento ha approvato crediti per la difesa per 3,4 miliardi di CHF, compresi i fondi per i caccia F-35, respingendo al contempo altri 500 milioni di CHF per munizioni destinate alla difesa aerea. L’articolo esaminerebbe l’evoluzione delle priorità di sicurezza della Svizzera e le divisioni politiche sulla spesa per la difesa.

AI16 settembre 2026Il nostro processo editoriale
Il Parlamento svizzero approva un pacchetto per la difesa da 3,4 miliardi di CHF
AISWI swissinfo.ch

I nuovi crediti per la difesa, pari a 3,4 miliardi di CHF, hanno ottenuto il via libera da entrambe le Camere del Parlamento svizzero, dando alle Forze armate un ampio mandato per portare avanti i progetti di modernizzazione e proseguire l’acquisto dei caccia F-35.

Martedì 15 settembre il Consiglio nazionale ha approvato senza modifiche il messaggio del Consiglio federale sull’esercito, dopo il Consiglio degli Stati. Il pacchetto stanzia circa 2,4 miliardi di CHF per l’approvvigionamento della difesa, 562 milioni di CHF per progetti immobiliari militari e 394 milioni di CHF per il programma F-35.

Il voto conclude la fase parlamentare immediata per questi crediti. Mette inoltre in luce un netto disaccordo su quali spese la Svizzera debba finanziare per prime. Il Consiglio nazionale ha respinto, con 104 voti contro 91 e un’astensione, la proposta di aumentare di 500 milioni di CHF i fondi per le munizioni destinate alla difesa aerea.

La decisione arriva mentre i parlamentari discutono della prontezza militare del Paese, della capacità di approvvigionamento e degli standard di vigilanza. I partiti di centrodestra hanno sostenuto il programma governativo per i velivoli, nonostante una recente constatazione parlamentare secondo cui l’accordo a prezzo fisso, spesso citato a proposito dell’acquisto degli F-35, non è mai esistito. La sinistra e il centrosinistra si sono appellati a questa constatazione per mettere in discussione la fiducia nel processo.

I fondi per gli F-35 superano la controversia sul prezzo fisso

Il programma F-35 ha ricevuto 394 milioni di CHF nonostante le controversie sull’acquisto. La maggioranza del Consiglio nazionale ha respinto le richieste di sospendere o ridurre il credito supplementare, sostenendo che la Svizzera non dispone di un’alternativa credibile ai nuovi caccia.

La decisione è seguita a un rapporto della Commissione della gestione del Consiglio nazionale. La commissione ha constatato che il prezzo fisso per i jet di fabbricazione statunitense, comunicato ripetutamente dai responsabili, in realtà non è mai esistito. I critici hanno parlato di un «disastro del prezzo fisso» e affermato che l’episodio aveva minato la fiducia del pubblico nell’acquisto.

Durante il dibattito il ministro della difesa Martin Pfister ha preso posizione sul rapporto per la prima volta. Ha dichiarato che il Consiglio federale avrebbe pubblicato una presa di posizione «molto presto, e non soltanto in dicembre». Pfister ha definito il rapporto «sfumato, obiettivo e interessante» e ha detto che costituisce una «buona base per migliorare i processi all’interno del Dipartimento della difesa».

Il rapporto non ha modificato l’orientamento del Parlamento. Il credito approvato consente all’esercito di proseguire i preparativi per l’acquisto dei caccia, mentre il Consiglio federale lavora alla propria risposta alle conclusioni sulla vigilanza.

Il Parlamento respinge i fondi supplementari per la difesa aerea

Il Consiglio nazionale ha respinto 500 milioni di CHF supplementari per le munizioni destinate alla difesa aerea. I fondi sarebbero serviti ad acquistare munizioni per i sistemi di difesa aerea terrestri a lunga e media gittata, nonché per i sistemi di appoggio al fuoco indiretto a media gittata.

La Commissione della politica di sicurezza aveva raccomandato l’aumento, sostenendo che la Svizzera dovesse ricostituire rapidamente le proprie riserve. L’Unione democratica di centro e il Partito liberale radicale hanno affermato che i ritardi negli acquisti, la forte domanda internazionale e l’aumento dei prezzi rendevano necessario intervenire rapidamente.

La proposta è stata respinta dopo l’opposizione del Partito socialista, del Centro, dei Verdi e dei Verdi liberali. Linda De Ventura, del Partito socialista, ha messo in guardia contro quella che ha definito una «corsa contro il tempo», mentre il centrosinistra ha messo in dubbio che i fondi supplementari fossero stati definiti con sufficiente precisione.

Il voto separa il pacchetto di modernizzazione approvato dal più ampio piano della commissione per le munizioni. Il Parlamento ha autorizzato i crediti esistenti richiesti dal Consiglio federale per gli acquisti, ma ha negato i fondi supplementari per le riserve chiesti dalla commissione. Secondo il rapporto della fonte, durante la sessione invernale è previsto che vengano presentate altre richieste in materia di difesa.

Il voto sulla difesa mette in luce una divisione politica

Il voto rivela una divisione politica sulle priorità di sicurezza della Svizzera. I parlamentari di centrodestra hanno posto al centro delle loro argomentazioni la continuità del programma dei caccia e il rapido reintegro delle riserve di munizioni. L’Unione democratica di centro e il Partito liberale radicale hanno sostenuto il credito supplementare per le munizioni, mentre socialisti, Centro, Verdi e Verdi liberali lo hanno respinto.

La spaccatura riflette valutazioni diverse dei rischi, delle tempistiche e della responsabilità verso l’opinione pubblica. I sostenitori dei fondi supplementari per le munizioni hanno richiamato i lunghi tempi di approvvigionamento, la domanda internazionale e l’aumento dei costi. Gli oppositori hanno contestato la chiarezza della richiesta e si sono rifiutati di approvare fondi che consideravano preparati in modo insufficiente.

Lo stesso dibattito ha portato a posizioni diverse sul credito per gli F-35. I gruppi di centrodestra hanno definito indispensabile l’acquisto dei velivoli. La sinistra ha citato le conclusioni del rapporto sulla vigilanza per contestare la gestione dell’acquisto da parte del Consiglio federale, ma il Consiglio nazionale ha comunque approvato il credito supplementare.

Pfister ha affermato che il rapporto aveva «messo a dura prova» il lavoro del Dipartimento volto a costruire fiducia. Ha inoltre invitato i membri della commissione a mantenere obiettiva la discussione, dicendo che a volte aveva avuto l’impressione che ciò non fosse avvenuto.

La prossima prova sarà la sessione invernale

L’esercito può ora proseguire il programma di acquisti approvato, mentre la fiducia resta una questione politica aperta. La decisione del Parlamento autorizza i crediti richiesti dal Consiglio federale e consente alle Forze armate di portare avanti i progetti relativi ai caccia, all’equipaggiamento e agli immobili.

Il pacchetto non chiude il dibattito più ampio sulla prontezza militare. La bocciatura dell’aumento di 500 milioni di CHF per le munizioni lascia irrisolta una richiesta di finanziamento distinta, in particolare per la difesa aerea terrestre e il supporto al fuoco indiretto a media gittata. Il Consiglio federale e il Parlamento dovranno inoltre affrontare gli effetti pratici dei tempi di approvvigionamento più lunghi e dei prezzi più elevati citati durante il dibattito.

Il programma F-35 ha davanti a sé altri passi. Pfister ha dichiarato che il Consiglio federale risponderà presto al rapporto sulla vigilanza. Le sue parole indicano che il Dipartimento dovrà spiegare come ha gestito le garanzie sui prezzi e in che modo intende migliorare i processi di approvvigionamento.

Durante la sessione invernale sono attese altre richieste. Per la Svizzera, la fase successiva metterà alla prova la capacità della maggioranza che ha approvato il credito per i caccia di trovare un accordo anche sulle riserve di munizioni, sui controlli degli acquisti e sul ritmo della modernizzazione militare.