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Swiss Observer

Il settore medtech svizzero avverte: si sta erodendo il suo vantaggio competitivo

Il settore medtech svizzero resta un importante esportatore, ma le aziende avvertono che il calo degli investimenti e la creazione di meno nuovi posti di lavoro stanno indebolendo l’attrattiva del Paese come piazza economica.

AI11 settembre 2026Il nostro processo editoriale
Il settore medtech svizzero avverte: si sta erodendo il suo vantaggio competitivo
AISWI swissinfo.ch

Nel 2025 il settore medtech svizzero ha realizzato un fatturato record di 26 miliardi di franchi, ma le aziende stanno riducendo gli investimenti e le assunzioni che sostengono il settore nel Paese. In Svizzera operano circa 1’400 aziende, che producono impianti dentali, penne per insulina, protesi artificiali dell’anca, pacemaker e dispositivi diagnostici. Nel complesso impiegano poco meno di 72’000 persone e forniscono ad ospedali, studi medici e laboratori apparecchiature fondamentali per la sanità quotidiana.

Il settore resta uno dei principali pilastri dell’export svizzero. L’anno scorso ha registrato un’eccedenza commerciale superiore a 5 miliardi di franchi, con l’Unione europea come mercato più importante e gli Stati Uniti al secondo posto. Swiss Medtech afferma che negli ultimi due anni il fatturato è cresciuto a un ritmo doppio rispetto all’economia svizzera.

L’avvertimento riguarda ciò che accadrà in seguito. Più della metà delle aziende interpellate dall’associazione di categoria ha dichiarato che, negli ultimi cinque anni, l’attrattiva della Svizzera come piazza economica è diminuita. La creazione netta di posti di lavoro è scesa di recente a circa 200, rispetto a una media decennale di circa 1’500. I dati indicano che le forti vendite all’estero non si traducono più in un analogo dinamismo in Svizzera.

Meno investimenti mettono a rischio i posti di lavoro di domani

Nell’ultimo periodo sono stati creati solo circa 200 nuovi posti di lavoro netti, contro una media decennale di circa 1’500. Adrian Hunn, direttore di Swiss Medtech, considera i dati sull’occupazione un primo segnale di un indebolimento della fiducia. L’ultimo rapporto dell’associazione ha inoltre rilevato che il 43% delle aziende non ha piani d’investimento, la quota più elevata dall’inizio dell’indagine.

Per i produttori, le decisioni d’investimento riguardano le linee di produzione, le strutture di ricerca, le attività di regolamentazione e il personale qualificato. Quando le aziende rinviano queste decisioni, le ripercussioni possono propagarsi lungo le catene di fornitura regionali e sul mercato del lavoro. Il settore medtech svizzero comprende grandi produttori internazionali e piccole e medie imprese specializzate che forniscono componenti e servizi di ingegneria e collaudo.

I dati non indicano che il settore abbia smesso di crescere. Il fatturato continua ad aumentare e l’industria mantiene una solida base d’esportazione. Mostrano però che le aziende sono diventate più caute nell’espandere la propria presenza in Svizzera. Hunn ha definito preoccupante l’andamento degli investimenti e ha affermato che da questi dipenderanno i posti di lavoro disponibili in futuro.

Questa cautela è visibile a Winterthur, dove Zimmer Biomet ha annunciato l’intenzione di sopprimere fino a 580 dei 730 posti di lavoro nel suo stabilimento nell’ambito di una riorganizzazione della produzione. Damian Müller, presidente di Swiss Medtech, ha definito l’annuncio estremamente preoccupante.

Le barriere commerciali aumentano i costi per restare competitivi

Il franco forte, gli elevati costi del lavoro e le barriere commerciali mettono sotto pressione i produttori che dipendono dalle vendite internazionali. Un franco più forte rincara i prodotti svizzeri sui mercati esteri e può ridurre il valore dei ricavi realizzati all’estero quando vengono convertiti in franchi. I costi del lavoro aggiungono ulteriore pressione in un settore che dipende da ingegneri, tecnici, specialisti della qualità ed esperti di regolamentazione.

Le aziende devono inoltre fare i conti con un contesto internazionale difficile. I dazi statunitensi rischiano di complicare l’accesso a un mercato importante per prodotti come le penne per insulina e gli impianti ortopedici. Nel frattempo, il rapporto normativo tra la Svizzera e l’Unione europea resta irrisolto. Dal 2021 le autorità svizzere e quelle dell’UE non riconoscono reciprocamente le certificazioni dei dispositivi medici.

Secondo Swiss Medtech, la mancata equivalenza delle certificazioni costringe le aziende a investire tempo e denaro supplementari per districarsi tra requisiti distinti. Le indagini interne al settore stimano il costo annuo tra 150 e 200 milioni di franchi. L’UE è il principale mercato d’esportazione della Svizzera, perciò il problema normativo è particolarmente rilevante per le aziende che necessitano di un accesso rapido a ospedali, distributori e sistemi d’acquisto in tutta Europa.

L’associazione chiede di eliminare le barriere commerciali e vuole che la Svizzera riconosca le autorizzazioni statunitensi per i dispositivi medici. Secondo Swiss Medtech, questa misura potrebbe migliorare l’approvvigionamento e aumentare l’attrattiva del Paese agli occhi degli investitori.

Proteggere le catene di fornitura alla base della sanità svizzera

L’importanza industriale del settore va oltre i dati sull’export, perché gli ospedali e i laboratori svizzeri dipendono dalle stesse aziende che subiscono pressioni sui mercati esteri. Le imprese medtech forniscono gli strumenti e le apparecchiature utilizzati negli studi medici, negli ospedali e nei laboratori diagnostici. Il loro ruolo nelle catene di fornitura globali è emerso con maggiore evidenza anche durante la pandemia di Covid, quando la domanda internazionale di apparecchiature svizzere per la diagnostica e la ventilazione ha rafforzato le reti di cooperazione.

Secondo Swiss Medtech, queste reti hanno aiutato la Svizzera ad accedere a principi attivi fondamentali. L’esperienza ha dimostrato il legame tra capacità produttiva, accesso ai mercati regolamentati e resilienza del sistema sanitario. Un indebolimento della base industriale nazionale potrebbe avere conseguenze che vanno oltre l’occupazione nelle fabbriche, se le aziende trasferissero altrove la produzione, la ricerca o le funzioni d’acquisto.

I dati attuali del settore lasciano ancora margine d’azione ai responsabili politici. Il fatturato è a livelli record, l’eccedenza commerciale resta superiore a 5 miliardi di franchi e la Svizzera conserva un fitto ecosistema di aziende specializzate. La sfida è fare in modo che questa solidità esistente sostenga il prossimo ciclo di prodotti e posti di lavoro.

Swiss Medtech afferma che i responsabili politici dovrebbero fare dell’eliminazione delle barriere commerciali una priorità assoluta. Ciò comprende progressi negli accordi normativi con l’UE e la valutazione del riconoscimento svizzero delle autorizzazioni statunitensi per i dispositivi medici. L’associazione sostiene che un accesso più rapido ai mercati renderebbe la Svizzera più attrattiva per la produzione e gli investimenti.

Dare agli investitori un motivo per costruire in Svizzera

Il settore medtech svizzero affronta la prossima fase con vendite record, ma con una pipeline nazionale di posti di lavoro e investimenti in contrazione. Il Paese offre ancora competenze specialistiche, reti di ricerca consolidate e una reputazione nella produzione di precisione. Le sue aziende continuano ad avere successo a livello mondiale e il settore sostiene migliaia di lavoratori nella produzione, nell’ingegneria, nella ricerca e nelle forniture sanitarie.

L’ultima indagine mostra perché i leader del settore chiedono cambiamenti politici già ora. Se il 43% delle aziende non ha piani d’investimento e la recente creazione di posti di lavoro resta ben al di sotto della media di lungo periodo, le ripercussioni potrebbero manifestarsi prima nella futura capacità produttiva che nel fatturato attuale. Le decisioni prese oggi determineranno dove le aziende svilupperanno nuovi dispositivi, formeranno lavoratori e localizzeranno le attività a elevato valore aggiunto.

La pressione non riguarda un solo Cantone. I tagli prospettati da Zimmer Biomet a Winterthur sono un esempio concreto di come una ristrutturazione internazionale possa ripercuotersi sulle regioni svizzere. Le oscillazioni valutarie, i costi salariali, i dazi e le norme sulle certificazioni influiscono tutte su queste decisioni.

I responsabili politici svizzeri hanno davanti a sé un chiaro elenco di richieste del settore: migliorare l’accesso al mercato dell’UE, ridurre la duplicazione delle norme, affrontare altre barriere commerciali e valutare il riconoscimento delle autorizzazioni statunitensi. I risultati del settore medtech sul fronte dell’export danno alla Svizzera un margine di manovra. I dati sugli investimenti mostrano che il tempo per sfruttarlo si sta riducendo.