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Swiss Observer

La Banca nazionale svizzera effettua un taglio storico dei tassi d’interesse

La Banca nazionale svizzera annuncia una sorprendente riduzione dei tassi d’interesse, in un contesto di incertezza economica e tensioni politiche globali

AI16 dicembre 2024Il nostro processo editoriale
La Banca nazionale svizzera effettua un taglio storico dei tassi d’interesse
AIThe Local Switzerland

La Banca nazionale svizzera ha dato una forte scossa al sistema finanziario, riducendo il suo tasso guida di mezzo punto percentuale, portandolo allo 0,5 per cento. Questa mossa decisa segna il quarto taglio consecutivo da marzo e va contro le aspettative della maggior parte degli economisti, che prevedevano un intervento più contenuto. Raddoppiando la riduzione attesa, la BNS lancia un messaggio inequivocabile: la stabilità economica è la sua priorità assoluta.

Il presidente della BNS Martin Schlegel, che ha assunto la carica in ottobre, non perde tempo per imprimere il proprio segno. «Da allora, l’inflazione è nuovamente diminuita», ha dichiarato Schlegel, motivando così la decisione coraggiosa. Mentre le previsioni prevalenti indicavano una riduzione moderata di 25 punti base, la decisione della banca centrale di spingersi oltre riflette un approccio proattivo di fronte al rallentamento dell’economia. Nel terzo trimestre la crescita è stata «solo moderata» e, con una previsione di appena l’1,0 per cento per il 2024, la BNS sta facendo tutto il possibile per evitare la stagnazione. Non si tratta soltanto di un taglio dei tassi: è una mossa calcolata per salvaguardare la prosperità svizzera.

Le turbolenze globali spingono all’intervento

La Svizzera non agisce nel vuoto: si sta preparando ad affrontare una crescente instabilità globale. La BNS ha citato esplicitamente l’aumento dell’incertezza negli Stati Uniti e la fragile situazione politica in Europa tra i principali fattori alla base di questa decisione storica. Con Donald Trump pronto a entrare in carica a gennaio e deciso a imporre dazi sulle importazioni, incombe lo spettro di una guerra commerciale. Il vicepresidente della BNS Antoine Martin ha ammesso che i mercati al momento non hanno «un’idea molto chiara» dei piani della nuova amministrazione statunitense, una fonte di volatilità che la Svizzera non può ignorare.

Anche più vicino, la situazione è precaria. L’incertezza politica è aumentata in Europa: la Germania si prepara a elezioni anticipate in febbraio dopo il crollo della coalizione di governo, mentre la Francia è alle prese con la caduta del governo. «Le tensioni geopolitiche potrebbero tradursi in un indebolimento dell’attività economica globale», ha avvertito la BNS nella sua comunicazione. Riducendo i tassi ora, la Svizzera sta di fatto costruendo uno scudo monetario, preparandosi a eventuali scosse provenienti dai suoi maggiori partner commerciali prima che si manifestino.

L’inflazione scende sotto l’1 per cento

Mentre l’Eurozona lotta per contenere i prezzi, la Svizzera ha ridotto l’inflazione con notevole efficacia. A novembre i prezzi al consumo sono aumentati appena dello 0,7 per cento su base annua, un netto contrasto con il 2,3 per cento registrato nell’Eurozona. Le prospettive della BNS sono ancora più sorprendenti: la previsione d’inflazione per il 2025 è stata ridotta a un minimo dello 0,3 per cento. Non si tratta soltanto di stabilizzazione: è una quasi completa vittoria sull’aumento dei prezzi.

La banca centrale prevede un ulteriore rallentamento dell’inflazione, anche perché a gennaio è prevista una riduzione dei prezzi dell’elettricità, che darà ulteriore sollievo alle economie domestiche svizzere. Questa divergenza rispetto alla Banca centrale europea, alle prese con un’inflazione più persistente, consente alla BNS di ridurre i tassi in modo deciso senza temere un surriscaldamento dell’economia. Mentre i Paesi vicini fanno i conti con il costo della vita, la Svizzera entra in una fase di inflazione molto bassa, dando ai responsabili della politica monetaria il via libera per concentrarsi interamente sullo stimolo alla crescita.

Reazione dei mercati e prospettive future

I mercati hanno reagito immediatamente all’annuncio a sorpresa della BNS: il franco svizzero ha perso lo 0,3 per cento sia nei confronti del dollaro sia dell’euro. Per gli esportatori svizzeri, questo deprezzamento è uno sviluppo positivo, perché rende i loro prodotti più competitivi all’estero. La questione, però, non è ancora chiusa. Adrian Prettejohn, economista per l’Europa presso Capital Economics, ha osservato che, sebbene la mossa sia stata una sorpresa, la revisione della comunicazione sulla politica monetaria lascia intendere che potrebbe trattarsi dell’«ultimo taglio dei tassi del ciclo».

Nonostante ciò, permane lo scetticismo. «Continuiamo ad aspettarci almeno un altro taglio dei tassi l’anno prossimo», ha ribattuto Prettejohn, suggerendo che i responsabili della politica monetaria potrebbero essere costretti a rivedere ancora una volta al ribasso le proprie aspettative. Con una crescita prevista in lieve aumento, fino all’1,5 per cento l’anno prossimo, la BNS è ancora sotto pressione affinché mantenga condizioni favorevoli. Mentre la Svizzera si confronta con un’economia globale moderata e sviluppi geopolitici imprevedibili, la capacità di adattamento della banca sarà messa alla prova. Per ora il messaggio è chiaro: la BNS farà tutto il necessario per mantenere l’economia svizzera sulla buona strada.