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Swiss Observer

Carnevale, due realtà a confronto: Basilea apre con il «Morgestraich», mentre a Berna l’interesse cala

La stagione dei carnevali è in pieno svolgimento in Svizzera, con migliaia di persone accorse al tradizionale «Morgestraich» di Basilea. A Berna, invece, il carnevale starebbe facendo i conti con una partecipazione in calo, sollevando interrogativi sul futuro della festa nella capitale.

AI23 febbraio 2026Il nostro processo editoriale
Carnevale, due realtà a confronto: Basilea apre con il «Morgestraich», mentre a Berna l’interesse cala
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In Svizzera si assiste attualmente a due storie carnevalesche molto diverse: la tradizione di una città è in piena espansione, mentre l’altra lotta per la propria sopravvivenza. Lunedì, migliaia di spettatori hanno invaso le strade di Basilea, in un’atmosfera elettrizzante che ha confermato il primato indiscusso della città nel panorama carnevalesco svizzero. In netto e preoccupante contrasto, a Berna i festeggiamenti affrontano una crisi esistenziale, segnata da un forte calo dei partecipanti e da un futuro incerto.

La divergenza fra le due città non è mai stata così evidente. Basilea festeggia il suo riconoscimento come patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO e attira folle immense nonostante l’ora mattutina, mentre la capitale deve fare i conti con una dura realtà. L’evento bernese, rilanciato con grandi speranze negli anni Ottanta, è ora alle prese con un drastico calo d’interesse che minaccia di far tacere la sua musica. A Basilea, le luci si sono spente tra le acclamazioni, mentre a Berna l’umore è rimasto cupo, complice la pioggerellina e il numero sempre minore di partecipanti. Una situazione che mette in allarme gli appassionati di folklore di tutta la Svizzera.

Satira e spettacolo: Basilea domina la notte

Alle 4.00 in punto, Basilea è piombata nel buio, per poi essere subito riportata in vita dal bagliore inquietante delle lanterne satiriche e dal fragoroso comando: «Morgestraich, vorwärts Marsch!». La precisione e la portata dell’evento spiegano perché questo sia il più grande carnevale della Svizzera. Migliaia di spettatori hanno sfidato il freddo del primo mattino per assistere a uno spettacolo che fonde arte, politica e cacofonia in un evento di portata internazionale.

I temi dell’edizione 2026 sono tanto audaci quanto pungenti. Le cliques hanno rivolto la loro satira artistica all’instabilità globale e alla guerra; su molte lanterne spicca l’atteggiamento ostile del presidente statunitense Donald Trump. Non si tratta soltanto di una sfilata, ma di una dichiarazione politica avvolta nella tradizione. Il suono di pifferi e tamburi che riecheggia nella città della Svizzera settentrionale ricorda con forza il peso culturale di Basilea, una macchina che non dà alcun segno di rallentare.

Crisi nella capitale: la partecipazione crolla a Berna

Mentre Basilea è in pieno fermento, a Berna si perdono forze e talenti. Secondo quanto rivelato dal comitato organizzatore, il numero di musicisti che partecipano alla sfilata della capitale è stato quasi dimezzato. Questo drastico calo non è soltanto una statistica: è un campanello d’allarme che segnala come il carnevale bernese stia perdendo slancio. Nonostante il «concerto-monstre» sulla Piazza federale e la simbolica liberazione dell’orso carnevalesco, l’energia sta indubbiamente scemando.

Il declino è visibile e doloroso. Decine di gruppi in costume hanno comunque sfidato la pioggerellina sfilando nel centro storico, ma le file sempre più rade sono impossibili da ignorare. Il numero di visitatori è in calo, a conferma del più generale disinteresse che si è diffuso in città. Il contrasto è netto: laddove Basilea offre una fitta parete di suoni e luci, a Berna la sfilata presenta vuoti e cresce la preoccupazione per il futuro.

La tradizione a un bivio: la lotta per sopravvivere

«In futuro potremmo dover ridimensionare l’evento», ammette Michelle Uetz, presidente dell’associazione Berner Fasnacht, facendo i conti con una realtà difficile. La situazione finanziaria è già definita «tesa» e l’associazione è ora costretta a valutare ogni anno la sostenibilità del carnevale. Per il calendario culturale della capitale è un momento decisivo.

Le conseguenze sono chiare: senza una forte ripresa della partecipazione locale e del sostegno finanziario, il carnevale di Berna rischia di diventare una nota a piè di pagina della storia. Mentre il colosso basilese, protetto dall’UNESCO, procede a pieno ritmo, sostenuto da secoli di tradizione ininterrotta, Berna lotta per sopravvivere. I prossimi anni diranno se la capitale riuscirà a riaccendere la passione che aveva accompagnato la ripresa degli anni Ottanta o se l’orso carnevalesco finirà in letargo permanente.