aviazione
SWISS vince la battaglia legale sui controlli dei documenti dei passeggeri
Il Tribunale amministrativo federale annulla multe per un totale di CHF 364’000 inflitte a SWISS International Air Lines e stabilisce che, tra il 2016 e il 2018, la compagnia ha adempiuto ai propri obblighi di controllo dei documenti dei passeggeri.

SWISS International Air Lines ha ottenuto una decisiva vittoria legale, facendo crollare la stretta finanziaria punitiva delle autorità federali. Il Tribunale amministrativo federale ha annullato in modo netto multe per un totale di quasi CHF 368’000, stabilendo che la compagnia di bandiera non può essere ritenuta responsabile di specifiche violazioni nei controlli dei documenti dei passeggeri avvenute tra il 2016 e il 2018. La sentenza rappresenta una pesante sconfitta per la Segreteria di Stato della migrazione (SEM), che aveva perseguito con determinazione la compagnia aerea per presunte mancanze nell’adempimento del suo dovere di diligenza.
La posta in gioco era alta. In una lunga controversia legale, che ha visto infliggere multe nel 2017 e nel 2019 e poi reintrodurle nel 2023, la SEM ha chiesto CHF 200’000 e CHF 168’000 per infrazioni distinte, oltre a ben CHF 60’000 di spese procedurali. Le autorità sostenevano che SWISS non avesse impedito l’ingresso nell’area Schengen di viaggiatori senza documenti. La più recente decisione del tribunale, pubblicata venerdì, smonta però completamente questa ricostruzione. I giudici hanno dichiarato che SWISS aveva effettivamente adempiuto ai propri obblighi, azzerando di fatto la vicenda e sollevando la compagnia aerea da un notevole onere finanziario e reputazionale.
La violazione che ha coinvolto 150 passeggeri
Al centro di questa controversia legale ad alta quota vi è una lacuna nei controlli che ha coinvolto quasi 150 passeggeri. Questi viaggiatori sono arrivati all’aeroporto di Zurigo senza i documenti validi richiesti per entrare nell’area Schengen, facendo scattare l’allarme alla SEM. Le infrazioni non riguardavano una sola rotta, ma importanti collegamenti intercontinentali. I passeggeri sprovvisti di documenti provenivano dalla metropoli brasiliana di San Paolo e da importanti aeroporti statunitensi: Boston, Los Angeles, Miami e San Francisco.
La stretta della SEM è stata severa e si basava sulla convinzione che SWISS fosse stata negligente nei controlli prima del volo. Secondo l’ente, l’arrivo di queste 150 persone rappresentava una mancanza sistemica nell’adempimento del «dovere di diligenza» della compagnia aerea. Per anni SWISS ha dovuto fare i conti con queste accuse, affrontando sanzioni finanziarie che hanno raggiunto centinaia di migliaia di franchi. Il periodo in questione, dal 2016 al 2018, è diventato il terreno di scontro di un dibattito più ampio su dove finisca la responsabilità di una compagnia aerea e dove inizino le complessità dei viaggi internazionali.
Il dovere di diligenza riconosciuto
In una netta difesa dell’operato della compagnia aerea, il tribunale ha stabilito che SWISS ha svolto i propri compiti con precisione. I giudici hanno affermato categoricamente che «non si può rimproverare a SWISS alcuna lacuna fondamentale», confutando direttamente le accuse di negligenza della SEM. La sentenza ha sottolineato che la compagnia aveva garantito una formazione approfondita del proprio personale nel controllo dei documenti, un elemento essenziale per il rispetto delle norme che regolano il trasporto aereo internazionale.
Il tribunale ha inoltre riconosciuto l’affidabilità delle infrastrutture negli Stati Uniti. Nella sentenza si sottolinea che SWISS poteva presumere che le attrezzature tecniche avanzate e l’organizzazione dei moderni aeroporti statunitensi permettessero procedure affidabili di check-in e imbarco. Affidare questi compiti al personale aeroportuale in quelle regioni non significava sottrarsi alle proprie responsabilità, bensì fare affidamento su un sistema solido. La distinzione è fondamentale: il tribunale ha stabilito che la compagnia aerea ha confutato con successo ogni violazione del proprio dovere di diligenza, convalidando le procedure operative adottate negli aeroporti in questione.
Frontiere Schengen e possibili ricorsi
La vicenda potrebbe non essere definitivamente chiusa, anche se SWISS festeggia la vittoria in tribunale. La decisione non è ancora definitiva e la SEM può quindi presentare ricorso al Tribunale federale. Questo braccio di ferro legale sottolinea l’enorme pressione esercitata sulle compagnie aeree, chiamate a fungere da prima linea di difesa delle frontiere svizzere. Mentre la Svizzera continua ad adottare severe norme dell’UE per frenare gli ingressi illegali per via aerea nell’area Schengen, resta forte la tensione tra le rigide politiche migratorie dello Stato e la realtà operativa dell’aviazione globale.
Per ora, tuttavia, il messaggio è chiaro: le compagnie aeree non possono essere usate come capri espiatori quando rispettano le procedure stabilite. SWISS ha difeso con successo la propria reputazione dalle pesanti sanzioni governative, creando un possibile precedente per l’interpretazione del dovere di diligenza nel settore dell’aviazione. Mentre il settore segue da vicino la vicenda, la palla torna ora alle autorità federali competenti in materia di migrazione, che dovranno decidere se prolungare questa costosa battaglia legale o accogliere il richiamo della magistratura.