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Swiss Observer

Un trader accusa Glencore di aver occultato la natura dei loro rapporti commerciali

Radiant World fa causa a Glencore per oltre 2 miliardi di dollari e sostiene che il gruppo attivo nel commercio di materie prime abbia tenuto fuori dai documenti sottoposti a revisione contabile la vera natura dei loro rapporti commerciali. L’articolo distingue le accuse dai fatti accertati, illustra la risposta di Glencore ed esamina le questioni di governance e trasparenza sollevate dal caso.

AI16 settembre 2026Il nostro processo editoriale
Un trader accusa Glencore di aver occultato la natura dei loro rapporti commerciali
AISWI swissinfo.ch

Radiant World chiede a Glencore oltre 2 miliardi di dollari, portando davanti ai tribunali di Singapore una controversia di rilievo sulla governance aziendale che coinvolge un gruppo svizzero attivo nel commercio di materie prime. Il trader di minerale di ferro ha intentato causa martedì, sostenendo che Glencore abbia tenuto fuori dai documenti ufficiali e sottoposti a revisione contabile la vera natura e la portata dei loro rapporti commerciali.

Radiant sostiene che Glencore abbia indirizzato le parti verso incontri di persona e messaggi su WhatsApp, invece di fare affidamento soltanto sulla documentazione scritta abituale. Secondo la causa, questo modo di procedere ha impedito che il rapporto commerciale fosse riportato integralmente nei documenti di Glencore. Si tratta di accuse, non di conclusioni di un tribunale.

Il caso è rilevante per la Svizzera perché Glencore è una delle maggiori aziende del Paese attive a livello internazionale nel commercio di materie prime. La sua attività di trading si basa su transazioni complesse, ampi accordi di finanziamento e documenti che banche, revisori e autorità di vigilanza possono esaminare. Una controversia sul modo in cui questi rapporti sono stati documentati va oltre le aziende coinvolte. Solleva interrogativi sui controlli relativi alle comunicazioni private, ai rapporti commerciali tra le parti e all’affidabilità delle informazioni a disposizione degli organi di vigilanza.

Glencore ha respinto le accuse. In una dichiarazione citata dal Financial Times, ha definito le pretese infondate e ha affermato che le avrebbe contestate con vigore.

Le tracce documentali che, secondo Radiant, Glencore avrebbe nascosto

Secondo Radiant, i documenti ufficiali di Glencore non rispecchiavano appieno gli accordi privati tra le parti. La denuncia sostiene che Glencore preferisse le comunicazioni orali, gli incontri mensili di persona e i messaggi inviati tramite WhatsApp. Afferma inoltre che i documenti relativi alle transazioni venissero inoltrati e preparati secondo modalità non standard, anche attraverso la sede di Glencore a Delhi.

La causa descrive queste pratiche come un tentativo di tenere fuori dai documenti sottoposti a revisione contabile il rapporto commerciale. Il resoconto non accerta la veridicità delle accuse e il tribunale non si è ancora pronunciato. Le prove a sostegno delle pretese saranno valutate nel corso del procedimento a Singapore.

Le accuse si concentrano su un punto critico ben noto nel commercio di materie prime: le transazioni possono coinvolgere diverse giurisdizioni, controparti, istituti di finanziamento e flussi di documentazione di supporto. Se condizioni importanti sono contenute in messaggi informali o conversazioni faccia a faccia, revisori e creditori possono avere difficoltà a ricostruire chi abbia concordato cosa e quando.

Radiant collega la condotta contestata all’intensificarsi dei controlli su Glencore dopo le indagini del Dipartimento di giustizia degli Stati Uniti. Il trader afferma di aver interpretato l’approccio di Glencore come una risposta a tali verifiche. Glencore non ha avallato questa ricostruzione. Nella sua risposta, accusa invece le aziende coinvolte nella controversia di aver presentato documenti falsi a istituti finanziari.

Glencore respinge le accuse e contesta i documenti di Radiant

Glencore afferma che contesterà la causa e ha avviato un esame delle attività passate con i gruppi querelanti. La società ha inoltre dichiarato al Financial Times di avere prove che le aziende avrebbero inviato a diversi istituti finanziari fatture e contratti falsificati, oltre a e-mail inventate, presentate come comunicazioni di collaboratori di Glencore.

Radiant ha negato qualsiasi illecito. La controversia ha già inciso sul suo accesso al sistema finanziario. Secondo il resoconto, alcune banche e società di trading, tra cui Glencore, hanno interrotto i rapporti con Radiant a causa dei timori relativi a presunti documenti falsi. Le accuse sono ancora contestate e il tribunale di Singapore non le ha risolte.

Le versioni contrapposte danno luogo a una controversia legale con conseguenze per creditori e partner commerciali. Gli istituti finanziari si basano su contratti, fatture, e-mail e conferme quando concedono crediti o elaborano transazioni su materie prime. Se l’autenticità di questi documenti viene messa in discussione, le banche devono interrogarsi sulle proprie procedure di verifica, sulle esposizioni e sugli obblighi di segnalazione.

La causa coinvolge anche società partner, tra cui Sapphire Minmetals. La loro partecipazione potrebbe ampliare il quadro dei fatti relativi alle transazioni e alle comunicazioni tra le parti. L’esame delle attività commerciali passate avviato da Glencore potrebbe far emergere ulteriori informazioni, anche se nei materiali citati dal resoconto la società non ne ha precisato la portata né i tempi.

L’accordo del 2022 fa da sfondo al caso

L’accordo raggiunto da Glencore negli Stati Uniti in passato conferisce alle accuse un più ampio contesto regolamentare. La causa di Radiant fa riferimento alle ammissioni di colpevolezza del 2022 di Glencore per diversi capi d’accusa di corruzione e manipolazione del mercato. Secondo il resoconto, la società ha accettato di pagare 1,5 miliardi di dollari di sanzioni e l’accordo le imponeva di incaricare esperti indipendenti di conformità di esaminare i suoi controlli interni.

Radiant sostiene che la presunta preferenza per le comunicazioni orali e gli incontri di persona sia seguita a un maggiore controllo regolamentare sul gruppo svizzero. La denuncia descrive incontri ripetuti a Singapore e afferma che la documentazione delle transazioni sarebbe stata gestita attraverso canali non standard. Queste accuse dovranno essere valutate alla luce delle politiche di conformità di Glencore, dei documenti interni e delle prove presentate da entrambe le parti.

Per la governance aziendale svizzera, la questione è concreta. I conti sottoposti a revisione contabile non possono riportare ogni conversazione, ma gli impegni commerciali rilevanti devono poter essere ricostruiti con sufficiente chiarezza da permettere a revisori, consigli di amministrazione, creditori e autorità di vigilanza di valutarli. Il caso potrebbe mettere alla prova il modo in cui i tribunali definiscono il confine tra la normale riservatezza commerciale e una condotta che avrebbe occultato un rapporto d’affari.

L’obbligo di monitoraggio indipendente previsto dall’accordo negli Stati Uniti aggiunge un ulteriore elemento. Non determina i fatti della controversia con Radiant, ma spiega perché la parte querelante abbia posto tanto l’accento sui controlli e sulla tenuta dei documenti di Glencore.

Il caso porta alla prova i controlli transfrontalieri

Il procedimento a Singapore stabilirà se le accuse di Radiant possono essere suffragate da prove. Il caso riunisce un gruppo svizzero attivo nel commercio di materie prime, un trader di minerale di ferro sotto pressione finanziaria e società partner che operano in diverse giurisdizioni. Porta inoltre sotto la lente della giustizia i messaggi WhatsApp, gli impegni orali e le modalità di inoltro dei documenti.

Il resoconto descrive Radiant come una società sottoposta di recente a pressioni per presunte incongruenze nella documentazione alla base delle sue operazioni. Banche e società di trading hanno interrotto i rapporti con l’azienda per timori legati a presunti documenti falsi, mentre Radiant nega qualsiasi illecito. Le controaccuse di Glencore saranno esaminate insieme alle pretese di Radiant, anziché essere considerate fatti accertati.

Per Glencore, la controversia comporta un rischio di contenzioso e una rinnovata attenzione al modo in cui le sue attività di trading documentano controparti e transazioni. Per gli istituti finanziari, mette in luce i costi legati all’affidamento su documenti la cui provenienza è contestata. Per la Svizzera, il caso tocca un settore che resta centrale per il profilo internazionale del Paese, pur operando in larga misura lontano dagli occhi del pubblico.

Le questioni immediate riguardano la giurisdizione, le prove, i danni e le responsabilità. Il modo in cui il tribunale tratterà le pretese potrebbe anche chiarire come le aziende debbano conservare e presentare le comunicazioni quando transazioni complesse su materie prime attraversano i confini e implicano finanziamenti ingenti.