Economia aziendale
Inchiesta sui prezzi degli appalti edili in Giura, nel mirino 20 imprese
La Commissione della concorrenza (Comco) ha ampliato la sua inchiesta su presunti accordi illeciti negli appalti nel Canton Giura. Nel mirino ci sono ora 20 imprese di costruzione, sospettate di essersi accordate sui prezzi di oltre 150 appalti pubblici e privati dal 2016.

La stretta delle autorità sul settore edile del Canton Giura si fa sempre più intensa, con una portata senza precedenti. Quella che era iniziata come un’indagine mirata su sei imprese si è trasformata in un’inchiesta di ampia portata, che coinvolge ora 20 aziende. Martedì la Commissione della concorrenza (Comco) ha annunciato la novità, segnalando che i presunti illeciti potrebbero essere molto più sistematici di quanto inizialmente temuto. Non si tratta di una semplice mancanza di conformità, ma di una vasta operazione di controllo da parte delle autorità.
L’ampliamento dell’inchiesta da parte della Comco delinea un quadro preoccupante del mercato locale. Le autorità sospettano ora che quasi due dozzine di imprese abbiano agito di concerto, coordinando le offerte e compromettendo di fatto la libera concorrenza. Il passaggio da sei a 20 sospettati indica che gli inquirenti hanno scoperto una rete di collusione diffusa nel settore della regione. Il messaggio da Berna è inequivocabile: è finita l’epoca degli accordi stretti dietro le quinte. Con l’ampliarsi dell’inchiesta, la reputazione del settore edile giurassiano è in bilico e rischia di essere coinvolta nella più importante operazione di ripristino della concorrenza mai vista nella regione negli ultimi anni.
Un decennio di inganni
La portata delle presunte manipolazioni è enorme. Il dossier della Comco riguarda ora oltre 150 appalti pubblici e privati, delineando un mercato che sarebbe stato sistematicamente truccato per quasi un decennio. Dal 2016 al 2025, contribuenti e committenti privati del Giura potrebbero aver pagato prezzi gonfiati, fissati da un cartello di grandi imprese di costruzione. Non si tratta di pochi episodi isolati, ma di un presunto accordo sui prezzi durato nove anni.
L’elevato numero di appalti interessati lascia pensare che la manipolazione delle offerte fosse diventata la prassi per le imprese coinvolte. Quando la concorrenza viene meno, i prezzi aumentano e l’innovazione crolla. L’inchiesta punta al cuore stesso delle procedure di appalto: le imprese avrebbero deciso in anticipo chi doveva vincere e chi perdere, ben prima dell’apertura delle buste. Se le accuse saranno provate, si tratterà di una grave violazione della fiducia pubblica e di un notevole danno finanziario per le risorse del Cantone. Il coinvolgimento di 150 progetti lascia supporre che, nel periodo in questione, quasi nessun grande intervento di ingegneria civile nella regione sia sfuggito ai sospetti.
La costruzione di un cartello
L’ingegneria civile e l’edilizia sono al centro di questa vasta inchiesta. L’indagine, resa pubblica per la prima volta lo scorso novembre, si concentra sulle infrastrutture che fanno funzionare il Giura: strade, ponti ed edifici pubblici. È in questi settori, caratterizzati da importanti commesse, che le 20 imprese sono accusate di essersi accordate sui prezzi, spartendosi di fatto il mercato per assicurarsi profitti reciproci a scapito dei committenti.
I meccanismi di questi schemi sono subdoli. Accordandosi in anticipo sui prezzi, le imprese creano un’illusione di concorrenza, mentre si alternano segretamente nell’aggiudicarsi gli appalti all’interno del cartello. Questa logica esclude i concorrenti onesti e costringe gli enti pubblici a pagare di più per servizi essenziali. L’attenzione della Comco su questi settori specifici mette in luce la vulnerabilità dei grandi progetti infrastrutturali alle pratiche cartellistiche. L’ampliamento dell’inchiesta conferma che le prime prove raccolte a novembre erano solo la punta dell’iceberg e hanno condotto gli inquirenti a scoprire un problema strutturale profondamente radicato.
La lunga strada verso la giustizia
La giustizia non sarà rapida, ma l’inchiesta sarà approfondita. La Comco ha dichiarato senza mezzi termini che un’indagine di questa portata durerà circa tre anni. Le imprese coinvolte si trovano ora ad affrontare un lungo periodo di incertezza, battaglie legali e possibili danni alla reputazione. Per le 20 aziende nel mirino, i prossimi 36 mesi saranno una lotta per la sopravvivenza, mentre gli inquirenti esamineranno i loro documenti per provare l’esistenza di accordi illegali.
Le conseguenze per la Svizzera sono rilevanti. Un’inchiesta triennale paralizza il processo decisionale e proietta un’ombra sull’economia giurassiana. La rigorosità della procedura è tuttavia necessaria. La Comco segnala di avere la pazienza e le risorse per fare luce anche sulle reti di collusione più complesse. Se i tempi della giustizia sono lunghi, le possibili multe e sanzioni al termine dell’inchiesta potrebbero cambiare per sempre il panorama del settore edile in Giura. Il settore è avvertito: il prezzo da pagare per aggirare le regole potrebbe diventare insostenibile.