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Swiss Observer

La controversia sul prezzo degli F-35 mette sotto esame l’acquisto svizzero di armamenti

Un rapporto parlamentare afferma che la Svizzera non ha mai ottenuto l’accordo a prezzo fisso promesso per l’acquisto di 36 caccia F-35A di fabbricazione statunitense, del valore di 6 miliardi di franchi, e sollecita una maggiore assunzione di responsabilità e un’eventuale commissione parlamentare d’inchiesta.

AI11 settembre 2026Il nostro processo editoriale
La controversia sul prezzo degli F-35 mette sotto esame l’acquisto svizzero di armamenti
AISWI swissinfo.ch

L’impegno della Svizzera per l’acquisto di caccia da 6 miliardi di franchi poggia su un accordo che, secondo il Parlamento, non è mai stato concluso. Questa constatazione riporta sotto esame il più importante acquisto nel settore della difesa degli ultimi anni, un contratto per 36 aerei F-35A di fabbricazione statunitense.

In un rapporto pubblicato l’8 settembre, la Commissione della gestione del Consiglio nazionale (CdG-N) ha affermato che con Washington non era stato concordato un prezzo fisso forfettario. Il Dipartimento della difesa aveva ripetutamente assicurato all’opinione pubblica che gli aerei sarebbero stati consegnati per 6 miliardi di franchi.

La rivelazione ha suscitato critiche in tutto lo spettro politico. Il parlamentare dei Verdi Clarence Chollet ha dichiarato a Keystone-SDA che l’effetto sull’immagine della Svizzera era «catastrofico». I partiti di centrodestra, che detengono la maggioranza in Parlamento, hanno respinto l’idea di istituire subito una commissione parlamentare d’inchiesta. I Verdi la chiedono.

La controversia si inserisce in una fase in cui la Svizzera continua a prepararsi al programma F-35 e deve rispondere a domande sui costi aggiuntivi. Per l’opinione pubblica, la questione va oltre gli aerei: il Parlamento esamina il modo in cui il governo ha presentato un importante impegno finanziario e il livello di controllo esercitato dai parlamentari durante i negoziati.

Il rapporto mette in luce una lacuna contrattuale

La principale carenza nell’acquisto individuata dal Parlamento è di natura amministrativa: la Svizzera si è affidata pubblicamente a un prezzo fisso che, secondo la commissione di vigilanza, non esisteva nella forma richiesta. Questa conclusione mette sotto pressione la comunicazione del Dipartimento della difesa e la gestione del contratto.

Il rapporto della CdG-N ha esaminato il processo che ha portato all’acquisto dei nuovi aerei da combattimento. La sua conclusione contraddice le ripetute assicurazioni del Dipartimento secondo cui tutti i 36 F-35A sarebbero stati consegnati per 6 miliardi di franchi. Le notizie pubblicate in precedenza avevano già messo in luce le richieste statunitensi di centinaia di milioni di franchi supplementari, mantenendo viva la controversia sui costi nella politica svizzera.

Il rapporto non stabilisce che i funzionari abbiano commesso un reato. Solleva tuttavia questioni concrete su chi abbia negoziato le condizioni, chi le abbia verificate e in che modo le informazioni siano giunte al Parlamento e all’opinione pubblica. Il capogruppo dell’Unione democratica di centro, Thomas Aeschi, ha chiesto chi fosse responsabile del dossier e se lo studio legale coinvolto fosse sottoposto a supervisione o avesse agito in modo indipendente.

Il Partito liberale radicale ha chiesto di ristabilire la fiducia tra governo e Parlamento. Per riuscirci occorreranno l’accesso a documenti chiari, agli atti contrattuali e a un resoconto preciso delle decisioni prese durante il processo d’acquisto.

I partiti si dividono sulla prossima indagine

La responsabilità politica è in stallo, mentre la maggioranza di centrodestra si oppone a una commissione parlamentare d’inchiesta. I Verdi sostengono che la portata della controversia giustifichi il più incisivo strumento d’indagine a disposizione del Parlamento.

Una commissione d’inchiesta potrebbe esaminare le tappe dell’acquisto, il ruolo del Dipartimento della difesa e dei consulenti legali, nonché la comunicazione della cifra di 6 miliardi di franchi. Potrebbe inoltre accertare se, al momento di esaminare l’acquisto dei caccia, il Parlamento abbia ricevuto informazioni complete e corrette.

I Verdi hanno affermato che la vicenda non può essere attribuita a una sola persona. Questa posizione è importante perché l’ex ministra della difesa Viola Amherd ha seguito l’acquisto durante il suo mandato in Consiglio federale. Amherd, originaria del Vallese e membro del Centro, ha dichiarato a Keystone-SDA di essersi già espressa sulla questione e di non voler rilasciare ulteriori commenti sulle accuse contenute nel rapporto.

Il Centro e le altre forze di centrodestra non hanno manifestato sostegno a un’inchiesta parlamentare. Non essendo attesi cambiamenti istituzionali nell’immediato, il rapporto della CdG-N resta il principale resoconto pubblico dei problemi legati all’acquisto. La controversia procede quindi attraverso pressioni politiche, vigilanza delle commissioni e richieste di documentazione, anziché tramite un’inchiesta formale.

Gli esperti indicano una soglia elevata per un’azione legale

La possibilità di ottenere una responsabilità personale sul piano legale appare limitata. Andreas Stöckli, professore di diritto costituzionale e amministrativo all’Università di Friburgo, ha affermato che, sulla base delle informazioni attualmente disponibili, sarebbe difficile valutare se il personale dell’amministrazione federale rischi conseguenze legali.

Secondo Stöckli, i funzionari svizzeri sarebbero tenuti a rispondere finanziariamente solo in presenza di condizioni rigorose. Gli inquirenti dovrebbero provare una condotta illecita e dimostrare che sia stata commessa intenzionalmente o per grave negligenza. Sarebbero poi necessari procedimenti separati. Stöckli ha aggiunto che, per gli stessi motivi, non si dovrebbero avviare procedimenti contro gli studi legali coinvolti nel processo relativo agli F-35, a meno che non sia soddisfatta la necessaria soglia giuridica.

Anche l’ex ministra Viola Amherd beneficia di importanti tutele costituzionali. Vincent Martenet, docente di diritto costituzionale all’Università di Losanna, ha affermato che i membri del Consiglio federale godono dell’immunità assoluta per le dichiarazioni rese in Parlamento.

Queste norme non risolvono la controversia politica. Stabiliscono la distinzione tra un processo d’acquisto che potrebbe aver presentato carenze amministrative e una condotta suscettibile di comportare sanzioni legali. Il rapporto parlamentare, secondo quanto riferito da Swissinfo, solleva seri interrogativi sulla vigilanza e sulle informazioni fornite. Da solo, però, non dimostra l’esistenza di un illecito intenzionale, di una grave negligenza o di presupposti per un’azione penale.

La prossima prova riguarda la responsabilità politica

La conseguenza immediata è una pressione politica, mentre il programma dei caccia prosegue. Per ora non sono previste modifiche all’acquisto e il rapporto parlamentare non ha portato all’annuncio di un annullamento, di una rinegoziazione o di un procedimento penale.

La Svizzera si trova così di fronte a una difficile prova di credibilità. Il governo deve spiegare come sia stata presentata la cifra di 6 miliardi di franchi, quali garanzie contrattuali esistano effettivamente e come saranno gestiti eventuali costi aggiuntivi. Il Parlamento deve decidere se le audizioni in commissione e gli attuali strumenti di vigilanza siano sufficienti oppure se i Verdi abbiano ragione a chiedere una commissione d’inchiesta completa.

La controversia ha anche una dimensione regionale e nazionale. L’acquisto è stato seguito da Viola Amherd, ex ministra della difesa originaria del Vallese, mentre gli aerei sono destinati a far parte del futuro sistema di difesa aerea della Svizzera. Ai contribuenti di tutto il Paese si chiede di seguire una disputa che coinvolge i prezzi statunitensi, l’amministrazione svizzera e il controllo parlamentare.

Per ora, i prossimi passi riguardano la documentazione. I parlamentari chiederanno spiegazioni al Dipartimento della difesa e alle persone coinvolte nei negoziati. Amherd ha rifiutato di rilasciare ulteriori commenti. La credibilità dell’acquisto dipenderà dalla capacità del governo di fornire un resoconto completo dell’impegno sul prezzo e delle decisioni che lo hanno determinato.