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Una verifica solleva dubbi sul programma svizzero dei trasporti a lungo termine
Una verifica federale ha individuato calcoli poco solidi del rapporto costi-benefici, priorità poco chiare e finanziamenti non garantiti nel programma svizzero di ampliamento a lungo termine delle strade e delle ferrovie. Il Dipartimento dei trasporti respinge le critiche, aprendo un dibattito sui criteri di selezione dei progetti infrastrutturali.

Il Controllo federale delle finanze ha messo in discussione le basi del piano a lungo termine della Svizzera per i trasporti. In un rapporto pubblicato lunedì 14 settembre, l’organo di vigilanza ha affermato che il programma Verkehr’45 non è sufficientemente trasparente nel modo in cui stabilisce la priorità dei progetti di ampliamento stradale e ferroviario.
Il programma mira a coordinare le proposte infrastrutturali e a definire le priorità fino al 2045. Il Controllo federale delle finanze ha accolto favorevolmente questo approccio coordinato. Ha tuttavia rilevato anche lacune che potrebbero incidere su decisioni per un valore di molti miliardi di franchi, tra cui calcoli poco affidabili del rapporto costi-benefici e finanziamenti non ancora garantiti.
Le conclusioni giungono mentre la domanda di trasporti e la spesa continuano ad aumentare. Secondo un rapporto correlato di Swissinfo, nel 2023 i trasporti in Svizzera hanno generato costi pari a circa 117 miliardi di CHF. Questa pressione è visibile in tutto il Paese: la capacità ferroviaria, la congestione autostradale, le esigenze di manutenzione e l’adattamento al clima si contendono i fondi pubblici.
Il Dipartimento dei trasporti ha respinto le critiche. Sostiene che la verifica attribuisca un peso eccessivo alle analisi formali costi-benefici e non tenga pienamente conto dei loro limiti. Il disaccordo passa ora alla procedura di consultazione, che si concluderà il 9 ottobre 2026.
Sotto esame i modelli costi-benefici
Calcoli poco solidi del rapporto costi-benefici potrebbero falsare la graduatoria dei grandi progetti. Il Controllo federale delle finanze ha affermato che le cifre utilizzate per valutare le proposte di Verkehr’45 sono carenti, con il rischio che alcuni progetti appaiano più vantaggiosi di quanto siano in realtà.
L’analisi costi-benefici svolge un ruolo centrale nella pianificazione delle infrastrutture svizzere. Permette di confrontare i costi di costruzione con i benefici attesi, come viaggi più brevi, maggiore capacità e migliore affidabilità. Questi calcoli diventano più complessi quando i progetti incidono su diverse modalità di trasporto, trasformano lo sviluppo regionale o rispondono ai rischi climatici a lungo termine.
Il Controllo federale delle finanze non ha respinto il ricorso all’analisi economica. La sua preoccupazione riguarda il modo in cui i risultati incidono sulla definizione delle priorità. Se le ipotesi non sono chiare o vengono applicate in modo incoerente, il Parlamento e la popolazione hanno meno strumenti per capire perché un corridoio venga portato avanti e un altro debba attendere.
Il Dipartimento contesta l’importanza attribuita dalla verifica alle analisi formalizzate. Sostiene che questi modelli hanno dei limiti e non possono cogliere tutte le considerazioni pratiche che entrano in gioco nelle decisioni sui trasporti. Il disaccordo lascia aperta una questione tecnica con conseguenze politiche dirette: quali benefici contano, come vengono misurati e chi ha la priorità quando i fondi sono limitati.
Finanziamenti non garantiti, il piano al 2045 è in bilico
I progetti in programma non dispongono ancora di finanziamenti garantiti fino al 2045. Questa conclusione aggiunge un secondo limite alle critiche della verifica sulla valutazione dei progetti. La Svizzera può avere un lungo elenco di miglioramenti stradali e ferroviari proposti, ma il percorso finanziario necessario per realizzarli è ancora incompleto.
La pianificazione dei trasporti a lungo termine impegna i governi futuri a compiere scelte in materia di costruzione, manutenzione e costi d’esercizio. Deve inoltre fare i conti con altre esigenze del bilancio federale e con i fondi destinati ai trasporti. Senza finanziamenti garantiti, un elenco di priorità può esprimere un’intenzione senza assicurare che i lavori vengano realizzati.
L’avvertimento del Controllo federale delle finanze è importante per il dibattito pubblico, perché selezione dei progetti e finanziamento sono legati. Un progetto che sulla carta ottiene una posizione elevata potrebbe comunque dover attendere se le entrate non bastano, i costi aumentano o un altro corridoio ottiene sostegno politico. Informazioni chiare sul finanziamento permetterebbero a Cantoni, Comuni e utenti dei trasporti di valutare il programma in modo più realistico.
Il rapporto di partenza non indica singoli progetti o Cantoni come vincitori o perdenti. Evidenzia però una preoccupazione più ampia: il governo federale chiede al Parlamento di esaminare un programma di ampliamento le cui priorità e i cui impegni finanziari devono essere chiariti meglio prima dell’approvazione.
L’ampliamento autostradale deve confrontarsi con le alternative
L’ampliamento delle autostrade deve superare una verifica distinta: stabilire se le alternative siano state esaminate in modo sistematico. Il Controllo federale delle finanze ha affermato che il programma punta sull’ampliamento delle autostrade senza una valutazione completa di altri modi per far fronte all’aumento del traffico.
Tra le alternative potrebbero figurare un migliore utilizzo delle strade esistenti, potenziamenti del trasporto pubblico, la gestione della domanda o modifiche all’organizzazione dei flussi di merci e passeggeri. Il rapporto di verifica, riassunto da Swissinfo, non propone un’unica alternativa alla costruzione di autostrade. Si chiede invece se il governo abbia confrontato le opzioni in modo coerente prima di scegliere l’ampliamento.
La questione sarà seguita da vicino durante la consultazione. Utenti della ferrovia, automobilisti, operatori del trasporto merci, autorità cantonali e gruppi ambientalisti hanno aspettative diverse nei confronti di Verkehr’45. Un confronto trasparente permetterebbe a ciascun gruppo di valutare più chiaramente gli effetti del programma sui tempi di viaggio, sull’utilizzo del territorio, sulle emissioni e sulle finanze pubbliche.
Il Parlamento dovrebbe discutere la proposta nel 2027. Nel frattempo, il Dipartimento dei trasporti sarà chiamato a spiegare i calcoli, a chiarire il processo di definizione delle priorità e a illustrare come finanziare il programma. Il termine della consultazione, fissato al 9 ottobre 2026, offre alle istituzioni e alla popolazione un’occasione concreta per contestare o sostenere il piano.