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Swiss Observer

Il Consiglio degli Stati svizzero respinge la tassa sui voli a corto raggio

Il Consiglio degli Stati ha respinto una proposta di tassa sui voli a corto raggio, nonostante il numero record di passeggeri e gli argomenti secondo cui alcune tratte potrebbero essere facilmente sostituite dal treno.

AI18 settembre 2026Il nostro processo editoriale
Il Consiglio degli Stati svizzero respinge la tassa sui voli a corto raggio
AISWI swissinfo.ch

Con 20 voti contro 17, il Consiglio degli Stati ha bloccato il tentativo di Basilea Città di tassare i voli a corto raggio. La decisione è stata presa mercoledì 16 settembre, dopo che la parlamentare dei Verdi Maya Graf ha sostenuto che la crescita dell’aviazione in Svizzera comporta costi per le comunità e per il clima. Il Consiglio degli Stati ha respinto la richiesta di portare avanti l’iniziativa, lasciando al Consiglio nazionale il prossimo verdetto parlamentare.

Graf ha ricordato che a luglio gli aeroporti svizzeri hanno registrato un numero record di passeggeri, durante un’estate caratterizzata da temperature elevate. Ha inoltre richiamato l’attenzione sul rumore quotidiano attorno all’aeroporto di Basilea-Mulhouse, che serve una delle aree metropolitane più densamente popolate della Svizzera. Secondo la sua argomentazione, alcuni voli brevi apportano un valore aggiunto limitato all’economia regionale, al turismo o al settore del tempo libero, mentre le destinazioni restano raggiungibili in treno.

L’iniziativa chiedeva una tassa d’incentivazione sui biglietti per le tratte che il treno può servire in modo ragionevolmente valido. I promotori hanno evitato di fissare una soglia chilometrica, che avrebbe trattato allo stesso modo tutte le tratte della medesima lunghezza, nonostante le grandi differenze nei collegamenti ferroviari. Con il suo rifiuto, il Consiglio degli Stati impedisce per ora alla Svizzera di introdurre una nuova misura nazionale volta specificamente a sostituire i brevi viaggi in aereo con il treno.

Basilea collega il rumore aeroportuale alle alternative ferroviarie

La geografia di Basilea ha posto al centro del dibattito il rumore e l’accessibilità ferroviaria. L’aeroporto di Basilea-Mulhouse si trova in Francia, ma serve l’area metropolitana transfrontaliera, il che rende particolarmente delicata la politica aeronautica rispetto ai confini nazionali. Gli abitanti della città e dei dintorni convivono con il traffico aereo, mentre i viaggiatori possono raggiungere in treno diverse destinazioni europee vicine.

Graf ha sostenuto che non si debba dare per scontato che ogni collegamento a corto raggio generi vantaggi economici. Dove il treno offre un’alternativa praticabile, un prelievo sui biglietti potrebbe influenzare le scelte di viaggio e scoraggiare gli spostamenti che apportano un valore limitato. La proposta si concentrava quindi sull’accessibilità, invece di dichiarare superfluo ogni volo al di sotto di una determinata distanza.

Questo approccio avrebbe richiesto alle autorità di valutare le tratte una per una. Una destinazione servita da collegamenti ferroviari frequenti e diretti avrebbe potuto rientrare nella misura, mentre una città a distanza simile ma con collegamenti scarsi forse no. La fonte non precisa l’aliquota della tassa proposta, le tratte interessate né l’uso previsto per i proventi.

Per Basilea, la questione collega la qualità di vita locale alla politica climatica nazionale. Il rumore degli aerei si avverte sul posto, mentre le emissioni dei voli brevi si estendono oltre l’aeroporto e il Cantone. Per il momento, la decisione del Consiglio degli Stati lascia questi costi contrapposti al di fuori di una tassa specifica sui voli a corto raggio.

Gli aeroporti transfrontalieri complicano la questione climatica

Gli oppositori hanno avvertito che una tassa applicata solo in Svizzera potrebbe dirottare i passeggeri invece di ridurre i voli. Severin Brüngger, rappresentante del Partito liberale radicale, ha affermato che i viaggiatori potrebbero spostarsi verso aeroporti dei Paesi vicini, in particolare l’EuroAirport Basilea-Mulhouse. La sua obiezione riflette la difficoltà concreta di regolamentare l’aviazione in un Paese circondato da grandi aeroporti esteri e profondamente integrato nelle reti di trasporto transfrontaliere.

Brüngger ha inoltre sostenuto che per agire efficacemente occorre un coordinamento internazionale. La tassazione del carburante per l’aviazione, la concorrenza tra aeroporti e il comportamento dei passeggeri superano tutti i confini svizzeri. Una misura applicata negli aeroporti svizzeri potrebbe produrre effetti diversi da una adottata in tutti i Paesi vicini, soprattutto per i viaggiatori che possono raggiungere terminal esteri su strada o in treno.

La consigliera agli Stati socialista Eva Herzog ha respinto l’idea che il coordinamento internazionale debba impedire alla Svizzera di agire. Ha citato il divieto francese dei voli a corto raggio e la tassa belga sui voli inferiori a 500 chilometri come prova del fatto che sono possibili misure nazionali. Questi esempi sono stati centrali nel confronto in Consiglio degli Stati, anche se alla fine la maggioranza si è schierata con gli oppositori dell’iniziativa.

Il dibattito ha messo in luce una contrapposizione ricorrente nella politica climatica svizzera: le misure nazionali debbano essere adottate anche se gli accordi internazionali più ampi non sono ancora stati conclusi, oppure se regole frammentate rischino di spostare le attività senza ridurre le emissioni.

Il voto del Consiglio nazionale determinerà la fase successiva

La sconfitta della proposta non chiude il dibattito svizzero sull’aviazione. Il Consiglio nazionale deve ancora pronunciarsi sull’iniziativa di Basilea Città, anche se il voto del Consiglio degli Stati indica che una tassa nazionale sui voli a corto raggio dovrà affrontare un percorso difficile. Ogni ulteriore discussione parlamentare dovrà considerare il rischio che i passeggeri si spostino verso aeroporti esteri, la portata della legislazione svizzera e la definizione pratica di una tratta accessibile in treno.

Il Consiglio degli Stati ha respinto anche una petizione separata che chiedeva di vietare i jet privati in Svizzera. Il voto conferma la riluttanza della Camera ad adottare restrizioni mirate all’aviazione attraverso le misure esaminate mercoledì. Non risolve le questioni più ampie del rumore aeroportuale, dell’aumento dei passeggeri o dell’equilibrio tra viaggi aerei e ferroviari.

Per gli abitanti di Basilea, il risultato immediato è chiaro: la decisione del Consiglio degli Stati non introduce una nuova tassa svizzera sui voli brevi. Per chi si batte per il clima, il voto lascia aperta la questione degli incentivi. Per le compagnie aeree e gli aeroporti, la concorrenza transfrontaliera resta un argomento decisivo contro un’azione unilaterale.

I prossimi passi della Svizzera dipenderanno dal Consiglio nazionale e dall’eventuale scelta dei Cantoni e dei responsabili politici di ricorrere ad altri strumenti per trasferire i viaggi dall’aereo al treno. La fonte non indica né un calendario per il dibattito in Consiglio nazionale né l’eventuale adozione di una misura federale alternativa.