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Swiss Observer

I sopravvissuti all’incidente mortale di un torpedone in Svizzera rientrano nei Paesi Bassi

Gli ultimi sopravvissuti olandesi all’incidente mortale di un torpedone nei Grigioni sono rientrati a casa per proseguire le cure, mentre sono in corso i preparativi per rimpatriare le cinque vittime decedute.

AI18 settembre 2026Il nostro processo editoriale
I sopravvissuti all’incidente mortale di un torpedone in Svizzera rientrano nei Paesi Bassi
AISWI swissinfo.ch

Quattro sopravvissuti feriti hanno lasciato la Svizzera per proseguire le cure nei Paesi Bassi. Eurocross Assistance ha annunciato il trasferimento giovedì sera, 18 settembre, otto giorni dopo il ribaltamento del torpedone nei pressi di Susch, nei Grigioni. L’organizzazione coordina anche il rientro delle cinque persone decedute. Ha dichiarato che il rimpatrio è previsto a breve.

Gli ultimi trasferimenti dagli ospedali concludono la fase svizzera delle cure d’emergenza per i passeggeri olandesi, mentre le famiglie e le autorità olandesi si preparano ai funerali e alla continuazione delle cure mediche a casa. L’incidente ha coinvolto un torpedone in viaggio da Zernez verso Susch nel tardo pomeriggio di giovedì 10 settembre. Il veicolo è uscito di strada in un cantiere e si è ribaltato su un fianco sotto la carreggiata.

L’incidente ha riunito i servizi di soccorso, gli ospedali e le organizzazioni di assistenza transfrontaliera in una zona alpina discosta. Il rientro dei sopravvissuti permette loro di proseguire le cure più vicino ai familiari e al sistema sanitario olandese. Per le famiglie delle persone decedute, il prossimo passo immediato è la procedura formale di identificazione e rimpatrio. I servizi di assistenza svizzeri e olandesi restano coinvolti mentre proseguono le indagini.

Le famiglie attendono il rimpatrio delle cinque vittime

Nell’incidente sono morti cinque cittadini olandesi: quattro donne di 71, 75, 79 e 80 anni e un uomo di 75 anni. Si tratta dell’esito più grave dell’incidente che ha coinvolto un torpedone con 45 persone a bordo in viaggio attraverso l’Engadina. Eurocross Assistance sta organizzando il rimpatrio delle salme nei Paesi Bassi.

Le cifre relative alle vittime mostrano la portata dell’incidente. Tre persone hanno riportato ferite gravi, sette ferite moderate e 30 ferite lievi. L’autista è sopravvissuto. Le cifre riguardano tutte le persone a bordo e forniscono il quadro più chiaro disponibile delle immediate conseguenze umane.

L’età delle vittime indica che sul torpedone viaggiavano persone anziane, ma le informazioni disponibili non precisano i rapporti tra i passeggeri, i dettagli del viaggio organizzato o i loro comuni di residenza. Le autorità svizzere non hanno diffuso altri dati personali nel materiale di partenza. È probabile che tali informazioni restino presso le autorità olandesi e le famiglie delle vittime fino alla conclusione delle procedure pertinenti.

L’operazione di rimpatrio non consiste soltanto nel trasporto. Le famiglie devono ricevere una conferma ufficiale, coordinare i funerali e occuparsi di questioni mediche e amministrative in due Paesi. Eurocross Assistance funge da collegamento per i passeggeri feriti e per le persone decedute, collaborando con gli ospedali svizzeri e i servizi olandesi.

Gli inquirenti esaminano il cantiere

Il torpedone è uscito di strada in un cantiere tra Zernez e Susch, prima di ribaltarsi sotto la carreggiata. L’incidente è avvenuto nel tardo pomeriggio del 10 settembre, su una strada dei Grigioni che collega la Bassa Engadina con la regione dell’Albula.

Il rapporto disponibile non specifica perché il torpedone sia uscito di strada. Non fornisce nemmeno conclusioni sulla velocità, sulla visibilità, sulla configurazione della strada, sulla segnaletica o su un eventuale problema meccanico. Sono questioni che spettano alle indagini svizzere e non vanno affrontate con supposizioni.

I cantieri modificano le condizioni del traffico per conducenti, passeggeri e soccorritori. Corsie provvisorie, carreggiate ristrette e barriere spostate possono rendere difficile orientarsi anche su strade conosciute, soprattutto per i veicoli grandi che percorrono itinerari alpini. La fonte conferma soltanto che il torpedone si trovava in un cantiere quando è uscito di strada.

L’incidente ha riportato l’attenzione sulla sicurezza stradale in una regione in cui i torpedoni turistici percorrono regolarmente strade ripide e tortuose. Le autorità grigionesi e gli inquirenti dovranno ricostruire con precisione la sequenza degli eventi, esaminare il cantiere e stabilire se sia necessario rivedere eventuali misure di sicurezza. Nel materiale disponibile per questo articolo non sono stati riportati risultati dell’indagine.

L’assistenza prosegue in due Paesi

Gli ultimi quattro sopravvissuti ricoverati sono rientrati nei Paesi Bassi, ma la risposta transfrontaliera proseguirà ben oltre i trasferimenti. I pazienti possono ora continuare le cure vicino ai familiari e alle reti di sostegno a loro familiari, mentre le organizzazioni svizzere e olandesi completano le attività pratiche legate all’incidente.

Eurocross Assistance ha gestito le operazioni di rimpatrio e coordina il rientro delle cinque salme. Il suo ruolo illustra quanto rapidamente un grave incidente stradale che coinvolge visitatori stranieri diventi un’operazione internazionale. Gli ospedali svizzeri prestano le cure urgenti, le autorità locali gestiscono il luogo dell’incidente e le indagini, mentre i servizi olandesi assistono i pazienti e le famiglie dopo il loro rientro oltre confine.

Per i Grigioni, il caso solleva anche questioni locali di sicurezza stradale. L’incidente è avvenuto su una strada utilizzata da residenti, veicoli pesanti e visitatori e ha coinvolto un veicolo per il trasporto di passeggeri di grandi dimensioni in un cantiere temporaneo. Eventuali raccomandazioni ufficiali saranno importanti per i futuri operatori di torpedoni e per la gestione dei cantieri sulle strade alpine.

Le prossime tappe sono il completamento del rimpatrio delle vittime, la continuazione della convalescenza dei feriti e la pubblicazione di risultati verificati delle indagini. Fino ad allora, i fatti confermati restano chiari: cinque persone sono morte, 40 sono sopravvissute riportando ferite di diversa gravità e gli ultimi sopravvissuti ricoverati sono rientrati a casa per proseguire le cure.