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Swiss Observer

L’amnistia per i rottweiler a Zurigo raccoglie poche adesioni

Solo 55 dei 350 proprietari di rottweiler registrati hanno richiesto la nuova licenza obbligatoria prevista dalla legislazione zurighese specifica per razza, mentre si avvicina la scadenza delle controverse norme sui cani.

L’amnistia per i rottweiler a Zurigo raccoglie poche adesioni
AISWI swissinfo.ch

Sull’Ufficio veterinario zurighese è calato un silenzio assordante. Nonostante a fine giugno si avvicini rapidamente una scadenza cruciale, solo 55 dei circa 350 proprietari di rottweiler registrati si sono fatti avanti per conformarsi alle controverse nuove norme cantonali sulle licenze. Il tasso di adempimento è un misero 16 per cento, segno di un’esitazione diffusa, o forse di una protesta silenziosa, nella comunità dei proprietari di cani.

Il tempo stringe in quello che è diventato un braccio di ferro ad alto rischio tra le autorità locali e i proprietari di animali domestici. Dal momento che il divieto di acquistare nuovi rottweiler è già giuridicamente vincolante dall’inizio del 2025, l’attuale periodo di amnistia per i proprietari esistenti rappresenta l’ultima possibilità per regolarizzare la propria situazione. Eppure, i numeri raccontano una storia di resistenza. La stragrande maggioranza dei 350 rottweiler registrati nel Cantone si trova in una zona grigia dal punto di vista legale: i proprietari sembrano paralizzati dai severi nuovi requisiti oppure scommettono sul fatto che le autorità cederanno per prime. Questa scarsa adesione non è solo un intoppo burocratico, ma una sfida significativa all’applicabilità della legislazione zurighese specifica per razza.

Norme severe scatenano una crisi di adempimento

La stretta del governo è assoluta e senza compromessi. Dopo una serie di allarmanti attacchi contro bambini lo scorso anno, le autorità zurighesi hanno eretto un’imponente barriera burocratica attorno alla detenzione di questa specifica razza. Non si tratta semplicemente di compilare un modulo: il nuovo regime richiede un rigoroso test attitudinale, una licenza obbligatoria e un’ispezione domiciliare invasiva da parte di funzionari veterinari.

È importante notare che la normativa ha un ampio raggio d’azione: riguarda non solo i cani di razza pura, ma anche qualsiasi cane meticcio con oltre il 10 per cento di DNA rottweiler. Questa soglia scientifica significa che molti proprietari di cani meticci potrebbero trovarsi inconsapevolmente soggetti a queste misure draconiane. L’intento è chiaro: dare la priorità alla sicurezza pubblica sopra ogni altra cosa. Tuttavia, la grande complessità e l’invasività della procedura sembrano scoraggiare proprio le persone che la legge intende regolamentare. Fissando un’asticella così alta, il Cantone rischia di spingere la detenzione nell’illegalità, creando una popolazione sommersa di cani non registrati che sfuggono alla vigilanza veterinaria.

Esperti e attivisti contrattaccano

Mentre il governo inasprisce le restrizioni, un’agguerrita contromobilitazione prende slancio nei tribunali e in Consiglio cantonale. I critici denunciano la legislazione come allarmismo privo di basi scientifiche. Un’importante iniziativa individuale, promossa da un educatore cinofilo locale, sostiene che il divieto ignori anni di competenze cinologiche. La petizione afferma con forza che demonizzare una razza specifica crea una profezia che si autoavvera: l’isolamento porta a problemi comportamentali, finendo per creare proprio il pericolo che la legge intende prevenire.

La resistenza è organizzata e si è rivolta ai tribunali. Il Club svizzero del rottweiler (SRC) e l’Associazione cinofila zurighese hanno già presentato ricorsi formali al Tribunale amministrativo, contestando la legalità della decisione del governo. Queste organizzazioni sostengono che un divieto generalizzato sia uno strumento grossolano, incapace di tenere conto delle diverse sfumature della detenzione responsabile. Affermano che la sicurezza non si ottiene vietando una razza, ma applicando standard di addestramento a tutti. Con il dibattito che si sposta in aula, lo scontro tra le preoccupazioni emotive per la sicurezza pubblica e il parere degli esperti si fa sempre più acceso.

Rischio di procedimento penale per i proprietari non in regola

Il periodo di amnistia sta per scadere e le conseguenze dell’inazione sono gravi. I proprietari che non presenteranno la domanda entro fine giugno rischiano di essere perseguiti immediatamente. Non è previsto alcun periodo di tolleranza: lo Stato ha tracciato una linea netta. Con quasi 300 proprietari ancora non censiti, il Cantone potrebbe avviarsi verso la criminalizzazione di massa di proprietari di animali domestici altrimenti rispettosi della legge.

L’imminente scadenza impone ai proprietari di cani zurighesi una decisione cruciale. È improbabile che il governo revochi il divieto, nonostante le contestazioni politiche e legali ancora in corso. Per i proprietari del restante 84 per cento dei rottweiler zurighesi la scelta è netta: sottoporsi immediatamente ai rigorosi test e alle ispezioni, oppure affrontare tutto il peso del sistema giudiziario. Con l’avvicinarsi di luglio, resta da vedere se questa pressione porterà a un’impennata di adesioni all’ultimo momento o a uno scontro aperto che potrebbe intasare i tribunali per mesi.