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Swiss Observer

La più grande corporazione di Zurigo vota a favore dell'ammissione delle donne

Una decisione storica della Zunft zur Meisen mette fine a una tradizione secolare riservata agli uomini e consente alle donne di partecipare pienamente alla festa del Sechseläuten

AI17 febbraio 2025Il nostro processo editoriale
La più grande corporazione di Zurigo vota a favore dell'ammissione delle donne
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Un cambiamento culturale epocale ha finalmente raggiunto le fondamenta medievali di Zurigo. Con una decisione determinante che ribalta secoli di tradizione patriarcale, la Zunft zur Meisen, la corporazione cittadina dei mercanti di vino e dei pittori, ha votato per abbattere le barriere di genere. Non si è trattato di una semplice maggioranza: il risultato è stato schiacciante, con ben il 88% dei membri a favore della piena integrazione delle donne.

È un momento di svolta per la società svizzera. Per centinaia di anni le corporazioni sono rimaste ambienti ermeticamente chiusi, riservati esclusivamente agli uomini. Nel 2022 era stata fatta una piccola concessione, consentendo alle figlie dei membri di partecipare come ospiti, ma il nuovo voto conferisce alle donne la piena e permanente condizione di membro. La Zunft zur Meisen non si limita ad aprire una porta: scardina una storia di esclusione e segnala che l'era dei «club per soli uomini» sta rapidamente tramontando di fronte all'uguaglianza moderna.

Una posizione dominante tra le corporazioni

Non si tratta certo di una piccola corporazione che cambia silenziosamente le proprie regole. La Zunft zur Meisen è un colosso tra le corporazioni zurighesi. Con oltre 200 membri, è la più grande e, storicamente, la più influente della città. François Guex, storico dell'arte e membro della corporazione dei Sarti, conferma che nel tardo Medioevo la Meisen era la corporazione più ricca e deteneva un enorme potere politico, il cui esercizio richiedeva una fortuna personale.

Storicamente, l'esclusione era sistematica. «Fino al XIX secolo, gli uomini erano i rappresentanti politici della famiglia e le donne erano escluse dalla sfera pubblica», osserva Guex. Mentre le donne lavoravano nei laboratori e nei negozi, le sale del potere, ovvero le corporazioni, erano loro rigorosamente precluse. Integrando oggi le donne, la Zunft zur Meisen riscrive di fatto gli equilibri di potere dell'alta società zurighese e dimostra che anche le istituzioni più prestigiose devono evolversi, altrimenti rischiano di diventare irrilevanti.

Una rivoluzione nel Sechseläuten

Il volto della festa più iconica di Zurigo sta per cambiare per sempre. Il Sechseläuten, che si svolge ogni terzo lunedì di aprile, vede sfilare per le strade della città 26 corporazioni, in una manifestazione di tradizione e fasto. Fino a poco tempo fa, l'idea che una donna sfilasse come membro permanente era inconcepibile. Quest'anno, quella barriera cade.

Le donne della Zunft zur Meisen prenderanno ora parte pienamente e attivamente alla festa di primavera, senza più restare ai margini o limitarsi a comparire negli elenchi temporanei degli ospiti. Il contrasto con la corporazione del Fraumünster, un'associazione riservata alle donne fondata nel 1989, è netto: quest'ultima ha dovuto lottare per decenni soltanto per ottenere un posto come ospite nella sfilata, un privilegio attualmente concesso per un periodo di 25 anni a partire dal 2014. La decisione della Meisen accelera l'integrazione e colloca le donne direttamente al centro dell'ordine costituito, invece di relegarle a un'entità separata.

Un effetto domino

La Zunft zur Meisen ha acceso una miccia che sta già innescando cambiamenti in tutta la città. Le corporazioni zurighesi sono associazioni indipendenti, ciascuna libera di decidere il proprio futuro, ma la pressione per modernizzarsi cresce. Seguendo l'esempio della Meisen, la corporazione di Höngg ha già annunciato un piano di transizione per aprire le iscrizioni alle donne nei prossimi cinque anni. Anche la Corporazione dei Tre Re ha deciso di consentire alle donne di partecipare attivamente alla sfilata.

Questa dinamica indica che si sta raggiungendo un punto di svolta cruciale. Quando il più grande e potente degli attori cambia le regole, gli altri sono costretti a reagire. Assistiamo a un rapido sgretolamento dello status quo: le ultime roccaforti riservate agli uomini appariranno sempre più come reliquie di un'epoca passata, anziché come custodi della tradizione.

Affrontare le resistenze future

Nonostante i festeggiamenti, gli esperti mettono in guardia da trionfalismi prematuri. François Guex invita a guardare la realtà: «Non è la fine di una roccaforte maschile». Il percorso che si apre potrebbe essere segnato da conflitti interni. Ogni corporazione evolve al proprio ritmo e il conservatorismo radicato non scompare dall'oggi al domani.

Il rischio di una reazione contraria è concreto. Guex ipotizza che alcuni tradizionalisti possano scegliere di abbandonare le proprie istituzioni piuttosto che accettare colleghe. Altri, al contrario, potrebbero considerare il cambiamento una necessaria rivitalizzazione. I prossimi anni metteranno alla prova il tessuto sociale zurighese, mentre queste antiche istituzioni si confrontano con la tensione tra la salvaguardia del proprio retaggio e l'accettazione dell'innegabile realtà del XXI secolo. Il voto è stato espresso, ma il vero lavoro d'integrazione è appena iniziato.