Giustizia
Il processo a Zurigo si concentra sulla responsabilità penale del presunto aggressore
A Zurigo è iniziato il processo a carico di un uomo di 25 anni accusato di aver accoltellato tre bambini della scuola dell’infanzia nel 2024. La questione centrale è se, al momento dell’aggressione, un grave disturbo psicotico abbia compromesso la sua responsabilità penale.

Nell’autunno del 2024 tre bambini sono rimasti gravemente feriti. Giovedì 17 settembre 2026, il presunto aggressore è comparso davanti a un tribunale zurighese, all’apertura del procedimento per diversi tentativi di omicidio.
L’imputato è un cittadino cinese di 25 anni che, all’epoca dei fatti contestati, era studente. Secondo l’accusa, ha accoltellato deliberatamente un gruppo di bambini della scuola dell’infanzia e ha agito con particolare spietatezza. Il procedimento riguarda le ferite riportate da tre bambini in una struttura di custodia per l’infanzia a Zurigo.
All’udienza d’apertura è stato posto in primo piano lo stato mentale dell’imputato. Interrogato sulle sue condizioni al momento dell’aggressione, ha detto al tribunale di essere stato «fuori di sé». Ha descritto di essersi trovato in un mondo tutto suo, dal quale non riusciva a uscire.
Il caso ha attirato l’attenzione perché il tribunale deve esaminare sia la presunta violenza sia la capacità dell’imputato al momento dei fatti. Una perizia psichiatrica afferma che soffriva di un grave disturbo psicotico. La perizia sarà esaminata nel corso del processo, anche attraverso la testimonianza dell’esperto che l’ha redatta. La valutazione del tribunale determinerà quale rilevanza abbiano le conclusioni psichiatriche per la responsabilità penale secondo il diritto svizzero.
Le prove psichiatriche al centro dell’udienza sulla responsabilità penale
La perizia psichiatrica pone la responsabilità penale al centro del caso. Afferma che l’imputato soffriva di un grave disturbo psicotico al momento della presunta aggressione, aprendo una linea d’indagine centrale per il tribunale zurighese.
Il tribunale deve considerare la perizia insieme al racconto dell’imputato, alle accuse della procura e agli altri elementi di prova presentati durante il procedimento. La perizia, da sola, non permette di dirimere il caso. L’esperto responsabile dovrebbe rispondere alle domande nel prosieguo del processo, consentendo ai giudici e alle parti di esaminare la diagnosi e la sua rilevanza per il comportamento dell’imputato.
L’esame si concentrerà sul periodo attorno al presunto accoltellamento nell’autunno del 2024, e non su una descrizione generale della salute mentale dell’uomo. La deposizione dell’imputato ha fornito al tribunale il suo racconto di quel periodo. Ha detto di essere stato distaccato dalla realtà quotidiana e di non essere riuscito a uscire dal «mondo» in cui si era ritrovato.
La procura, dal canto suo, sostiene che l’uomo abbia agito deliberatamente e con particolare spietatezza. Queste accuse e le prove psichiatriche dovranno essere valutate congiuntamente. Il procedimento verte quindi su due questioni strettamente collegate: che cosa è successo nella struttura per l’infanzia e che cosa l’imputato era in grado di capire o controllare al momento della presunta aggressione.
Il caso mantiene al centro i bambini vittime
La presunta aggressione ha ferito tre bambini in un luogo legato alla cura e alla quotidianità. Secondo la procura, l’imputato ha preso di mira con un coltello un gruppo di bambini della scuola dell’infanzia e ha agito deliberatamente. In base al riepilogo del caso presentato da Keystone-ATS, i bambini sono rimasti gravemente feriti.
Il materiale di partenza non identifica i bambini né fornisce ulteriori dettagli medici. La loro sfera privata resta una considerazione importante nel prosieguo del processo, in particolare perché erano minorenni al momento della presunta aggressione. La copertura mediatica si è concentrata sul procedimento giudiziario, sulle accuse e sulle prove rilevanti per lo stato mentale dell’imputato.
Il presunto episodio spiega anche perché il procedimento abbia una rilevanza più ampia a Zurigo. Una struttura per l’infanzia è un luogo in cui le famiglie fanno affidamento sul personale e sulle istituzioni per proteggere i bambini piccoli durante il giorno. Il caso sottoporrà gli eventi del 2024 a un esame giudiziario, senza trarre conclusioni prima che il tribunale abbia pronunciato la sua decisione.
La posizione dell’imputato sarà confrontata con la ricostruzione della procura e con la perizia psichiatrica. Il tribunale sentirà l’esperto responsabile della perizia e le parti avranno la possibilità di contestare o chiarire le prove. Nel resoconto dell’udienza d’apertura non è stata riportata alcuna sentenza.
La testimonianza dell’esperto influenzerà la prossima fase del processo
Nel prosieguo del processo sarà interrogato l’esperto. La sua testimonianza dovrebbe offrire al tribunale l’esame più approfondito del grave disturbo psicotico descritto nella perizia psichiatrica e del suo legame con la condotta contestata.
La procura chiede una condanna per i tentativi di omicidio. Secondo la sua ricostruzione, si è trattato di un’aggressione intenzionale compiuta con particolare spietatezza. La posizione della difesa emergerà dal racconto dell’imputato e dalle prove sul suo stato mentale. L’udienza d’apertura ha delineato i diversi filoni del processo, ma non li ha risolti.
Per Zurigo, il procedimento manterrà alta l’attenzione sulle responsabilità dei tribunali, delle procure e degli esperti psichiatrici quando violenza grave e malattia mentale si incontrano. I tribunali svizzeri devono fondare le proprie conclusioni sulle prove presentate nel caso, comprese le testimonianze che le parti possono esaminare.
Le prossime fasi chiariranno come l’esperto interpreta le condizioni dell’imputato al momento della presunta aggressione e come il tribunale valuterà queste prove rispetto agli altri elementi. La perizia disponibile non indica i tempi per una sentenza. Fino alla conclusione del procedimento, le accuse restano accuse e i tre bambini feriti restano al centro delle conseguenze umane del caso.