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Swiss Observer

I parlamentari zurighesi chiedono di vietare gli occhiali intelligenti con videocamera nelle piscine

I parlamentari zurighesi vogliono vietare gli occhiali intelligenti nelle piscine e in altri spazi pubblici per impedire riprese e registrazioni clandestine, in un contesto di crescente preoccupazione per la privacy legata alle videocamere indossabili.

AI11 settembre 2026Il nostro processo editoriale
I parlamentari zurighesi chiedono di vietare gli occhiali intelligenti con videocamera nelle piscine
AISWI swissinfo.ch

Il governo cantonale zurighese esaminerà se vietare gli occhiali intelligenti dotati di videocamera nelle piscine e in altri spazi pubblici. La verifica fa seguito a una mozione trasversale presentata da membri del parlamento cantonale, secondo cui le videocamere indossabili creano un nuovo rischio per chi frequenta luoghi nei quali ci si aspetta riservatezza.

I parlamentari hanno citato segnalazioni di donne riprese a loro insaputa e senza il loro consenso in piscine all’aperto. In alcuni casi, hanno affermato, le registrazioni sono state condivise online. La mozione inserisce gli occhiali intelligenti in un dibattito più ampio su come le autorità pubbliche dovrebbero reagire quando le videocamere diventano piccole, mobili e difficili da individuare.

I dispositivi assomigliano a normali occhiali e possono contenere videocamere e microfoni. Per il personale delle piscine e per gli altri visitatori, che potrebbero non avere un modo chiaro per capire quando qualcuno sta registrando, far rispettare le regole diventa quindi più difficile. Il governo zurighese dovrà ora definire quali misure potrebbero essere applicate e se i regolamenti interni esistenti offrano una protezione adeguata.

La questione si pone mentre comuni e cantoni svizzeri iniziano a valutare fin dove dovrebbero estendersi le restrizioni. Anche a Berna, Lucerna, Wil e Basilea sono state presentate iniziative politiche per chiedere regole più chiare.

I regolamenti delle piscine alla prova delle videocamere indossabili

Secondo i parlamentari, i divieti di fotografare e filmare già in vigore in alcune piscine zurighesi potrebbero non tenere conto delle videocamere indossabili. I regolamenti delle piscine possono vietare ai visitatori di scattare fotografie, ma il personale può avere difficoltà a riconoscere un dispositivo simile a un normale paio di occhiali che registra dal punto di vista di chi lo indossa.

La mozione chiede al governo cantonale di valutare due possibili approcci: vietare del tutto gli occhiali intelligenti oppure impedire ai visitatori di portarli nei locali. Le misure potrebbero applicarsi alle piscine coperte e all’aperto, oltre che a saune e palestre, dove gli spogliatoi e l’abbigliamento ridotto pongono particolari problemi di privacy.

Un divieto d’uso si concentrerebbe sulle registrazioni. Vietarne il possesso o l’ingresso sarebbe più semplice da comunicare e far rispettare, ma potrebbe anche riguardare persone che usano gli occhiali intelligenti per scopi diversi dalle riprese. Il materiale di partenza non specifica come Zurigo definirebbe un occhiale intelligente, individuerebbe i modelli conformi o gestirebbe le deroghe.

Questi dettagli saranno importanti se il governo raccomanderà una legge o una politica coordinata per le strutture accessibili al pubblico. Il dibattito si sta spostando dalle regole generali di buona condotta nell’uso delle videocamere verso norme pensate per dispositivi che combinano normali occhiali e tecnologie di registrazione discrete.

I parlamentari chiedono regole per tutti gli spazi pubblici

La verifica proposta a Zurigo potrebbe estendersi oltre le piscine comunali, includendo strutture private aperte al pubblico. I parlamentari cantonali hanno chiesto in particolare se le restrizioni dovrebbero riguardare anche centri fitness, asili nido e strutture analoghe, oltre a saune e palestre.

Questa portata più ampia rispecchia i contesti concreti in cui sorgono controversie sulla privacy. Una regola limitata alle piscine pubbliche lascerebbe in vigore politiche diverse in strutture che accolgono gruppi di persone simili. I visitatori potrebbero trovare regole diverse in una piscina comunale e in un centro fitness privato o in una struttura per l’infanzia.

La mozione chiede inoltre al governo di valutare se gli occhiali intelligenti dovrebbero essere vietati alla vendita. Se Zurigo riterrà opportuna questa misura, i parlamentari vogliono che le autorità spieghino come il cantone potrebbe promuovere una regolamentazione corrispondente a livello federale. Un divieto cantonale di vendita solleverebbe questioni di competenza, applicazione e distinzione tra prodotti dotati di funzioni di registrazione e normali occhiali connessi.

La risposta del governo influenzerà quindi ben più delle regole di comportamento in piscina. Potrebbe chiarire se Zurigo considera il problema una questione di gestione delle strutture, una materia di regolamentazione cantonale o parte di un quadro nazionale in materia di tecnologia e privacy.

Le città svizzere iniziano a definire regole proprie

In tutta la Svizzera cresce l’opposizione politica agli occhiali intelligenti. A Berna, una mozione chiede di vietarne l’uso nelle piscine coperte e all’aperto della città e di inserire il divieto nel regolamento comunale delle piscine.

Anche a Lucerna, Wil e Basilea sono state presentate mozioni per chiedere regole chiare. Gli sviluppi mostrano che le autorità locali stanno affrontando la stessa tecnologia attraverso processi politici distinti. Le piscine si stanno rivelando un primo banco di prova, perché i visitatori vengono spesso fotografati o ripresi in situazioni vulnerabili.

Le iniziative regionali potrebbero creare un mosaico di norme. Chi viaggia tra diverse località svizzere potrebbe incontrare regole differenti sull’uso, il trasporto o il possesso degli occhiali intelligenti, a seconda della struttura. Anche i gestori avrebbero bisogno di indicazioni pratiche per la segnaletica, la formazione del personale e la gestione delle controversie con visitatori che negano che i loro occhiali siano dotati di funzioni di registrazione.

La verifica zurighese potrebbe costituire un punto di riferimento per altre autorità. La decisione potrebbe influenzare l’adozione di divieti semplici da parte delle strutture svizzere, l’autorizzazione di alcuni dispositivi a determinate condizioni oppure la ricerca di un approccio nazionale coordinato. Per il momento, città e cantoni procedono con mozioni locali, anziché con una regola valida in tutto il Paese.

Il governo deve ora definire i limiti

Il prossimo passo a Zurigo è una valutazione del governo, non un divieto già confermato. Le autorità cantonali dovranno rispondere alle domande dei parlamentari sulle misure legali e pratiche più appropriate per piscine, saune, palestre e luoghi analoghi. La risposta dovrebbe indicare se il cantone può intervenire in base alle norme esistenti o se occorrono una nuova legge o un coordinamento con le autorità federali.

La preoccupazione immediata riguarda le registrazioni clandestine e la diffusione online di immagini realizzate senza consenso. La risposta politica dipenderà da come le autorità valuteranno l’applicabilità delle misure, la protezione della privacy e gli usi legittimi della tecnologia indossabile. La fonte non indica un calendario per la verifica del governo né specifica una proposta di testo.

Nel frattempo, i gestori delle strutture potrebbero essere chiamati a precisare le proprie regole. Potrebbero dover decidere se i visitatori devono togliersi gli occhiali intelligenti, lasciarli alla reception o passare a dispositivi senza videocamere e microfoni. In caso di nuove restrizioni, una segnaletica chiara e un’applicazione coerente sarebbero essenziali.

Il dibattito colloca la Svizzera tra le giurisdizioni che stanno adattando le regole per gli spazi pubblici alle tecnologie di consumo. La decisione di Zurigo mostrerà se le autorità locali possono stabilire una norma applicabile prima che gli occhiali dotati di videocamera diventino più comuni nella vita quotidiana.