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Swiss Observer

Zurigo apre una pionieristica struttura per il consumo di droga destinata a chi non risiede in città

La città apre un centro temporaneo per il consumo di droga per far fronte all’aumento del consumo di stupefacenti negli spazi pubblici. Per la prima volta offre servizi anche a persone dipendenti che non risiedono in città.

AI16 settembre 2025Il nostro processo editoriale
Zurigo apre una pionieristica struttura per il consumo di droga destinata a chi non risiede in città
AISWI swissinfo.ch

Con una decisione senza precedenti per contrastare l’aggravarsi della crisi della droga, la Città di Zurigo abbatte le proprie barriere burocratiche. Il 1° ottobre aprirà i battenti in Bederstrasse una pionieristica «sala per il consumo e l’orientamento», estendendo per la prima volta in modo ufficiale servizi essenziali di riduzione del danno anche alle persone dipendenti che non risiedono in città. Si tratta di una netta rottura con la prassi consolidata, secondo cui i centri di accoglienza erano tradizionalmente riservati alle persone registrate come residenti.

La città si confronta con una realtà evidente: gli allontanamenti da parte della polizia non funzionano. Senza accesso a strutture sicure, le persone dipendenti provenienti da fuori Zurigo sono state costrette a un ciclo di consumo in pubblico e interventi delle forze dell’ordine che non risolve nulla. Con l’apertura di questa struttura temporanea, Zurigo riconosce che lo statuto amministrativo di una persona dipendente non riduce il rischio per la salute pubblica che la sua presenza in strada comporta. L’obiettivo di questo intervento è sottrarre subito il consumo alla vista del pubblico e trasferirlo in un ambiente controllato e medicalizzato.

Crisi nel Kreis 4: un’estate di impennata

Il Kreis 4 è messo a dura prova dalla continua impennata del consumo di droga in pubblico. Nel corso dell’estate la situazione è peggiorata notevolmente: il noto punto di ritrovo della Bäckeranlage è diventato sovraffollato e il fenomeno si è esteso ai quartieri residenziali circostanti. Non si tratta di un problema circoscritto, ma di una crisi in espansione che ha costretto le autorità cittadine a intervenire con urgenza.

La visibilità della crisi ha raggiunto un punto critico. Abitanti e attività commerciali locali fanno i conti con le conseguenze del consumo alla luce del sole, mentre la mancanza di alternative per chi non risiede in città ha trasformato i parchi pubblici in luoghi di fatto dedicati all’iniezione di droga. La città lo ammette senza mezzi termini: per chi non ha un indirizzo a Zurigo, non esiste semplicemente «alcuna alternativa» al consumo in pubblico. La nuova struttura è una risposta diretta a un’estate in cui il problema è passato da disagio localizzato a emergenza che coinvolge tutto il quartiere.

La strategia di «orientamento e sostegno»

Non si tratta soltanto di un luogo di accoglienza, ma di un centro operativo di prima risposta. La struttura di Bederstrasse è esplicitamente concepita come una «sala per il consumo e l’orientamento», una denominazione che sottolinea il duplice mandato operativo. L’obiettivo è chiaro e incisivo: offrire subito un luogo sicuro per il consumo, liberando le strade, e poi procedere rapidamente al ricollocamento nei comuni di provenienza.

La città non offre una sistemazione permanente alle persone dipendenti provenienti da fuori Zurigo. La struttura fungerà invece da centro logistico per stabilizzare le persone prima di indirizzarle nuovamente verso le loro comunità di origine. Questo modello di «assistenza e trasferimento» rappresenta un approccio pragmatico alla politica sociale. Offre dignità e sicurezza nel breve termine, mantenendo al contempo l’aspettativa che, in seguito, gli altri comuni si assumano la responsabilità dei propri residenti. È una misura transitoria pensata per contenere l’emergenza mentre vengono avviati piani di ricollocamento a lungo termine.

Una scommessa politica per dare sollievo alla popolazione

Per i responsabili della politica sociale di Zurigo la posta in gioco è molto alta. Raphael Golta, esponente del Partito socialista e responsabile del Dicastero degli affari sociali, punta sulla speranza di un «sollievo duraturo», non soltanto per le persone dipendenti, ma anche per gli spazi pubblici sotto pressione e per la popolazione zurighese. L’iniziativa cerca un equilibrio tra solidarietà e ordine pubblico, con l’intento di restituire i parchi alla città senza criminalizzare le persone più vulnerabili.

Con l’avvicinarsi del 1° ottobre, tutti gli occhi sono puntati sull’esperimento di Bederstrasse. Se avrà successo, potrebbe diventare un modello per la gestione della popolazione di persone dipendenti di passaggio nelle grandi città svizzere. Se fallirà, il mercato della droga a cielo aperto nel Kreis 4 rischia di consolidarsi ulteriormente. La città ha giocato la sua carta: una struttura temporanea e mirata, concepita per spezzare il ciclo degli allontanamenti e dei ritorni. Ora dovranno arrivare i risultati.