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Zurigo introduce il controverso divieto dei rottweiler nonostante i ricorsi
Le nuove restrizioni alla detenzione di rottweiler entrano in vigore nel Canton Zurigo nonostante diversi ricorsi legali e una petizione contraria alla misura, firmata da 12’000 persone.

Il martelletto è calato a Zurigo. Dal 1° gennaio 2025, il Cantone ha ufficialmente introdotto un severo divieto di detenere rottweiler, ignorando una serie di ricorsi legali presentati all’ultimo momento. Il Tribunale amministrativo di Zurigo ha confermato che, mentre il procedimento giudiziario è in corso, le nuove disposizioni sono già in vigore. Con una decisione netta, che sottolinea la ferma posizione del governo in materia di sicurezza pubblica, ai ricorsi è stato negato l’effetto sospensivo. Ciò significa che il divieto è immediatamente applicabile, indipendentemente dalla controversia ancora in corso in tribunale.
Il tribunale conserva la facoltà di annullare in futuro la decisione del governo cantonale, ma per ora le autorità procedono con assoluta determinazione. Si crea così una situazione giuridica precaria, in cui la legge viene applicata in pieno mentre gli oppositori ne contestano la legittimità. Il messaggio del Cantone è chiarissimo: le misure di sicurezza pubblica non saranno bloccate da ritardi burocratici. Questa applicazione immediata segna un’importante escalation nel modo in cui i Cantoni svizzeri affrontano la legislazione sui cani pericolosi, privilegiando un intervento preventivo immediato rispetto a un lungo dibattito giudiziario.
La rabbia dei cittadini: migliaia di persone contro il divieto generalizzato
Alle autorità sono state consegnate ben 12’000 firme, espressione di una vasta ondata di dissenso popolare contro quella che i critici definiscono una misura miope. Gli oppositori del divieto non intendono arrendersi senza lottare e sostengono con forza che la legge colpisce il bersaglio sbagliato. Secondo loro, il problema non è la razza, ma i proprietari. Ritengono che l’esecutivo cantonale avrebbe dovuto concentrarsi su requisiti più severi, imponendo corsi di formazione rigorosi e controlli più frequenti, invece di introdurre un divieto generalizzato.
Questa significativa mobilitazione dei cittadini mette in luce una profonda frattura tra il governo cantonale e i difensori dei diritti degli animali. La petizione rappresenta più di una semplice iniziativa di amanti dei cani: segnala un dibattito più ampio sulla responsabilità individuale e l’intervento dello Stato. Mentre il governo intende eliminare il rischio vietando la razza, migliaia di residenti svizzeri considerano la misura un’ingerenza eccessiva, che non affronta la causa alla radice dei comportamenti aggressivi degli animali. Il gran numero di firme dimostra che la questione ha toccato un nervo scoperto ben oltre la cerchia dei proprietari di rottweiler.
La sicurezza prima di tutto: gli attacchi all’origine del divieto
All’origine di questa drastica legge non ci sono state considerazioni teoriche, ma fatti concreti e violenti. Verso la fine del 2024 si sono verificati due distinti e allarmanti attacchi con rottweiler, che hanno scosso l’opinione pubblica e spinto il governo ad agire. Negli episodi avvenuti ad Adlikon alla fine di ottobre e a Winterthur all’inizio di dicembre, le vittime, tra cui bambini particolarmente vulnerabili, hanno riportato ferite che hanno suscitato forti preoccupazioni per la sicurezza pubblica.
Secondo il governo cantonale, la decisione si fonda sulle caratteristiche biologiche della razza: la stazza e la potenza del morso possono provocare lesioni catastrofiche. Questi recenti attacchi sono stati la goccia che ha fatto traboccare il vaso, spostando la scelta politica dalla regolamentazione al divieto. Le autorità sostengono che il rischio per la popolazione, in particolare per i bambini, è semplicemente troppo elevato. Citando questi tragici episodi, il governo ha fondato la sua controversa politica sull’imprescindibile necessità di proteggere i cittadini da lesioni fisiche.
Obblighi rigorosi: il futuro dei 350 rottweiler zurighesi
Per i proprietari dei circa 350 rottweiler attualmente registrati nel Canton Zurigo, la vita sta per cambiare radicalmente. Il divieto impedisce l’acquisto di nuovi cani a partire dal 2025, ma chi ne possiede già uno non rischia la confisca immediata, a condizione di superare una serie di nuove procedure amministrative. I proprietari attuali devono ora richiedere un’autorizzazione specifica per poterli tenere, attraverso una procedura che si preannuncia rigorosa.
È fondamentale che tutti e 350 i cani siano sottoposti a una valutazione caratteriale obbligatoria. L’esame serve a determinare il potenziale pericolo che l’animale rappresenta per la società. È una prova decisiva: se la supera, il cane può restare; se non la supera, le conseguenze possono essere gravi. Questa clausola transitoria consente agli animali già presenti di rimanere, ma sottoponendoli a un controllo approfondito. L’epoca della detenzione senza particolari vincoli è finita: a Zurigo possedere un rottweiler è ormai un privilegio da giustificare legalmente e certificare con una valutazione professionale.
Una lista nera in espansione: la storia della tolleranza zero
Zurigo non è nuova a misure rigorose per il controllo dei cani. Il rottweiler è soltanto l’ultima razza aggiunta a una lista nera sempre più lunga, che riflette l’approccio di tolleranza zero del Cantone nei confronti degli animali potenzialmente pericolosi. Dal 2010 è severamente vietato detenere American Bull Terrier, Pitbull Terrier e American Staffordshire Terrier. L’aggiunta del rottweiler amplia il campo d’applicazione dei divieti e indica che le autorità sono disposte ad allargare la definizione di «razze pericolose» sulla base dei dati relativi agli incidenti.
Questo contesto storico è essenziale per comprendere la situazione attuale. Zurigo si è affermato come uno dei Cantoni più severi della Svizzera in materia di controllo degli animali. Il passaggio dal divieto delle razze di tipo terrier all’inclusione del rottweiler mostra una linea politica coerente: quando la sicurezza pubblica è minacciata, il governo preferisce vietare anziché regolamentare. Man mano che la lista si allunga, i proprietari di cani in tutto il Cantone si chiedono quale razza finirà nel mirino della prossima legge.