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Swiss Observer

Il paradosso di Zurigo: le emissioni dei voli frequenti annullano gli sforzi ecologici della città

Nonostante i progressi nella riduzione delle emissioni territoriali, un nuovo rapporto mostra che l’impronta climatica degli abitanti di Zurigo è aumentata, in gran parte a causa delle emissioni legate ai consumi generate all’estero. L’aviazione è il principale fattore di emissione e annulla i progressi compiuti a livello locale.

Il paradosso di Zurigo: le emissioni dei voli frequenti annullano gli sforzi ecologici della città
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La reputazione di Zurigo come città pioniera della sostenibilità si scontra con una dura realtà. Mentre le autorità cittadine celebrano i successi locali, l’impronta climatica complessiva di una persona residente è salita alla cifra allarmante di 11,9 tonnellate di CO₂ equivalente all’anno, con un aumento del 20% rispetto al 1990. I dati, presentati nell’ultimo rapporto intermedio sul clima della città, mettono in luce un punto cieco cruciale nella strategia ambientale svizzera: ciò che risparmiamo a casa lo consumiamo all’estero.

La narrazione dei progressi viene smentita dalle emissioni legate ai consumi. Ben l’84% dell’inquinamento attribuito agli abitanti di Zurigo è prodotto fuori dai confini della città, spinto da un insaziabile appetito per i beni importati e i viaggi internazionali. La verità scomoda è che, mentre le nostre strade diventano più pulite, il nostro stile di vita diventa più inquinante. Di fatto esternalizziamo il nostro inquinamento, creando un «paradosso di Zurigo», in cui le iniziative ecologiche locali vengono completamente sopraffatte dalle abitudini di consumo globali.

Aviazione: una locomotiva delle emissioni

Il principale responsabile dell’annullamento dei progressi climatici di Zurigo è senza dubbio l’aviazione. Un dato sorprendente, che mette in prospettiva gli sforzi locali, mostra che i voli degli abitanti causano ormai il 50% in più di inquinamento climatico pro capite rispetto a tutti gli impianti di riscaldamento, le automobili, gli autobus e l’energia utilizzata all’interno della città messi insieme. Il cielo sopra Zurigo è teatro di un disastro ambientale.

Nel solo 2024, una persona residente a Zurigo ha volato in media per 10 500 chilometri. Per dare un’idea, è come se ogni abitante della città effettuasse ogni anno un volo di andata e ritorno per Dubai. Si tratta di 600 chilometri in più rispetto all’anno precedente, a dimostrazione del fatto che, nonostante le campagne di sensibilizzazione sul clima, la domanda di viaggi aerei è in forte aumento. Con emissioni dell’aviazione pari a 3,2 tonnellate di CO₂ equivalente per persona, volare è diventato l’elemento più dannoso per il clima dello stile di vita svizzero moderno, rendendo statisticamente trascurabili, in confronto, il riciclaggio domestico e gli spostamenti con veicoli elettrici.

Successi locali e peccati globali

La tragedia di questo rapporto è che nasconde i veri successi ottenuti sul territorio. All’interno dei confini cittadini, Zurigo ottiene risultati di livello eccellente. Le emissioni territoriali sono scese a circa 2,2 tonnellate di CO₂ per persona, collocando Zurigo tra le città europee più virtuose, molto avanti rispetto alle 3,6 tonnellate di Berlino, anche se ancora dietro al traguardo ambizioso di 1 tonnellata fissato da Copenaghen.

Andreas Hauri, membro del municipio di Zurigo, difende la strategia locale e afferma: «Questo conferma che le nostre misure locali in materia di edifici, mobilità ed energia sono efficaci». Ha ragione: le politiche funzionano nei settori a cui si applicano. L’efficienza energetica degli edifici e il passaggio alla mobilità elettrica stanno producendo riduzioni concrete. Tuttavia, queste vittorie locali, ottenute con fatica, vengono cancellate non appena gli abitanti raggiungono l’aeroporto di Kloten. Ne risulta un contrasto stridente: una città estremamente efficiente nelle sue infrastrutture, ma estremamente dispendiosa nelle abitudini di svago e consumo.

I cieli senza regolamentazione

Il governo di Zurigo si trova in una morsa legislativa. La città può imporre pompe di calore e piste ciclabili, ma non ha alcuna competenza sullo spazio aereo internazionale né sulle abitudini di consumo dei suoi cittadini quando escono dal territorio comunale. Questa lacuna normativa lascia la responsabilità individuale come unico argine alle emissioni in aumento, un argine che chiaramente non regge.

Il rapporto evidenzia i limiti del potere comunale in un mondo globalizzato. L’obiettivo della città di raggiungere entro il 2040 emissioni territoriali nette pari a zero resta tecnicamente fattibile, ma diventa sempre meno rilevante per l’effettivo impatto climatico dei suoi abitanti. Come avverte senza mezzi termini Sascha Nick, fisico del Politecnico federale di Losanna (EPFL): «L’obiettivo climatico di Zurigo è raggiungibile. Ma non lo raggiungeranno se continueranno a fare quello che fanno finora». Senza un cambiamento dei comportamenti o un intervento a livello nazionale sui prezzi dei voli, Zurigo sta conducendo una battaglia destinata a perdere contro la propria ricchezza e mobilità.

Oltrepassare gli obiettivi di Parigi

I numeri delineano un quadro preoccupante per il futuro. Per restare compatibili con l’Accordo di Parigi e seguire un percorso che limiti il riscaldamento a 1,5 °C, entro il 2035 le emissioni medie pro capite derivanti da tutte le fonti dovranno scendere a circa 2,7 tonnellate. Attualmente, gli abitanti di Zurigo emettono 3,2 tonnellate solo stando seduti sui sedili degli aerei. Con i soli biglietti aerei superiamo già il bilancio complessivo di emissioni sostenibili.

Non si tratta di uno scostamento marginale, ma di un’incompatibilità fondamentale con gli obiettivi climatici globali. I dati del 2019 relativi a Ginevra indicavano emissioni dell’aviazione pari a 2,3 tonnellate, segno di una tendenza nazionale all’aumento dell’intensità dei viaggi aerei. A meno che non si verifichi un drastico crollo della frequenza dei voli o un’innovazione tecnologica senza precedenti nei carburanti per l’aviazione, lo stile di vita zurighese è destinato a scontrarsi con la realtà climatica. Gli sforzi ecologici della città sono lodevoli, ma i dati dimostrano che al momento sono vani di fronte al peso schiacciante dei voli frequenti.