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Swiss Observer

L’OMS critica la decisione degli Stati Uniti di cancellare i finanziamenti per i vaccini a mRNA

L’OMS, con sede a Ginevra, esprime preoccupazione per la decisione del segretario alla salute statunitense di ritirare 500 milioni di dollari di finanziamenti per i vaccini a mRNA

L’OMS critica la decisione degli Stati Uniti di cancellare i finanziamenti per i vaccini a mRNA
AISWI swissinfo.ch

Dalle iniziative sanitarie globali sono stati tagliati all’improvviso ben 500 milioni di dollari (404 milioni di franchi), suscitando onde d’urto nella Ginevra internazionale. In una decisione che l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) definisce un «colpo significativo», il segretario alla salute statunitense Robert Kennedy Jr. ha cancellato unilateralmente i finanziamenti destinati allo sviluppo di vaccini a mRNA. Questo ingente taglio finanziario riguarda in particolare la ricerca sui virus respiratori, una linea di difesa fondamentale in un’epoca caratterizzata dal rischio di pandemie.

La reazione da Ginevra è stata immediata e dura. Giovedì, rivolgendosi ai corrispondenti accreditati presso le Nazioni Unite, Joachim Hombach, segretario generale del Gruppo strategico consultivo di esperti sull’immunizzazione (SAGE) dell’OMS, non ha usato mezzi termini. «È una decisione spiacevole e presa in un momento inopportuno», ha dichiarato Hombach, sottolineando la precarietà della sicurezza sanitaria globale. La decisione segna una svolta radicale nella politica sanitaria statunitense e indica un passo indietro rispetto al progresso scientifico condiviso, proprio mentre gli esperti sostengono che gli investimenti dovrebbero aumentare, non crollare. In quanto principale donatore di molte iniziative sanitarie globali, con questo ritiro improvviso gli Stati Uniti costringono la comunità internazionale a fare i conti con un enorme vuoto finanziario.

Difendere la rivoluzione dell’mRNA

La piattaforma tecnologica a mRNA, che durante la pandemia di Covid-19 si è dimostrata la difesa più efficace al mondo, è ora sotto attacco finanziario diretto. Nonostante l’efficacia dimostrata di questi vaccini nel salvare milioni di vite, la decisione dell’amministrazione statunitense rischia di frenare i progressi fondamentali contro le epidemie emergenti. Gli esperti dell’OMS contrastano questa ritirata difendendo con forza la scienza.

Joachim Hombach ha sottolineato che i vaccini a mRNA restano «una tecnologia e una piattaforma di grande importanza» da rafforzare, non da abbandonare. La versatilità dell’mRNA permette di adattarsi rapidamente a nuove minacce virali e ne fa un pilastro della preparazione alle pandemie moderne. Tagliando questo specifico canale di finanziamento, gli Stati Uniti frenano di fatto lo slancio delle soluzioni mediche di nuova generazione. Per l’OMS, l’importanza di questi vaccini è indiscutibile e interromperne ora lo sviluppo espone la popolazione mondiale al prossimo inevitabile agente patogeno respiratorio.

Una scelta geopolitica perdente

Oltre alla perdita finanziaria immediata, questa decisione preannuncia una rottura diplomatica catastrofica. Il direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha lanciato un severo avvertimento sulle più ampie intenzioni degli Stati Uniti di ritirarsi completamente dall’organizzazione entro il prossimo gennaio. Ha definito la decisione statunitense non semplicemente un cambiamento di politica, ma «una scelta perdente», sia per l’organizzazione sia, soprattutto, per gli stessi Stati Uniti.

Questa traiettoria isolazionista mette in pericolo i cittadini statunitensi tanto quanto il resto del mondo. La sorveglianza e la risposta alle malattie sono attività intrinsecamente internazionali: i virus non rispettano i confini. Interrompendo i legami e i finanziamenti, gli Stati Uniti rischiano di non vedere le minacce emergenti rilevate dalla rete globale dell’OMS. Le parole di Tedros riflettono una frustrazione crescente a Ginevra: la politicizzazione della salute pubblica sta creando uno scenario frammentato, in cui la cooperazione viene sostituita dal ritiro unilaterale, indebolendo in ultima analisi il sistema immunitario collettivo del pianeta.

Ginevra si prepara alle conseguenze

In quanto città ospitante dell’OMS, Ginevra si trova all’epicentro di questo scossone diplomatico. Il ritiro di una somma equivalente a 404 milioni di franchi non è soltanto una voce in un foglio di calcolo: rappresenta una riduzione concreta della capacità operativa della «Ginevra internazionale». La città, che si considera un centro mondiale per l’azione umanitaria e la salute, deve ora fare i conti con un importante partner che volta le spalle al multilateralismo.

Per la Svizzera, un Paese che promuove il dialogo e la neutralità, il disimpegno statunitense rappresenta una sfida complessa. Il governo svizzero intende mantenere il dialogo con gli Stati Uniti sul commercio e su altre questioni, ma senza il sostegno finanziario americano a progetti chiave il futuro del settore sanitario è incerto. L’OMS deve ora cercare in fretta di diversificare le proprie fonti di finanziamento per colmare il vuoto lasciato da Washington. Con l’avvicinarsi di gennaio, a Ginevra la tensione è palpabile e cresce la consapevolezza che l’architettura della salute globale viene smantellata dall’interno.