Vai al contenuto
Swiss Observer

L’ONU a Ginevra avvia una nuova inchiesta sui diritti in Afghanistan

Il Consiglio dei diritti umani istituisce un meccanismo indipendente per indagare sulle presunte violazioni in Afghanistan, con particolare attenzione alle restrizioni imposte dai talebani ai diritti delle donne.

L’ONU a Ginevra avvia una nuova inchiesta sui diritti in Afghanistan
AISWI swissinfo.ch

Il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, con sede a Ginevra, ha ufficialmente avviato un nuovo meccanismo indipendente d’inchiesta per indagare sulle diffuse violazioni dei diritti umani in Afghanistan. La risoluzione, adottata per consenso, istituisce un organo incaricato di raccogliere e conservare prove delle violazioni, con particolare attenzione alle gravi restrizioni imposte dai talebani alle donne e alle ragazze da quando hanno preso il potere, nell’agosto 2021.

La pressione internazionale porta all’azione

La creazione di questo organo d’inchiesta è il risultato di una costante attività di sensibilizzazione da parte di organizzazioni non governative (ONG) e di numerosi Paesi. Dal ritorno dei talebani al potere, la comunità internazionale ha chiesto ripetutamente l’istituzione di un meccanismo formale per garantire che i responsabili rispondano delle proprie azioni. Nonostante gli attuali vincoli finanziari dell’ONU, l’Unione europea ha svolto un ruolo determinante nel portare avanti la risoluzione, segnalando un forte impegno ad affrontare la grave situazione dei diritti umani in Afghanistan.

I diritti delle donne sotto i riflettori

Uno degli obiettivi centrali della nuova inchiesta è esaminare lo smantellamento sistematico dei diritti delle donne e delle ragazze afghane. Il regime talebano ha imposto una serie di decreti repressivi che limitano l’accesso delle donne all’istruzione, al lavoro e alla vita pubblica, nonché la loro libertà di movimento. Il meccanismo documenterà queste violazioni, con l’obiettivo di creare un quadro completo che possa servire a chiamare i responsabili a rispondere di quelle che molti considerano persecuzioni di genere.

Un percorso verso la giustizia: il funzionamento del meccanismo

Ispirato a iniziative analoghe dell’ONU per la Siria e il Myanmar, rivelatesi efficaci, il meccanismo per l’Afghanistan avrà il compito di raccogliere, riunire e analizzare prove di crimini internazionali e di altre gravi violazioni dei diritti umani. La sua funzione principale sarà preparare dossier dettagliati da utilizzare in eventuali procedimenti penali futuri. In questo modo si eviterà che prove fondamentali vadano perse con il tempo e sarà possibile trasmetterle a tribunali internazionali, come la Corte penale internazionale, o a tribunali nazionali che potrebbero esercitare la giurisdizione universale su questi crimini.

Il legame con la Svizzera: dibattito sull’asilo e diritti umani

Questo sviluppo a Ginevra ha un’importanza particolare in Svizzera, dove la politica del Paese nei confronti delle persone rifugiate afghane è oggetto di un dibattito politico in corso. Attualmente la Svizzera concede l’asilo alle donne e alle ragazze afghane in ragione delle persecuzioni legate al genere, una politica apprezzata dalle organizzazioni per i diritti umani. Alcuni parlamentari hanno tuttavia espresso il timore che ciò possa creare un «effetto calamita» e aumentare potenzialmente il numero di persone che scelgono la Svizzera per chiedere asilo. La decisione dell’ONU di indagare proprio su questi atti di persecuzione sottolinea la realtà e la gravità delle condizioni che spingono le donne afghane a fuggire, offrendo un importante contesto internazionale al dibattito interno svizzero.