Vita da espatriati
Il cambiamento delle regole sui passaporti britannici esaspera i cittadini con doppia nazionalità in Svizzera
I cambiamenti imminenti al sistema ETA alle frontiere del Regno Unito hanno suscitato confusione e rabbia tra i cittadini con doppia nazionalità britannica e svizzera. Le indicazioni poco chiare e la possibile necessità di avere un passaporto britannico valido per entrare nel Paese hanno attirato critiche verso quello che alcuni definiscono un «sistema per fare soldi».

La confusione regna sovrana ai gate di partenza in tutta Europa, mentre il nuovo sistema britannico di autorizzazione elettronica di viaggio (ETA) si scontra con la realtà della doppia cittadinanza. Quello che avrebbe dovuto snellire i controlli alle frontiere ha invece scatenato un’ondata di rabbia tra i cittadini britannico-svizzeri, molti dei quali bollano i nuovi requisiti come un palese «sistema per fare soldi». Il nodo della questione è un’improvvisa confusione: chi ha doppia nazionalità deve avere un passaporto britannico valido per entrare nella propria patria oppure può viaggiare con il documento d’identità svizzero?
Per migliaia di espatriati non si tratta solo di un inconveniente burocratico, ma di un ostacolo costoso ai ricongiungimenti familiari e ai viaggi di lavoro. L’introduzione delle nuove regole da parte del governo britannico è stata accompagnata da indicazioni contraddittorie, lasciando i viaggiatori alla ricerca di chiarimenti a pochi giorni dai voli programmati. Sebbene l’ETA sia tecnicamente destinata ai visitatori stranieri, il modo per dimostrare di esserne esenti, cioè possedere un passaporto britannico valido, ha messo molti con le spalle al muro. Secondo i critici, costringere i cittadini a rinnovare passaporti che usano di rado, solo per dimostrare un diritto che già possiedono, equivale a una vera e propria estorsione amministrativa.
La scappatoia del passaporto scaduto
In una svolta paradossale che mette a nudo la fragilità del nuovo sistema, una possibile via d’uscita è emersa dalle note in piccolo. Nel pieno del panico, indicazioni aggiornate suggeriscono che le compagnie aeree potrebbero accettare passaporti britannici scaduti come prova valida della cittadinanza. Questa rivelazione contraddice il timore iniziale che un passaporto valido e aggiornato fosse il prezzo imprescindibile per entrare nel Paese. Sembra che il governo, alle prese con l’incubo logistico che ha creato, abbia concesso un’eccezione: se si può dimostrare di essere britannici, l’obbligo dell’ETA, che si applica agli stranieri, non riguarda il viaggiatore.
Tuttavia, affidarsi a un documento scaduto è un azzardo che pochi sono disposti a correre senza garanzie assolute. Anche se, secondo quanto riferito, le compagnie aeree sono state istruite ad accettare questi documenti, l’applicazione non uniforme delle regole resta un’importante fonte di preoccupazione. I viaggiatori si chiedono se l’addetto al check-in a Zurigo o Ginevra conoscerà questa eccezione poco nota oppure se verrà loro negato l’imbarco perché sprovvisti di un documento di viaggio valido. È una scappatoia precaria che sottolinea quanto in fretta sia stato attuato il sistema ETA.
Viaggi da incubo e soldi sprecati
Il costo umano di questo pasticcio amministrativo è già in aumento: i viaggiatori segnalano spese esorbitanti e tempo perso. È il caso di Bob, cittadino con doppia nazionalità che, nel disperato tentativo di salvare una vacanza in famiglia, ha optato per un documento di viaggio d’emergenza (ETD). Per ritirarlo di persona, ha dovuto affrontare un viaggio di ben 12 ore fino all’ambasciata britannica a Stoccolma, sostenendo notevoli spese di trasferta oltre al costo del documento.
La beffa finale? All’arrivo alla frontiera, l’incompetenza del sistema è emersa chiaramente. «In aeroporto mi hanno detto di usare il passaporto svedese», racconta Bob, definendo l’esperienza «assolutamente esasperante». Dopo ore di viaggio e centinaia di spese, è entrato nel Regno Unito con il passaporto straniero, senza che nessuno gli ponesse una sola domanda. Questo livello di disfunzione conferma i timori peggiori della comunità degli espatriati: il governo britannico applica regole che a malapena comprende, lasciando ai cittadini il conto da pagare per il caos di Whitehall.
Una comunità divisa
Se per molti la rabbia è alle stelle, la reazione nella comunità britannico-svizzera è tutt’altro che unanime. Si è aperta una netta frattura tra chi considera la richiesta del passaporto una tassa cinica sulla cittadinanza e chi la ritiene una responsabilità fondamentale. «Smettila di lamentarti», ha ribattuto un commentatore, Rosbif1970, sostenendo che chi ha doppia nazionalità dovrebbe ritenersi fortunato ad avere due passaporti in un mondo post-Brexit. Per questa corrente di pensiero, il privilegio della doppia nazionalità comporta l’onere amministrativo di mantenere aggiornati i documenti.
Al contrario, altri, come «Britannico qualificato», sostengono che mantenere valido il passaporto sia semplicemente «buon senso» e una «prova della cittadinanza» da tenere aggiornata, indipendentemente dai programmi di viaggio. Questo «buon senso» si scontra però duramente con la realtà dei documenti smarriti e dei problemi logistici. Roberta, nonna con legami familiari internazionali, ha evidenziato i rischi del processo di rinnovo stesso, citando casi in cui corrieri come DHL avrebbero misteriosamente «perso» i passaporti. Il dibattito mette in luce una frattura nell’identità degli espatriati: il passaporto è un diritto che deve essere garantito oppure un ostacolo burocratico da superare?
Orientarsi nella nuova realtà
Quando le polemiche sulla prima fase di introduzione si saranno placate, i cittadini britannici con doppia nazionalità residenti in Svizzera dovranno fare i conti con una realtà di viaggio nuova e più complessa. I viaggi senza intoppi e senza domande sembrano ormai destinati a scomparire, sostituiti da controlli «controllo, controllo, controllo». L’accettazione dei passaporti scaduti offre un sollievo temporaneo, ma si tratta di una soluzione fragile, che dipende dalla discrezione del personale delle compagnie aeree anziché da una norma codificata.
Per i britannici residenti in Svizzera il messaggio è chiaro: non dare nulla per scontato. I controlli alle frontiere del Regno Unito si stanno inasprendo e l’onere della prova ricade interamente sul viaggiatore. Che lo si consideri una misura di sicurezza necessaria o un «sistema per fare soldi», il risultato non cambia. Per garantire un accesso senza interruzioni al Regno Unito, chi ha doppia nazionalità potrebbe presto non avere altra scelta che pagare e rinnovare il passaporto, trasformando il privilegio della doppia cittadinanza in un abbonamento sempre più costoso.