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Swiss Observer

Il Parlamento svizzero si muove per limitare il commercio di pellicce prodotte con metodi crudeli

Il Parlamento svizzero ha sostenuto una legge volta a limitare le importazioni e il commercio di pellicce prodotte con metodi crudeli. Prima che possa entrare in vigore, il progetto deve ancora essere sottoposto al Consiglio nazionale, che dovrà appianare alcune divergenze di dettaglio.

AI15 settembre 2026Il nostro processo editoriale
Il Parlamento svizzero si muove per limitare il commercio di pellicce prodotte con metodi crudeli
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Con 43 voti contro 1, il Consiglio degli Stati ha avvicinato la Svizzera a restrizioni sulle pellicce prodotte con metodi crudeli. Il 15 settembre 2026 ha approvato modifiche alla legge sulla protezione degli animali che limiterebbero l’importazione e il commercio di queste pellicce e dei prodotti che le contengono. Nessun consigliere agli Stati si è astenuto.

La decisione fa seguito all’approvazione del Consiglio nazionale durante la sessione autunnale del 2025. Prima di diventare legge, il progetto deve ancora superare un passaggio procedurale al Consiglio nazionale, che dovrà appianare due divergenze su punti di dettaglio. Una riguarda il titolo delle nuove disposizioni legislative. La formulazione definitiva determinerà quando il progetto potrà proseguire verso l’entrata in vigore.

La proposta è il controprogetto indiretto del Parlamento all’iniziativa popolare intitolata «Sì al divieto d’importazione di prodotti di pellicceria ottenuti infliggendo sofferenze agli animali». L’iniziativa chiede un divieto d’importazione diretto per i prodotti realizzati con metodi che violerebbero il diritto svizzero. Il Consiglio federale e la maggioranza del Consiglio nazionale hanno raccomandato di respingere l’iniziativa, adducendo preoccupazioni legate alle norme sul commercio internazionale.

Per i consumatori, il quadro normativo proposto darebbe maggiore importanza alle modalità con cui le pellicce entrano sul mercato svizzero e alla documentazione della loro produzione. Per gli operatori commerciali, introdurrebbe un regime giuridico basato su certificazioni riconosciute e sulla vigilanza federale.

Il Consiglio degli Stati mantiene la certificazione sotto controllo federale

Con 40 voti contro 2, il Consiglio degli Stati ha deciso di mantenere la competenza in materia di certificazione presso l’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria. La questione aveva diviso i senatori, chiamati a valutare come la Svizzera dovrà verificare le pellicce e i prodotti che le contengono ammessi dalle nuove norme.

Il progetto del Consiglio federale attribuisce la responsabilità della certificazione all’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria. La maggioranza della commissione preliminare del Consiglio degli Stati aveva proposto un’altra soluzione: affidare al Servizio di accreditamento svizzero il compito di decidere se gli organismi di certificazione debbano essere riconosciuti. La proposta è stata respinta dalla Camera.

Il Consiglio degli Stati ha quindi mantenuto l’approccio del Consiglio federale. La decisione è stata approvata con 40 voti favorevoli, due contrari e un’astensione. La scelta definisce un chiaro ruolo federale nel sistema che il Parlamento sta elaborando, anche se il progetto deve ancora essere sottoposto al Consiglio nazionale per appianare le divergenze restanti.

La certificazione sarà fondamentale per l’applicazione delle norme. Le autorità avranno bisogno di documenti che dimostrino che le pellicce importate rispettano le condizioni stabilite dal diritto svizzero. Anche i commercianti al dettaglio e gli importatori dovranno sapere quali organismi possono rilasciare certificazioni valide e come saranno valutati i documenti. Il materiale di partenza non specifica i futuri criteri di certificazione, il calendario dei controlli o le sanzioni. Questi dettagli saranno importanti per le imprese una volta che la legge avrà assunto la sua forma definitiva.

Le organizzazioni per la protezione degli animali contestano il controprogetto

Le organizzazioni per la protezione degli animali hanno avvertito che il controprogetto potrebbe indebolire la campagna per un divieto d’importazione diretto. Le critiche sono state formulate prima del voto del Consiglio degli Stati e si sono concentrate sugli effetti concreti della modifica della legge sulla protezione degli animali proposta dal Parlamento.

L’iniziativa popolare chiede di vietare i prodotti di pellicceria la cui produzione viola il diritto svizzero. È ancora all’esame del Parlamento, ma il Consiglio degli Stati ha rinviato la propria decisione fino alla finalizzazione del controprogetto indiretto. Il Consiglio federale e la maggioranza del Consiglio nazionale hanno invitato a respingere l’iniziativa, indicando i possibili problemi legati al diritto commerciale.

Si delinea così un processo su due binari. Il Parlamento sta portando avanti una legge che limiterebbe il commercio attraverso norme sulla produzione crudele e sulla certificazione. Al contempo, deve decidere come rispondere all’iniziativa, che chiede un divieto più diretto. La posizione definitiva del Consiglio degli Stati sull’iniziativa sarà presa dopo aver appianato le divergenze ancora aperte sul progetto di legge.

La distinzione giuridica comporta conseguenze concrete. Una restrizione di legge basata sulla certificazione potrebbe offrire agli importatori una via per conformarsi alle norme. Un divieto diretto potrebbe imporre una proibizione più ampia dei prodotti legati a pratiche non ammesse in Svizzera. La formulazione definitiva del Parlamento determinerà il modo in cui i due approcci interagiranno e il margine di manovra concesso alle autorità federali.

Al Consiglio nazionale restano da appianare le divergenze

Il Consiglio nazionale deve ora appianare due divergenze prima che le norme sulle pellicce possano entrare in vigore. Le questioni rimanenti sono descritte come di poco conto, ma la loro risoluzione concluderà l’iter legislativo avviato con l’approvazione del Consiglio nazionale nel 2025.

Il Consiglio degli Stati ha già approvato il contenuto della misura con un margine netto. Ha inoltre respinto l’alternativa della maggioranza della commissione sul riconoscimento degli organismi di certificazione, mantenendo il ruolo proposto dal Consiglio federale per l’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria. Il Consiglio nazionale dovrà esaminare questi punti e concordare con il Consiglio degli Stati un testo definitivo.

Dopo questo passaggio, il Parlamento dovrà ancora completare la procedura relativa all’iniziativa popolare. Il Consiglio degli Stati ha subordinato la propria decisione sull’iniziativa al completamento del controprogetto. Il Consiglio federale e la maggioranza dei membri del Consiglio nazionale raccomandano attualmente di respingerla per motivi legati al diritto commerciale.

La Svizzera si presenta già come un Paese con norme rigorose in materia di protezione degli animali. La legge proposta sulle pellicce estenderebbe questa politica alla catena d’importazione e di vendita al dettaglio, dove le norme svizzere possono incidere su prodotti realizzati all’estero. L’impatto dipenderà dalla formulazione definitiva della legge, dal sistema di certificazione e dalle modalità con cui le autorità doganali e federali applicheranno le norme. La prossima decisione del Parlamento definirà questo quadro.