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Swiss Observer

La Svizzera compie un passo storico verso la democrazia digitale con l’approvazione dell’e-ID

Il Parlamento ha superato gli ultimi ostacoli per un sistema d’identità elettronica sostenuto dallo Stato, fissando il lancio nel 2026 e un investimento di 100 milioni di franchi.

AI11 dicembre 2024Il nostro processo editoriale
La Svizzera compie un passo storico verso la democrazia digitale con l’approvazione dell’e-ID
AIThe Local Switzerland

La Svizzera ha ufficialmente dato il via a una trasformazione digitale storica. Con una decisione decisiva che mette fine ai fantasmi della votazione fallita del 2021, il Parlamento ha superato gli ultimi ostacoli per un sistema d’identità elettronica sostenuto dallo Stato, sbloccando un investimento considerevole di 100 milioni di franchi (114 milioni di dollari) per realizzare il progetto. Martedì il Consiglio degli Stati ha risolto gli ultimi problemi giuridici ancora in sospeso, aprendo la strada al lancio su scala nazionale nel 2026.

Non si tratta semplicemente di un aggiornamento software, ma di un cambiamento fondamentale nel modo in cui lo Stato svizzero interagisce con i suoi cittadini. A differenza del tentativo precedente, respinto dagli elettori per via del coinvolgimento del settore privato, questa nuova versione affida saldamente il controllo al governo federale. Il disegno di legge approvato testimonia un forte impegno a modernizzare le infrastrutture burocratiche della Svizzera, affinché il Paese non resti indietro rispetto ai vicini europei nella corsa digitale. Con il credito garantito e l’iter legislativo completato, è ufficialmente iniziato il conto alla rovescia verso un futuro senza carta.

Il «portafoglio federale»: una fortezza per i dati personali

La protezione dei dati è stata il tallone d’Achille dei progetti d’identità digitale, ma il governo risponde con una fortezza «decentralizzata». La nuova e-ID sarà custodita principalmente in un’app «portafoglio federale» appositamente progettata, in modo che i dati importanti restino sullo smartphone dell’utente invece di essere esposti su un server centrale. Questa architettura risponde direttamente alla richiesta della popolazione di sovranità sui propri dati.

Per ottenere questa prova d’identità digitale, i cittadini dovranno ricorrere a metodi di verifica tecnologicamente avanzati. Gli utenti scannerizzeranno la propria carta d’identità fisica e scatteranno un selfie, utilizzando una tecnologia avanzata di riconoscimento facciale per verificare la loro identità confrontandola con i dati dell’Ufficio federale di polizia. Inizialmente il sistema si baserà su questa app sviluppata dal governo, ma la legge lascia aperta la possibilità che in futuro l’e-ID venga ospitata da applicazioni private, purché queste dimostrino di essere sufficientemente sicure. Per mantenere la fiducia, il governo ha promesso controlli frequenti e rigorosi da parte di enti esterni, al fine di individuare le vulnerabilità prima che gli hacker possano sfruttarle.

La minaccia del referendum: la battaglia per la privacy

Nonostante il via libera parlamentare, la questione dell’e-ID non è ancora chiusa. Si profila una forte opposizione: tre movimenti distinti minacciano di far naufragare la legge lanciando un nuovo referendum. Il Partito Pirata e il gruppo per i diritti civili Mass-Voll si stanno mobilitando, sostenendo che le misure di protezione attuali siano insufficienti e che il sistema possa portare a un uso improprio dei dati personali.

«In totale spregio della volontà popolare, il Parlamento vuole comunque introdurre l’e-ID. È inaccettabile!», ha dichiarato Mass-Voll, annunciando una posizione combattiva. Il ricordo del referendum del 2021, nel quale gli elettori svizzeri respinsero nettamente la precedente legge sull’e-ID, incombe sul progetto. Se questi gruppi riusciranno a raccogliere le firme necessarie, il destino del progetto da 100 milioni di franchi tornerà nelle mani dell’elettorato svizzero, trasformando un aggiornamento tecnologico in un acceso scontro politico sui diritti alla privacy.

Oltre la plastica: applicazioni pratiche e progetti pilota

Quando entrerà in funzione, il sistema promette di rivoluzionare le interazioni quotidiane. L’e-ID fungerà da prova d’età valida per acquistare alcolici e da strumento di autenticazione semplice per i servizi pubblici, per esempio per ordinare un passaporto o richiedere prestazioni. È importante sottolineare che il servizio sarà gratuito e del tutto facoltativo: non sostituirà il passaporto o la carta d’identità fisici, ma li affiancherà.

Stiamo già intravedendo alcuni aspetti di questo futuro digitale. Diversi Cantoni stanno sperimentando attivamente la tecnologia; Appenzello Esterno è all’avanguardia con un progetto pilota che permette di conservare digitalmente le licenze per allievi conducenti. Il lancio è previsto per il 2026, ma queste prove regionali sono fondamentali per correggere eventuali problemi. Se avrà successo, l’e-ID potrebbe diventare la chiave principale per la vita civica in Svizzera, relegando la tessera di plastica al passato, a condizione che superi la tempesta politica che potrebbe attenderla.