Vai al contenuto
Swiss Observer

In Svizzera i monumenti storici protetti aumentano del 21%

Dal 2016 il numero di monumenti storici protetti in Svizzera è aumentato del 21%, raggiungendo quasi 91’000 siti nel 2022, a testimonianza di un rafforzamento degli sforzi di conservazione.

AI24 dicembre 2024Il nostro processo editoriale
In Svizzera i monumenti storici protetti aumentano del 21%
AISWI swissinfo.ch

La Svizzera sta vivendo un boom senza precedenti nella conservazione del patrimonio: dal 2016 il numero di monumenti storici protetti è aumentato del 21%. Lunedì l’Ufficio federale di statistica ha confermato che nel 2022 il Paese contava quasi 91’000 siti protetti, una cifra che evidenzia un profondo cambiamento nel modo in cui la Svizzera considera il proprio passato architettonico. Non si tratta soltanto di un adeguamento statistico, ma di una chiara affermazione dell’identità nazionale.

Attualmente i monumenti protetti rappresentano circa il 5% del patrimonio edilizio complessivo della Svizzera. Il Paese conta 4’092 oggetti d’importanza nazionale, mentre l’inventario più ampio dei siti storici censiti, compresi quelli che non godono di una protezione legale rigorosa, ha raggiunto quota 303’482. Si tratta del 12% di tutti gli edifici, ponti, fontane e statue dei Cantoni. Con l’accelerazione della modernizzazione, censire e proteggere questi beni è diventato fondamentale per impedire che la storia visiva della Svizzera venga cancellata dal passare del tempo.

I tesori locali dominano l’inventario

La spinta che alimenta questa crescita della conservazione non nasce nei grandi palazzi federali, bensì nel cuore delle comunità locali. Le statistiche mostrano un aumento del 31% degli edifici protetti d’importanza locale, nettamente superiore al 15% registrato per gli oggetti d’importanza regionale. Questa differenza evidenzia una crescente consapevolezza del valore del patrimonio a livello locale: i Comuni si stanno adoperando con decisione per salvaguardare l’architettura tradizionale che caratterizza il paesaggio svizzero.

Queste designazioni locali sono fondamentali. Proteggono il tessuto della vita quotidiana, dalle fontane dei villaggi ai ponti più piccoli e alle case storiche che non finiscono sui titoli dei giornali internazionali, ma sono essenziali per la coesione culturale dei Cantoni. Puntando su questi beni locali, la Svizzera fa in modo che la protezione del patrimonio non sia un’attività riservata a un’élite, ma una tutela capillare che abbraccia l’intero ambiente costruito.

La protezione archeologica raddoppia

Sotto il suolo è in corso una trasformazione ancora più marcata. La superficie dei perimetri archeologici protetti è più che raddoppiata, con un aumento del 104%, fino a raggiungere 86’419 ettari. Oggi le zone archeologiche protette per legge coprono l’1,3% dell’intero territorio svizzero, un chiaro segnale che il Paese attribuisce priorità a ciò che si trova sotto terra tanto quanto a ciò che emerge in superficie.

In termini assoluti, i siti archeologici sono aumentati del 27%, raggiungendo quota 53’000. Di questi, circa un quarto, ossia 12’651, beneficia di una protezione legale rigorosa. Il numero dei perimetri archeologici definiti, cioè delle zone individuate dai Cantoni come potenzialmente ricche di reperti, è cresciuto del 71%. Questa forte estensione delle aree protette garantirà alle generazioni future l’accesso ai segreti sepolti della storia svizzera, dalle rovine romane alle fondamenta medievali.

La pressione edilizia rafforza la necessità di protezione

Questa forte estensione della protezione è una risposta diretta a una minaccia concreta: la pressione costante delle nuove costruzioni. Come osserva l’Ufficio federale di statistica, questi aumenti riflettono una società alle prese con la necessità di costruire per il futuro e, al tempo stesso, di salvare il passato. Ogni nuovo complesso residenziale o progetto infrastrutturale può mettere a rischio testimonianze storiche non ancora censite, spingendo le autorità ad agire rapidamente per catalogare e proteggere i siti vulnerabili prima che vadano perduti per sempre.

L’aumento è tuttavia dovuto anche, in parte, a ragioni amministrative. L’UST riconosce che i cambiamenti nel metodo di censimento hanno contribuito alla crescita delle cifre, grazie a una rilevazione più precisa del patrimonio. La tendenza resta però inequivocabile. La Svizzera si trova nel mezzo di un delicato equilibrio tra le esigenze dello sviluppo urbano moderno e l’imperativo di salvaguardare la propria anima architettonica. Con l’ampliarsi dell’inventario cresce anche la responsabilità di mantenerlo, ponendo le basi per ulteriori dibattiti sull’utilizzo del territorio e la conservazione negli anni a venire.