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Swiss Observer

La Svizzera rivede il sistema di distribuzione degli antibiotici

Il governo svizzero annuncia importanti modifiche alle norme sulla dispensazione degli antibiotici per combattere la resistenza, segnando una svolta significativa nella politica sanitaria.

La Svizzera rivede il sistema di distribuzione degli antibiotici
AIThe Local Switzerland

La Svizzera dichiara guerra alla pandemia silenziosa della resistenza agli antibiotici. Con una decisione incisiva del 25 giugno, il Consiglio federale ha incaricato l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) di rivedere il sistema nazionale di dispensazione dei medicamenti. Il messaggio è chiaro: è finita l’epoca della distribuzione disinvolta degli antibiotici. Non si tratta di un semplice aggiornamento amministrativo, ma di un intervento fondamentale per salvaguardare l’efficacia della medicina moderna.

Il governo avverte esplicitamente che «ogni volta che si usano antibiotici, possono svilupparsi batteri resistenti». Questa realtà biologica impone un deciso cambiamento di politica. Affrontando la causa alla radice, ossia la disponibilità di medicamenti in eccesso, la Svizzera si pone all’avanguardia nella gestione responsabile dei prodotti farmaceutici. La posta in gioco non potrebbe essere più alta: con l’aumento delle resistenze, le terapie standard rischiano di diventare obsolete. La direttiva del Consiglio federale mira a invertire questa tendenza, affinché questi medicamenti salvavita restino efficaci anche per le generazioni future. L’iniziativa segna un momento cruciale nella politica sanitaria svizzera e privilegia la tutela della salute pubblica a lungo termine rispetto alla comodità commerciale.

L’epidemia di confezioni non corrispondenti

I dati sono allarmanti. In Svizzera, in una percentuale compresa tra il 30 e il 50 per cento dei casi, la quantità di antibiotici prescritta non corrisponde a quella contenuta nelle confezioni del produttore. Questa inefficienza sistemica costringe i pazienti ad acquistare molti più medicamenti di quanti ne richieda la terapia. Per esempio, una cura standard di cinque giorni che necessita di 10 compresse viene spesso fornita in una confezione da 20, lasciando un pericoloso avanzo nelle farmacie domestiche di tutto il Paese.

Questa discrepanza alimenta nei pazienti la pericolosa convinzione che «di più è meglio». Il Consiglio federale ha individuato in queste eccedenze una delle cause principali dell’uso inappropriato. Quando i pazienti si curano da soli con le compresse avanzate, accelerano involontariamente l’evoluzione di superbatteri resistenti. Questa falla strutturale nella catena di approvvigionamento non è soltanto uno spreco, ma compromette attivamente la salute pubblica. Consentendo la vendita di unità in eccesso, il sistema attuale contribuisce al calo dell’efficacia degli antibiotici. L’intervento del governo mira proprio a questa vulnerabilità, con l’obiettivo di colmare una volta per tutte la distanza tra prescrizione e confezione.

Obbligo di dispensazione precisa

La precisione diventa la nuova norma. Per spezzare il ciclo degli sprechi e delle resistenze, il Consiglio federale ha incaricato le autorità di creare una base legale per la dispensazione di antibiotici in quantità parziali. La direttiva è chiara: «La dispensazione di antibiotici in singole unità o in quantità parziali... garantisce che i pazienti ricevano soltanto la quantità di antibiotici di cui hanno effettivamente bisogno». Ciò significa che presto le farmacie dovranno aprire le confezioni e fornire il numero esatto di unità prescritte.

Questa misura raggiunge contemporaneamente due obiettivi cruciali. In primo luogo, elimina le scorte di medicamenti inutilizzati nelle case svizzere, riducendo direttamente il rischio di automedicazione e di resistenze. In secondo luogo, alleggerisce la pressione sulla catena di approvvigionamento. Smettendo di distribuire compresse non necessarie, la Svizzera può ridurre considerevolmente gli sprechi di antibiotici e limitare le carenze di medicamenti. L’UFSP è stato incaricato di sottoporre il progetto a consultazione entro la fine del 2026, con una scadenza precisa per questa trasformazione. Le confezioni uguali per tutti hanno i giorni contati: saranno sostituite da un sistema che privilegia la necessità medica rispetto alla semplicità logistica.

Regole differenziate e possibili sviluppi

Per affrontare la complessità del sistema sanitario svizzero, il governo ha scelto un approccio pragmatico e differenziato. La dispensazione individuale diventerà obbligatoria per le farmacie, ma resterà facoltativa negli studi medici. Questa distinzione tiene conto delle diverse condizioni quadro delle farmacie e della professione medica, per garantire il buon funzionamento del sistema senza imporre oneri eccessivi ai professionisti.

La revisione delle norme sugli antibiotici potrebbe tuttavia essere soltanto l’inizio. Il Consiglio federale ha indicato che verrà esaminata anche la possibilità di introdurre la dispensazione individuale per medicamenti diversi dagli antibiotici. Si apre così la strada a una modernizzazione complessiva della gestione dei prodotti farmaceutici in Svizzera. Sebbene l’attenzione immediata resti concentrata sulla lotta urgente contro la resistenza batterica, il precedente creato potrebbe rivoluzionare l’intero modello di distribuzione dei medicamenti. Mentre il quadro legale prenderà forma nei prossimi due anni, il settore sanitario dovrà prepararsi a un futuro in cui precisione ed efficienza non saranno soltanto auspicate, ma imposte per legge.