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Swiss Observer

La Svizzera riforma le norme sull’adozione dei bambini nati grazie alla procreazione medicalmente assistita

Il Consiglio federale propone di semplificare la procedura di adozione per i bambini concepiti tramite donazione di sperma e altre tecniche di procreazione medicalmente assistita

AI12 settembre 2025Il nostro processo editoriale
La Svizzera riforma le norme sull’adozione dei bambini nati grazie alla procreazione medicalmente assistita
AISWI swissinfo.ch

Il governo svizzero ha compiuto un passo importante verso la modernizzazione del diritto di famiglia, proponendo una riforma per semplificare la procedura di adozione dei bambini nati grazie alla donazione di sperma e ad altre forme di procreazione medicalmente assistita. Venerdì, il Consiglio federale ha sottoposto al Parlamento un progetto di modifica del Codice civile, con l’obiettivo di garantire maggiore sicurezza giuridica ai bambini e alle loro famiglie sin dalla nascita.

Semplificare il riconoscimento giuridico

Il progetto di legge intende affrontare le complessità giuridiche che devono gestire le famiglie che ricorrono alle tecniche di procreazione medicalmente assistita. Si concentra sui casi in cui un bambino è concepito con metodi come la donazione di sperma e vive fin dalla nascita con il genitore legale e il genitore intenzionale. La riforma agevolerà l’adozione formale da parte del genitore intenzionale, che alla nascita non è né il genitore biologico né quello legale, affinché il bambino abbia due genitori legali senza ritardi inutili. Le nuove disposizioni si applicheranno anche ai bambini nati grazie a metodi autorizzati all’estero, come la maternità surrogata, che in Svizzera non è ammessa ma è una realtà per alcune coppie svizzere.

Il fulcro della riforma: eliminare il periodo di attesa

Un elemento centrale della modifica proposta è l’abolizione del periodo obbligatorio di un anno di affido. Secondo il diritto vigente, prima di poterlo adottare legalmente, il genitore intenzionale deve aver avuto il bambino in affido per un anno. Il Consiglio federale ritiene che questo periodo di attesa non sia adeguato ai casi di procreazione medicalmente assistita, in cui il bambino fa parte di un nucleo familiare pianificato sin dalla nascita. Eliminando questo requisito, il governo intende colmare una lacuna nella protezione giuridica e garantire quanto prima il riconoscimento legale del legame del bambino con entrambi i genitori.

Implicazioni più ampie per il diritto di famiglia svizzero

La proposta riflette l’evoluzione in corso in Svizzera delle politiche sociali e riproduttive. Riconosce i diversi modi in cui si formano le famiglie moderne e pone al centro il benessere e la stabilità del bambino. La riforma integra altri sviluppi recenti, come la procedura volta a legalizzare la donazione di ovuli nel Paese. Intervenendo sullo statuto giuridico dei bambini nati grazie alla procreazione medicalmente assistita, compresi quelli concepiti con metodi utilizzati all’estero, il governo svizzero dimostra un approccio pragmatico al diritto di famiglia e lo adegua alle realtà sociali e tecnologiche, affinché tutti i bambini godano di piena protezione e sicurezza giuridica all’interno della propria famiglia.