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La Svizzera riduce la propria impronta ambientale, ma restano delle sfide
Un rapporto dell’Agenzia europea dell’ambiente rileva che dal 2000 l’impatto ambientale della Svizzera si è ridotto di un terzo, ma due terzi dei danni si verificano ancora all’estero

La Svizzera si trova di fronte a una realtà sorprendente: siamo più puliti che mai, eppure continuiamo a vivere al di sopra dei nostri mezzi. Un nuovo rapporto approfondito dell’Agenzia europea dell’ambiente (AEA) rileva che tra il 2000 e il 2022 l’impatto ambientale pro capite della Svizzera è diminuito di ben un terzo. Si tratta di un cambiamento significativo, che indica come le misure di efficienza stiano dando i loro frutti. Questo risultato è tuttavia offuscato da una grave criticità: il Paese continua a oltrepassare i limiti planetari, consumando risorse a un ritmo che la Terra non può sostenere.
I dati, basati su un’analisi approfondita di 38 Paesi, descrivono una nazione che ha imparato a mantenere pulito il proprio territorio, ignorando però il disordine globale. Mentre le emissioni di gas serra e gli inquinanti atmosferici sono crollati a livello nazionale, la pressione complessiva sugli ecosistemi rimane molto elevata. L’AEA avverte che non si tratta soltanto di una questione ecologica, ma di una minaccia diretta alla nostra prosperità e sicurezza. Camminiamo sul filo del rasoio, celebrando successi parziali mentre la tenuta strutturale del nostro ambiente resta compromessa.
Esternalizzare la devastazione: i due terzi nascosti
Ecco la scomoda verità sulla sostenibilità svizzera: esportiamo la devastazione. Ben due terzi dei danni ambientali legati alla domanda interna della Svizzera si verificano al di fuori dei suoi confini. Mentre i nostri laghi sono limpidi e l’aria è respirabile, le nostre abitudini di consumo devastano le catene di approvvigionamento all’estero. Di fatto abbiamo esternalizzato l’inquinamento, creando una facciata incontaminata in patria mentre alimentiamo la deforestazione, le emissioni di carbonio e l’esaurimento delle risorse all’estero.
Questo approccio del «lontano dagli occhi, lontano dal cuore» crea una pericolosa illusione di sostenibilità. Il rapporto dell’AEA sottolinea esplicitamente che questi danni esterni si sommano agli effetti dei cambiamenti climatici e all’incessante sfruttamento eccessivo delle risorse globali. L’elevato tenore di vita della Svizzera è attualmente reso possibile dal degrado ambientale altrove. Per poter parlare di vera sostenibilità, il Paese deve affrontare subito questa disparità. Non possiamo dirci ecologici se la nostra impronta economica lascia una scia di grigio in tutto il mondo.
Successi in patria: quando le politiche danno risultati
Nonostante lo squilibrio globale, gli sforzi compiuti in Svizzera dimostrano che politiche rigorose producono risultati. Il profilo del Paese evidenzia importanti successi nella qualità dell’aria, nella biodiversità forestale e nella gestione delle risorse. Non sono risultati casuali, ma il frutto diretto di interventi mirati. Quando la Svizzera decide di agire, il territorio ne risente. La riduzione degli inquinanti locali dimostra che il quadro normativo svizzero è in grado di porre rimedio ai danni quando viene applicato entro i nostri confini.
Questi successi locali vanno tuttavia considerati un punto di partenza, non un traguardo. I progressi nella stabilizzazione degli ecosistemi forestali e nel miglioramento della qualità dell’aria dimostrano che esiste la volontà politica. Ora la sfida consiste nell’applicare lo stesso rigore alla complessa rete dei consumi che va oltre i confini cantonali. Abbiamo dimostrato di saper gestire il nostro giardino di casa; resta da capire se siamo pronti ad assumerci la responsabilità delle risorse che preleviamo da tutti gli altri.
Legiferare per sopravvivere: la strada urgente da seguire
L’epoca delle raccomandazioni facoltative è finita: è il momento di far rispettare le regole. Per colmare il divario tra i successi nazionali e i fallimenti globali, l’AEA indica leggi federali fondamentali come la legge sul CO2 e la legge sul clima e l’innovazione. Sono gli strumenti di cui la Svizzera deve servirsi per contrastare lo sfruttamento eccessivo delle risorse. Inoltre, iniziative come il Piano d’azione contro lo spreco alimentare e le nuove raccomandazioni per un’alimentazione efficiente dal punto di vista delle risorse non sono semplici esercizi burocratici, ma strategie essenziali per la sopravvivenza.
L’attuazione delle direttive concordate deve essere accelerata con urgenza senza precedenti. L’avvertimento dell’AEA è chiaro: non agire mette a rischio il tenore di vita in tutta Europa. La Svizzera si trova a un bivio. Può continuare a fare affidamento sull’illusione di una purezza importata oppure sfruttare il proprio potere legislativo per creare un’economia davvero sostenibile, che rispetti i limiti planetari. Le basi sono già fissate nelle nostre leggi; ciò che manca è la rapidità nell’attuarle.