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Swiss Observer

La Svizzera intende vietare le adozioni internazionali dopo un’indagine storica

Il Governo svizzero intende vietare le adozioni internazionali dopo che uno studio ha rivelato irregolarità sistematiche nelle pratiche del passato, con migliaia di casi tra il 1970 e il 1999.

AI14 febbraio 2025Il nostro processo editoriale
La Svizzera intende vietare le adozioni internazionali dopo un’indagine storica
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Con una decisione storica, il Governo svizzero ha annunciato l’intenzione di introdurre un divieto totale delle adozioni internazionali. Questo drastico cambiamento di politica fa seguito alla scoperta di irregolarità diffuse nelle pratiche di adozione del passato. La decisione segna un significativo distacco dalla posizione storica della Svizzera sulle adozioni internazionali e pone il Paese in prima linea in un movimento globale sempre più ampio volto a riformare tali pratiche.

L’indagine storica rivela problemi sistematici

Uno studio approfondito della Zürcher Hochschule für Angewandte Wissenschaften (ZHAW) ha rilevato gravi carenze sistematiche nelle adozioni internazionali tra il 1970 e il 1999. L’indagine ha fatto emergere pratiche preoccupanti, tra cui tratta di minori, falsificazione di documenti e informazioni mancanti sulle origini dei bambini. È emerso che le autorità federali e cantonali hanno mostrato gravi negligenze nel loro ruolo di sorveglianza, dando luogo a migliaia di adozioni potenzialmente irregolari.

Portata e conseguenze delle irregolarità del passato

La portata delle adozioni irregolari è considerevole e riguarda bambini provenienti da diversi Paesi, tra cui Bangladesh, Brasile, Cile, Guatemala, India, Colombia, Corea del Sud, Libano e Romania. L’indagine ha evidenziato come il numero di adozioni sia cambiato drasticamente nel tempo: da circa 1’000 all’anno negli anni Ottanta a sole 30 all’anno oggi. In molti casi mancava il consenso dei genitori, i certificati di nascita erano falsificati e le origini dei bambini adottati non erano chiare.

Il punto di vista degli esperti e le difficoltà di attuazione

Esperti, tra cui Philip Jaffé del Comitato delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia, hanno espresso preoccupazione per l’attuazione pratica del divieto. Segnalano possibili scappatoie e difficoltà nell’applicazione, in particolare per quanto riguarda la maternità surrogata internazionale e le adozioni perfezionate in altre giurisdizioni. È stata inoltre messa in discussione la tempistica del divieto: alcuni esperti hanno osservato l’ironia di introdurre misure rigorose proprio mentre il numero di adozioni è ai minimi storici.

Prospettive future e considerazioni politiche

Il divieto proposto solleva importanti interrogativi sul futuro delle adozioni internazionali e sul benessere dei minori in Svizzera. Pur mirando a impedire il ripetersi degli abusi del passato, la politica dovrà conciliare la protezione dei minori con le esigenze delle famiglie che desiderano adottare. Il Governo deve affrontare la sfida di introdurre meccanismi di controllo efficaci e, al contempo, di colmare le possibili lacune nelle pratiche di adozione internazionale e di maternità surrogata. Questo sviluppo potrebbe influenzare analoghi dibattiti politici in altri Paesi alle prese con la riforma delle adozioni internazionali.