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Swiss Observer

La Svizzera pianifica un memoriale a Crans-Montana, il Parlamento approva 20 milioni di franchi di sostegno

La Svizzera ricorderà il primo anniversario dell’incendio di Crans-Montana con una cerimonia commemorativa il 1° gennaio 2027. Il Parlamento ha inoltre approvato un contributo fino a 20 milioni di franchi per sostenere accordi negoziati a favore delle vittime e dei loro familiari.

AI17 settembre 2026Il nostro processo editoriale
La Svizzera pianifica un memoriale a Crans-Montana, il Parlamento approva 20 milioni di franchi di sostegno
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Il 1° gennaio 2027 una cerimonia riporterà Crans-Montana sul luogo della tragedia che ha causato 41 morti e 115 feriti. Il Canton Vallese organizza l’incontro insieme al Comune di Crans-Montana, a un anno dall’incendio del bar Le Constellation. L’evento inizierà alle 10.00 nella sala dello sport del Centro congressi di Crans-Montana.

Saranno invitati i familiari delle persone decedute, i sopravvissuti feriti e le loro famiglie. Parteciperanno anche i soccorritori, il personale medico e rappresentanti delle autorità federali, cantonali e comunali, oltre a delegazioni estere. Le autorità vallesane hanno dichiarato che la cerimonia renderà omaggio alle persone colpite, ringrazierà chi è intervenuto e farà sì che la tragedia resti parte della memoria collettiva.

L’anniversario ha un significato che va ben oltre la località turistica dell’Altipiano. La giovane età di molte vittime e la portata dell’incendio hanno lasciato un segno duraturo in Vallese, in Svizzera e nella comunità internazionale. Christophe Darbellay, presidente del Governo del Canton Vallese, ha dichiarato che l’incontro riaffermerà la solidarietà alle famiglie la cui vita è stata cambiata per sempre. La cerimonia avvierà un percorso commemorativo ufficiale che dovrebbe proseguire con la realizzazione di un memoriale permanente.

Il Parlamento apre la strada a risarcimenti negoziati

Il Parlamento ha approvato un contributo federale massimo di 20 milioni di franchi per aiutare le vittime e i loro familiari a raggiungere accordi senza dover affrontare anni di cause civili. Il Consiglio nazionale ha approvato la disposizione con 106 voti favorevoli e 87 contrari, con quattro astensioni. Il Consiglio degli Stati aveva già approvato la disposizione, ma il disegno di legge dovrà tornare alla Camera alta per risolvere un ultimo punto controverso.

La disposizione consentirebbe alla Confederazione di aggiungere fino a 20 milioni di franchi agli accordi raggiunti nell’ambito di tavole rotonde. Questi colloqui intendono riunire vittime, familiari delle persone decedute, compagnie assicurative, parti potenzialmente responsabili e autorità pubbliche. L’obiettivo è creare un percorso verso accordi extragiudiziali.

Il contributo federale non rappresenta una cifra definitiva di risarcimento per alcun individuo. La legge prevede un possibile contributo supplementare nell’ambito di accordi negoziati, le cui condizioni dovranno ancora essere definite dalle parti. Sostenendo la mediazione, il Parlamento intende ridurre il rischio di procedimenti civili prolungati dopo una tragedia che ha già comportato ingenti costi personali e finanziari per i sopravvissuti e le loro famiglie.

Il voto coinvolge più direttamente anche la Confederazione, accanto al Vallese, nella gestione delle conseguenze dell’incendio e delle richieste di responsabilità e sostegno.

Sopravvissuti e famiglie affrontano una lunga ripresa

Il processo di accordo dovrà tenere conto di due gruppi distinti di sopravvissuti: le famiglie che hanno perso un loro caro e le 115 persone ferite nell’incendio. Le loro necessità possono riguardare cure mediche, riabilitazione, assistenza psicologica, perdita di reddito e conseguenze a lungo termine di lesioni permanenti. Secondo la fonte, la riabilitazione delle vittime è in corso, mentre una fondazione che le rappresenta ha chiesto fondi supplementari.

Le tavole rotonde previste sono concepite per includere anche soggetti diversi dalle famiglie direttamente colpite. Vi prenderanno parte assicuratori, altre parti potenzialmente responsabili e autorità, creando una sede in cui valutare collettivamente richieste e responsabilità. Qualsiasi accordo dipenderà dalle trattative tra le parti e permetterà di evitare l’incertezza, i costi e la durata di cause civili separate.

Il tetto di 20 milioni di franchi assegna alla Confederazione un ruolo definito nel contribuire a raggiungere gli accordi. Non elimina la necessità di accertare le responsabilità o stabilire come valutare le singole richieste. Queste questioni restano centrali nelle trattative e per la fiducia che i sopravvissuti ripongono nel processo.

Per il Vallese, la sfida consiste nel portare avanti i colloqui mantenendo al centro le persone la cui salute, vita familiare e sicurezza finanziaria sono state sconvolte dall’incendio. La decisione parlamentare fornisce un quadro di riferimento, mentre i dettagli saranno definiti al tavolo delle trattative.

Il Vallese avvia la realizzazione di un memoriale permanente

La cerimonia di gennaio è il primo appuntamento pubblico di un percorso commemorativo che, secondo il Vallese, proseguirà anche dopo l’anniversario. Il Cantone e il Comune di Crans-Montana stanno collaborando con un’organizzazione indipendente della società civile alla realizzazione di un memoriale permanente. Le autorità non ne hanno ancora annunciato il progetto definitivo né l’ubicazione, ma ne hanno definito lo scopo: preservare la memoria delle persone decedute e riconoscere l’esperienza dei sopravvissuti, delle famiglie e dei soccorritori.

L’evento renderà omaggio anche alle squadre di soccorso e al personale medico intervenuti durante e dopo l’incendio. La loro presenza riflette l’ampiezza dell’impatto della tragedia, dalle operazioni di soccorso immediate alle cure tuttora prestate alle persone ferite. Sono attesi rappresentanti delle autorità federali, cantonali e comunali, oltre a delegazioni estere, dando alla cerimonia una dimensione nazionale e internazionale.

Darbellay ha descritto la memoria come una responsabilità pubblica condivisa. Questo approccio colloca il memoriale nella vita civica del Vallese, anziché considerarlo soltanto un tributo privato delle famiglie. Offre inoltre a Crans-Montana un luogo in cui documentare quanto accaduto per i residenti, i visitatori e le generazioni future.

L’anno a venire sarà quindi caratterizzato sia dal ricordo sia dalle trattative sui risarcimenti e dalla prosecuzione della riabilitazione. La cerimonia offrirà una data fissa per il lutto collettivo, mentre il processo di accordo e il progetto del memoriale definiranno in termini concreti il modo in cui la Svizzera farà tesoro della tragedia.