politica estera svizzera
La Svizzera mantiene aperti i canali diplomatici nei conflitti in Iran e Ucraina
Il ministro degli affari esteri Ignazio Cassis afferma che la Svizzera continuerà a offrire canali diplomatici nei conflitti in fase di stallo che coinvolgono l’Iran e l’Ucraina. Ha sottolineato che Berna può facilitare il dialogo, ma non dispone del potere delle grandi potenze per imporre accordi.

La Svizzera mantiene aperti i suoi canali mentre i principali sforzi di pace restano bloccati. Il ministro degli affari esteri Ignazio Cassis ha dichiarato a New York il 24 settembre che Berna continuerà a cercare di sostenere i processi diplomatici legati all’Iran e all’Ucraina, anche se la Svizzera non può costringere nessuna delle due parti a scendere a compromessi.
La dichiarazione riflette i limiti e la funzione della politica estera svizzera. Berna può offrire contatti discreti, ospitare discussioni e contribuire a verificare possibili aperture. Non può mettere sul tavolo il peso politico e militare che Washington può portare nei negoziati che coinvolgono le grandi potenze.
Cassis ha espresso chiaramente questo concetto nel valutare il ruolo degli Stati Uniti nei conflitti globali. «Senza gli Stati Uniti, in questo mondo non succede granché», ha detto ai giornalisti, riconoscendo al contempo che i metodi di Washington e il linguaggio del presidente Donald Trump possono suscitare critiche.
Il valore della Svizzera risiede nell’accesso e nella credibilità. La lunga tradizione di dialogo con le parti avverse offre ai funzionari svizzeri una via d’accesso a conversazioni che la diplomazia pubblica può precludere. Gli incontri di Cassis a New York con il ministro degli affari esteri iraniano Abbas Araghchi e il ministro degli affari esteri russo Sergei Lavrov hanno mostrato Berna impegnata a utilizzare questi canali in un momento difficile per la diplomazia internazionale.