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Swiss Observer

La Svizzera introduce l’obbligo di videoregistrazione per il turismo del suicidio assistito

Il Cantone di Soletta introduce una misura senza precedenti che impone la documentazione video delle procedure di suicidio assistito per cittadini stranieri, con l’obiettivo di ridurre i costi a carico dello Stato.

AI21 febbraio 2025Il nostro processo editoriale
La Svizzera introduce l’obbligo di videoregistrazione per il turismo del suicidio assistito
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Con una decisione pionieristica, il Cantone di Soletta ha introdotto l’obbligo di documentare con un video le procedure di suicidio assistito che coinvolgono cittadini stranieri. Questa misura senza precedenti, attuata tramite un accordo con l’organizzazione Pegasos, che opera a favore del diritto di morire, segna un cambiamento significativo nella gestione dei casi di suicidio assistito in Svizzera. Il video deve mostrare chiaramente che è la persona stessa a compiere l’atto finale, fornendo una prova inconfutabile dell’autosomministrazione, un requisito legale fondamentale nei casi di suicidio assistito in Svizzera.

Conseguenze finanziarie

La nuova misura ha importanti conseguenze finanziarie sia per il Cantone sia per le persone che chiedono il suicidio assistito. In precedenza, ogni caso che coinvolgeva un cittadino straniero costava al Cantone di Soletta circa CHF 3’000 in spese d’indagine. Con il nuovo accordo, i costi sono scesi a CHF 1’000-2’000 per caso. Le spese sono ora a carico dell’organizzazione per il diritto di morire e, in ultima analisi, della persona che richiede il servizio. Il costo complessivo dei servizi di suicidio assistito, compresi questi nuovi requisiti, ammonta a circa CHF 10’000 per persona.

Ripercussioni sulle famiglie e sulle procedure

Il nuovo accordo ha migliorato notevolmente l’esperienza delle famiglie in lutto. In precedenza, la presenza delle squadre d’inchiesta interrompeva il commiato e aggiungeva ulteriore stress emotivo a un momento già difficile. Secondo Pegasos, il nuovo sistema permette alle famiglie di preservare la propria privacy durante questi momenti intimi, senza l’interruzione di indagini ufficiali immediate. La salma viene ora trasferita all’istituto di medicina legale della città di Basilea per gli accertamenti, rendendo la procedura più efficiente senza rinunciare alla necessaria vigilanza.

Dati attuali e previsioni future

Il suicidio assistito in Svizzera interessa un numero considerevole di persone: ogni anno vi fanno ricorso oltre 1’700 residenti svizzeri e più di 500 cittadini stranieri. Gli esperti prevedono che queste cifre raddoppieranno entro il 2035, a conferma della crescente importanza di sistemi di gestione efficienti e sostenibili. L’aumento della domanda ha spinto i Cantoni a cercare soluzioni innovative per gestire i casi e impiegare le risorse in modo efficace.

Risposte cantonali e sfide

Mentre il modello di Soletta ha suscitato grande attenzione in tutta la Svizzera, gli altri Cantoni continuano a confrontarsi con i costi delle indagini e la ripartizione delle risorse. I precedenti tentativi di evitare queste spese si sono scontrati con ostacoli giuridici, poiché il Codice di procedura penale svizzero impone indagini in caso di morte non naturale. Alcuni Cantoni sono riusciti a ridurre i costi consultando le organizzazioni per il diritto di morire, ma il modello di documentazione video di Soletta resta unico per il modo in cui copre le spese. Organizzazioni come Exit Deutsche Schweiz sostengono tuttavia che questa soluzione accresce l’onere finanziario per chi ricorre ai servizi di fine vita.