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La Svizzera sospende i finanziamenti all’UNRWA per timori di legami con il terrorismo
Una commissione del Consiglio degli Stati ha votato per sospendere immediatamente il sostegno finanziario all’UNRWA, in seguito ad accuse di possibili legami con il terrorismo, in attesa della decisione definitiva del Consiglio degli Stati.

La Svizzera traccia una linea netta. Con una mossa decisiva che riecheggia nelle sale di Palazzo federale, la Commissione della politica estera del Consiglio degli Stati ha votato per sospendere immediatamente il sostegno finanziario all’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei profughi palestinesi (UNRWA). Non si tratta di una semplice pausa, ma di uno scontro diretto con lo status quo degli aiuti internazionali.
La decisione è stata presa con un margine risicatissimo. In seno alla commissione si è verificata una parità, con 6 voti a 6, che ha reso necessario un intervento decisivo. Marco Chiesa, dell’Unione democratica di centro (UDC), ha espresso il voto determinante, sancendo di fatto la posizione della commissione contro l’agenzia. La mossa allinea la commissione del Consiglio degli Stati al Consiglio nazionale, che già lo scorso settembre aveva dato il proprio assenso a un’interruzione dei finanziamenti. Il messaggio da Berna è sempre più chiaro: il denaro dei contribuenti svizzeri non deve essere versato senza garanzie assolute di responsabilità.
Possibili legami con il terrorismo, tolleranza zero
La motivazione alla base della sospensione è inequivocabile: la Svizzera rifiuta di finanziare possibili attività terroristiche. La commissione ha affermato chiaramente che la Confederazione «non dovrebbe fornire sostegno finanziario a un’organizzazione con possibili legami con il terrorismo». Questa posizione, sostenuta dal parlamentare UDC David Zuberbühler, riflette una crescente insofferenza nei confronti di ogni incertezza sulla destinazione finale degli aiuti umanitari svizzeri.
Gli oppositori sostengono che tagliare questa fonte di finanziamento sarebbe «tragico» per la popolazione civile, ma la commissione non intende cedere. A suo avviso, la missione umanitaria non richiede necessariamente l’infrastruttura specifica dell’UNRWA. La commissione promuove invece soluzioni alternative e suggerisce esplicitamente di integrare gli aiuti nelle attività dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR). Questo cambiamento di rotta suggerisce che Berna non stia abbandonando il popolo palestinese, ma chieda un canale chiaro e verificabile per i propri contributi umanitari.
Scontro legislativo: la strada verso la sessione primaverile
La decisione definitiva si avvicina. La commissione si è espressa, ma il Consiglio degli Stati nel suo insieme si pronuncerà durante la cruciale sessione parlamentare primaverile, in programma dal 26 febbraio al 15 marzo. La prossima sessione si preannuncia come un terreno di scontro legislativo, nel quale sarà definito il futuro della politica estera svizzera in Medio Oriente.
Nel frattempo, la commissione ha rafforzato il controllo procedurale. Con una votazione di 9 a 4, ha accolto una mozione modificata che prevede la consultazione delle commissioni della politica estera prima di qualsiasi futuro contributo all’UNRWA. Sono inoltre state imposte condizioni rigorose: i fondi devono essere utilizzati esclusivamente a favore della popolazione civile. Questo ulteriore livello di controllo burocratico impedisce al Consiglio federale di eludere la vigilanza parlamentare e restituisce saldamente ai legislatori il potere di decidere sulla spesa pubblica.
Alternative umanitarie e proposte respinte
La commissione ha respinto in modo sistematico le iniziative a favore dell’UNRWA. In un netto rifiuto dello status quo, ha votato 7 a 2 contro un’iniziativa del Canton Ginevra che chiedeva alla Svizzera di versare il proprio contributo «senza ulteriori indugi». Anche le petizioni di importanti organizzazioni, tra cui Amnesty International e il Centro per l’azione non violenta, sono state respinte senza opposizione.
La commissione ha tuttavia accantonato una mozione che chiedeva di destinare direttamente alla popolazione palestinese il contributo del 2024, giudicandone il testo «superato». Ciò indica una strategia complessa, in cui le proposte non più attuali vengono messe da parte per concentrarsi su una nuova direzione: sostituire l’UNRWA con agenzie come l’UNHCR. Mentre la Svizzera rivede la propria strategia in materia di aiuti esteri, il messaggio è chiaro: il sostegno umanitario continuerà, ma le modalità di erogazione subiranno una profonda revisione.