affari internazionali
La Svizzera congela averi siriani per 99 milioni di CHF
Le autorità svizzere mantengono l’allineamento con le sanzioni dell’UE e bloccano fondi siriani ingenti nell’ambito della pressione internazionale.

La Svizzera ha adottato misure decisive congelando averi siriani per un valore di 99 milioni di CHF (circa 112 milioni di USD), come confermato dalla Segreteria di Stato dell’economia. Questa importante misura finanziaria testimonia il costante impegno della Svizzera a favore delle sanzioni internazionali contro il regime siriano.
Contesto e retroscena
Le misure del governo svizzero si fondano su un’ordinanza di lunga data concernente provvedimenti nei confronti della Siria, introdotta per la prima volta il 18 maggio 2011. L’iniziativa era stata coordinata con le sanzioni dell’Unione europea, adottate in risposta alla repressione violenta della popolazione civile da parte delle forze armate e di sicurezza siriane. Le banche svizzere avevano già iniziato a prendere le distanze dagli affari con la Siria negli anni 2000, contribuendo a mantenere relativamente modesto l’ammontare degli averi del regime di Assad attualmente depositati su conti svizzeri.
Sviluppi recenti
Con una recente intensificazione delle misure, la Svizzera ha aggiunto tre ministri del regime di Assad alla lista delle sanzioni. Queste persone sono soggette a divieti d’entrata e vengono indicate come parzialmente responsabili della persistente repressione violenta della popolazione civile siriana. Inoltre, le autorità svizzere hanno avviato un’azione legale contro Rifaat al-Assad, zio di Bashar al-Assad, accusandolo di crimini di guerra e crimini contro l’umanità in relazione al massacro di Hama del 1982.
Impatto e allineamento internazionale
Le misure della Svizzera dimostrano il suo costante allineamento con la politica sanzionatoria dell’UE. La SECO ha confermato che le sanzioni svizzere resteranno in vigore finché saranno mantenute quelle dell’UE. Questo coordinamento mette in evidenza il ruolo della Svizzera negli sforzi internazionali volti a mantenere la pressione sul regime siriano. L’ammontare relativamente modesto degli averi congelati riflette sia il regime sanzionatorio di lunga data sia il precedente ritiro delle banche svizzere dai rapporti d’affari con la Siria.