protezione degli animali
Il Parlamento sostiene il controprogetto al divieto d’importazione del foie gras
Il Parlamento ha raccomandato agli elettori di respingere un’iniziativa popolare che chiede di vietare le importazioni di foie gras, sostenendo al contempo un controprogetto indiretto volto a ridurne gradualmente il consumo. La questione sarà ora sottoposta a votazione popolare.

La controversia sul foie gras in Svizzera sarà sottoposta agli elettori, dopo che entrambe le Camere del Parlamento hanno sostenuto un controprogetto e raccomandato di respingere l’iniziativa sul divieto d’importazione. Martedì 15 settembre 2026, il Consiglio degli Stati ha appianato le ultime divergenze parlamentari, allineandosi alla posizione già adottata dal Consiglio nazionale.
Entrambe le Camere sostengono il rifiuto
Il Consiglio degli Stati ha approvato la raccomandazione di votare no con 28 voti contro 11 e quattro astensioni. Il Consiglio nazionale era giunto alla stessa conclusione già in marzo, con 105 voti contro 58 e 21 astensioni. Queste cifre conferiscono alla raccomandazione del Parlamento una chiara maggioranza in entrambe le Camere, anche se la decisione finale spetterà all’elettorato.
Il controprogetto mantiene legali le importazioni
Il controprogetto indiretto manterrebbe legali le importazioni di foie gras, cercando al contempo di ridurne il consumo mediante nuove disposizioni di legge. Il Parlamento ha quindi respinto un divieto diretto e scelto un approccio graduale. La fonte non specifica nel dettaglio il contenuto di queste disposizioni né stabilisce un obiettivo di riduzione delle vendite o dei consumi. La misura si applicherebbe al foie gras e ad altri prodotti a base di fegato d’oca o d’anatra.
Le regole sull’etichettatura fanno da sfondo alla politica
I consumatori svizzeri sono già soggetti a obblighi d’informazione legati alla produzione del foie gras. Dal 1° luglio 2025, il foie gras venduto in Svizzera deve riportare un’indicazione sulle pratiche dolorose utilizzate per produrlo. L’obbligo di etichettatura informa i consumatori al momento dell’acquisto, mentre il nuovo controprogetto ricorrerebbe a ulteriori disposizioni di legge per cercare di ridurre gradualmente i consumi. L’iniziativa, presentata nel 2023, passa ora dall’esame parlamentare alla campagna nazionale. Gli elettori decideranno se accettare il divieto d’importazione proposto o seguire la raccomandazione del Parlamento e respingerlo, con il controprogetto quale alternativa legislativa.