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Swiss Observer

Per le autorità svizzere il rischio di malaria aeroportuale resta molto basso

L’Ufficio federale della sanità pubblica afferma che il rischio di malaria aeroportuale resta molto basso, nonostante i recenti casi nei pressi dell’aeroporto di Francoforte. L’articolo spiega come la malaria possa raggiungere l’Europa tramite zanzare infette trasportate sugli aerei, i casi storici registrati in Svizzera e le precauzioni adottate negli aeroporti svizzeri.

AI16 settembre 2026Il nostro processo editoriale
Per le autorità svizzere il rischio di malaria aeroportuale resta molto basso
AISWI swissinfo.ch

Secondo l’Ufficio federale della sanità pubblica, il rischio di malaria aeroportuale in Svizzera è molto basso, mentre le autorità indagano sui casi nei pressi dell’aeroporto di Francoforte. La valutazione fa seguito alle notizie secondo cui, durante l’estate, sei dipendenti dell’aeroporto di Francoforte hanno contratto la malaria, due dei quali sono morti, e in seguito si sono ammalati anche due residenti del quartiere di Schwanheim, senza aver viaggiato all’estero né lavorato in aeroporto.

Il livello di allerta in Svizzera non è cambiato, ha dichiarato l’UFSP a Keystone-SDA. La malaria è una malattia soggetta a notifica in Svizzera: medici e laboratori segnalano alle autorità i casi confermati. Ogni anno si registrano circa 300 casi, quasi tutti in persone che hanno contratto la malattia all’estero.

I casi di Francoforte hanno attirato l’attenzione perché indicano una rara via di trasmissione in Europa. Una zanzara infetta in un Paese in cui la malaria è endemica può sopravvivere a un volo, uscire da un aereo o da una struttura aeroportuale e pungere persone nelle vicinanze. Questa eventualità è insolita, ma è già stata documentata in Svizzera.

La valutazione attuale per la Svizzera riflette la rarità della trasmissione locale, non l’assenza di qualsiasi possibilità. L’UFSP non ha segnalato cambiamenti nel livello di rischio nazionale né individuato un focolaio paragonabile nei pressi di un aeroporto svizzero.

Seguire il percorso della zanzara dall’aereo alla comunità

Ogni anno circa 300 casi di malaria vengono registrati in Svizzera, ma quasi tutti hanno origine all’estero. La malaria è causata da parassiti trasmessi attraverso la puntura di zanzare infette. In Svizzera, la via più comune è il rientro di una persona da una regione in cui la malaria è endemica, non l’arrivo di una zanzara a bordo di un aereo.

La malaria aeroportuale segue una catena diversa. Una zanzara infetta può essere trasportata in aereo da un Paese in cui la malaria è presente. Se sopravvive al viaggio e in seguito punge qualcuno nei pressi dell’aeroporto, quella persona potrebbe infettarsi senza lasciare la Svizzera. La zanzara non genera la malattia: trasporta parassiti contratti in precedenza da un essere umano.

Lo scenario presuppone che si verifichino in sequenza diversi eventi: una zanzara infetta deve entrare in un aereo, restare in vita durante il trasporto, uscire in un ambiente adatto e trovare persone da pungere. Queste condizioni aiutano a spiegare perché l’UFSP continui a valutare come molto basso il rischio per la Svizzera.

La malattia può manifestarsi anche a distanza di tempo dall’infezione. Per questo l’anamnesi dei viaggi è importante nella valutazione medica. In caso di febbre dopo il rientro da un Paese in cui la malaria è endemica, i medici possono pensare a una diagnosi nota. Se il paziente non ha viaggiato, i medici e le autorità sanitarie devono prendere in considerazione spiegazioni meno comuni, compresa la trasmissione legata a un aeroporto.

Ricordare il focolaio ginevrino di cinque casi

Nell’estate del 1989 a Ginevra sono stati registrati cinque casi di malaria contratti localmente. I pazienti non avevano viaggiato in una regione in cui la malaria è endemica e, secondo studi sui casi pubblicati nel 1990, vivevano tutti entro due chilometri dall’aeroporto di Ginevra-Cointrin.

Questo focolaio resta il più chiaro esempio svizzero di malaria aeroportuale citato dalle autorità. Mostra inoltre perché le autorità sanitarie svizzere continuino a seguire questa eventualità, anche se le infezioni importate rappresentano quasi tutti i casi annuali. I pazienti ginevrini erano accomunati dalla vicinanza geografica, non da un viaggio noto in un Paese in cui la malaria è endemica.

L’episodio storico non dimostra che ogni caso inspiegato di malaria nei pressi di un aeroporto abbia la stessa causa. Gli investigatori devono esaminare gli spostamenti dei pazienti, le tempistiche, le specie di zanzara, le condizioni locali e gli eventuali legami tra i casi. Questi dettagli sono essenziali per distinguere la malaria aeroportuale dalle infezioni contratte all’estero.

Anche la geografia della Svizzera e la rete aeroportuale sono importanti. Ginevra, Zurigo e Basilea accolgono un intenso traffico internazionale di passeggeri, ma l’UFSP non ha segnalato un focolaio attuale paragonabile a quello ginevrino del 1989. La conclusione attuale dell’agenzia si basa quindi sui dati disponibili della sorveglianza svizzera, mentre i vecchi casi di Ginevra ricordano che una trasmissione rara può verificarsi.

I casi di Francoforte spingono l’indagine nelle vie dei dintorni

Gli ultimi casi di Francoforte hanno esteso l’indagine oltre il perimetro dell’aeroporto. Durante l’estate si sono infettati sei dipendenti dell’aeroporto, due dei quali sono morti. Martedì sera le autorità hanno dichiarato che erano stati colpiti anche due residenti di Schwanheim, a circa cinque chilometri dall’aeroporto di Francoforte. Nessuno dei due aveva viaggiato all’estero o lavorato in aeroporto.

L’autorità sanitaria di Francoforte ha classificato i casi come malaria aeroportuale e ha dichiarato che zanzare Anopheles infette potrebbero essere arrivate a bordo di un aereo da una regione in cui la malaria è endemica. Secondo le stime delle autorità, le zanzare possono volare per cinque-dieci chilometri, una distanza che potrebbe collegare l’area aeroportuale ai quartieri vicini. È ancora in corso l’indagine per stabilire se le infezioni dei residenti siano legate ai precedenti casi tra i dipendenti.

L’episodio di Francoforte si è verificato vicino alla Svizzera, ma la sola vicinanza non modifica la valutazione svizzera. I casi non sono stati segnalati in Svizzera e l’UFSP ha dichiarato che le nuove informazioni non cambiano la sua valutazione del rischio negli aeroporti svizzeri.

Le autorità sanitarie europee seguiranno comunque da vicino l’indagine. Potrebbe chiarire per quanto tempo sopravvivono le zanzare importate, quanto si allontanano dalle strutture aeroportuali e quali condizioni ambientali consentono la trasmissione locale.

Mantenere l’attenzione sul rischio dei viaggi mentre la Svizzera monitora l’Europa

Secondo i dati svizzeri disponibili, per chi vive in Svizzera il principale rischio di malaria resta legato ai viaggi internazionali. Nel Paese si registrano circa 300 casi all’anno e quasi senza eccezioni le infezioni sono contratte all’estero. La valutazione dell’UFSP sulla malaria aeroportuale non esime i medici dal chiedere informazioni sui viaggi quando i pazienti presentano sintomi compatibili con la malaria.

L’agenzia ha inoltre confermato che in passato la malaria aeroportuale si è verificata in Svizzera. Questa combinazione di fatti determina la risposta di sanità pubblica: la sorveglianza ordinaria deve proseguire, evitando al contempo di presentare un evento raro come un pericolo comune. Le informazioni disponibili non segnalano nuovi avvisi per gli aeroporti svizzeri né misure speciali adottate dopo i casi di Francoforte.

Chi rientra da regioni in cui la malaria è endemica dovrebbe seguire le indicazioni mediche relative alla destinazione e rivolgersi rapidamente a un medico in caso di malessere. I medici potrebbero dover prendere in considerazione la malaria anche quando i sintomi compaiono con ritardo, soprattutto se il paziente ha viaggiato di recente.

L’UFSP continuerà a valutare i dati provenienti dalla Svizzera e dai Paesi limitrofi. Per ora il messaggio è preciso: la malaria aeroportuale è possibile, è stata documentata nella storia svizzera e continua a essere considerata molto improbabile negli aeroporti svizzeri.