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Swiss Observer

Il marchio orologiero svizzero Corum torna sotto proprietà svizzera

Lo storico produttore di orologi Corum torna sotto proprietà svizzera con un’operazione di management buyout dai proprietari cinesi, segnando un cambiamento significativo nel settore dell’orologeria di lusso.

Il marchio orologiero svizzero Corum torna sotto proprietà svizzera
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Dopo dodici anni sotto controllo straniero, l’iconico orologiaio Corum è tornato in mani svizzere. Con una decisione che scuote le fondamenta del settore dell’orologeria di lusso, il produttore con sede a La Chaux-de-Fonds è stato rilevato dal gruppo quotato a Hong Kong Citychamp Watch & Jewellery Group. Non si tratta soltanto di un’operazione finanziaria, ma del rimpatrio di un patrimonio svizzero.

Dal 2013 Corum ha affrontato le complessità della proprietà asiatica, un periodo durante il quale l’attività del marchio è stata «notevolmente ridotta». L’annuncio odierno segna una svolta improvvisa e benvenuta. L’acquisizione garantisce il pieno controllo sul destino del marchio, assicurando che ogni brevetto, archivio e elemento di proprietà intellettuale ritorni al luogo d’origine. Con la fine dei rapporti con Citychamp, Corum manifesta un forte impegno verso le proprie origini, fondate da René Bannwart nel 1955. Questa transizione rappresenta una vittoria importante per l’ecosistema orologiero svizzero: il recupero di un nome storico in un momento in cui il settore ha un disperato bisogno di successi nazionali.

Il colpo dell’insider: Mehmedovic assume la guida

A guidare questo ambizioso buyout non è un finanziere lontano dalla realtà aziendale, ma un uomo che conosce il cuore pulsante dell’impresa: Haso Mehmedovic. In una storia che ricorda la classica ascesa nel settore, Mehmedovic è passato dalla precisione del banco dell’orologiaio al potere della sala riunioni. Dopo aver scalato i ranghi fino a diventare direttore delle vendite internazionali, assume ora le redini come CEO e presidente del consiglio di amministrazione.

Sostenuta da un gruppo di investitori svizzeri esperti, l’acquisizione di Mehmedovic è una mossa strategica di grande abilità. La sua profonda conoscenza operativa contrasta nettamente con lo stile di gestione spesso distaccato dei grandi conglomerati. «Tutti gli attivi industriali e commerciali... resteranno in mani svizzere», ha dichiarato la nuova dirigenza, tracciando una linea netta. È un management buyout guidato dalla competenza, non soltanto dal capitale. L’ascesa di Mehmedovic da artigiano tecnico a proprietario lascia presagire un ritorno a una direzione aziendale incentrata sul prodotto, una filosofia spesso smarrita nell’era del consolidamento globale del lusso.

Pianificare il futuro: il rilancio del 2026

La nuova proprietà non perde tempo e fissa un calendario ambizioso. Il 2025 è stato indicato come anno di consolidamento e di rafforzamento delle collezioni esistenti, mentre gli occhi del settore sono puntati sulla metà del 2026. Corum ha annunciato un «rilancio globale completo», una promessa audace che fa pensare a un rinnovamento radicale dell’identità del marchio.

Nel settantesimo anniversario del marchio, la posta in gioco non potrebbe essere più alta. La strategia si concentra esplicitamente su una «rinnovata attenzione all’identità fondamentale del marchio e al suo celebre patrimonio». Ciò indica un allontanamento dalle recenti fasi sperimentali e un ritorno ai design audaci e d’avanguardia che hanno caratterizzato Corum alla fine del XX secolo. Il conto alla rovescia per il 2026 è iniziato e la nuova dirigenza svizzera è sottoposta a una forte pressione: deve dimostrare che l’indipendenza può favorire l’innovazione meglio dell’integrazione in un conglomerato aziendale.

Contro la flessione: una scommessa audace

La liberazione di Corum arriva in un momento di notevoli turbolenze economiche. Il settore orologiero svizzero sta affrontando una grave flessione del lusso, con i principali operatori che ridimensionano le attività e le esportazioni che incontrano ostacoli, a marzo 2025. In questo contesto, la decisione di Citychamp di cedere un marchio con un’«attività ridotta» potrebbe sembrare una ritirata, ma per Mehmedovic e i suoi investitori è un contrattacco ponderato.

Mentre i concorrenti arretrano, Corum avanza. Acquisire un’attività in difficoltà durante una flessione del mercato è una manovra ad alto rischio e alto potenziale, che sfida il pessimismo prevalente. Con la proprietà radicata in Svizzera e le attività semplificate, la nuova dirigenza scommette che nei prossimi anni agilità e autenticità prevarranno sulle dimensioni. Mentre il settore si contrae, il ritorno all’indipendenza di Corum si erge a simbolo di resilienza, sfidando la narrazione del declino con una storia di rinascita.