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Swiss Observer

Il Consiglio degli Stati rilancia l’accordo commerciale con il Mercosur nonostante le proteste agricole

Il Consiglio degli Stati ha approvato l’accordo commerciale con il Mercosur con 35 voti contro sette, stanziando nel contempo 517 milioni di CHF per l’agricoltura. L’accordo torna ora al Consiglio nazionale, dove era stato respinto in precedenza in seguito all’opposizione degli agricoltori e della sinistra politica.

AI15 settembre 2026Il nostro processo editoriale
Il Consiglio degli Stati rilancia l’accordo commerciale con il Mercosur nonostante le proteste agricole
AISWI swissinfo.ch

Il 15 settembre il Consiglio degli Stati ha votato con 35 voti contro sette, rilanciando un accordo commerciale che il Consiglio nazionale aveva respinto solo pochi mesi fa. La decisione rinvia l’accordo AELS-Mercosur al Consiglio nazionale, dove gli agricoltori e i partiti di sinistra avevano già raccolto un’opposizione sufficiente a bloccarlo.

Il Consiglio degli Stati ha abbinato l’approvazione a 517 milioni di CHF per l’agricoltura svizzera dal 2028 al 2033. La somma mira a rendere l’accordo politicamente sostenibile dopo che gli agricoltori avevano chiesto un sostegno nettamente maggiore. La loro proposta prevedeva 880 milioni di CHF tra il 2028 e il 2035, una cifra respinta dal Consiglio degli Stati.

Il voto riporta al centro della sessione autunnale delle Camere federali la protezione dell’agricoltura, il commercio estero e gli standard ambientali. L’accordo ridurrebbe i dazi per gli esportatori svizzeri e aprirebbe nuove opportunità commerciali in Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. Aumenterebbe inoltre le quote per alcune importazioni sudamericane, tra cui carne e vino.

Il Consiglio nazionale dovrà ora riesaminare il trattato. Il suo precedente rifiuto era seguito a una campagna delle organizzazioni agricole e di un blocco di sinistra, che contestavano il fallimento delle proposte contro la deforestazione e il lavoro forzato. Lunedì il Consiglio degli Stati ha nuovamente respinto queste proposte, mantenendo le disposizioni più controverse dell’accordo.

Gli agricoltori valutano il costo del compromesso

Il pacchetto agricolo approvato è inferiore di 363 milioni di CHF rispetto alla richiesta del settore agricolo. Questo divario spiega perché il compromesso resta esposto a rischi quando il Consiglio nazionale tornerà a occuparsi dell’accordo.

Gli agricoltori temono che ulteriori importazioni dal Sud America mettano sotto pressione i produttori nazionali, già confrontati con margini ridotti e costi di produzione elevati. Il trattato imporrebbe alla Svizzera di ammettere quote sudamericane, facendo arrivare sul mercato elvetico più carne e vino dal blocco del Mercosur. I produttori sostengono che importazioni meno costose potrebbero svalutare la produzione svizzera, che comporta costi maggiori e deve rispettare le rigorose norme produttive del Paese.

Il ministro dell’economia Guy Parmelin respinge un legame diretto tra l’accordo e le attuali difficoltà dell’agricoltura. Afferma che l’intesa migliorerà anche le condizioni per le esportazioni agricole svizzere, oltre a creare opportunità per altri settori. Questa argomentazione non ha risolto la controversia sulla concorrenza delle importazioni né sull’entità delle compensazioni.

I fondi approvati dal Consiglio degli Stati coprono sei anni, mentre la proposta degli agricoltori ne copriva otto. La differenza riguarda sia l’importo sia la durata del sostegno statale. Spetta al Parlamento decidere se il pacchetto offra una protezione sufficiente per garantire l’approvazione senza creare un onere a lungo termine maggiore per il bilancio federale.

Risparmi commerciali e richieste ambientali

Con l’accordo, gli esportatori svizzeri potrebbero risparmiare 150 milioni di CHF all’anno sui dazi doganali. Concluso nel 2025 dall’AELS e dal Mercosur, il trattato garantirebbe alle imprese svizzere un accesso più favorevole ai mercati del blocco sudamericano.

I risparmi previsti sono uno degli argomenti centrali a favore della ratifica. Le industrie svizzere farmaceutica, meccanica, alimentare e di altri settori dipendono già fortemente da un accesso prevedibile ai mercati. Dazi più bassi potrebbero ridurre i costi per le imprese che vendono in Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, anche se le fonti non forniscono previsioni dei benefici suddivise per settore.

Le concessioni valgono in entrambe le direzioni. La Svizzera accetterebbe quote d’importazione supplementari, in particolare per carne e vino. Queste disposizioni hanno trasformato il trattato in una questione di politica agricola interna, anziché in una misura lontana della politica estera. I consumatori svizzeri potrebbero avere a disposizione una scelta più ampia di prodotti importati, mentre i produttori temono la concorrenza di Paesi con strutture di costo e sistemi normativi diversi.

Le garanzie ambientali restano un altro punto di frattura. I parlamentari di sinistra hanno votato contro l’accordo dopo il fallimento delle loro proposte sulla deforestazione e il lavoro forzato. Nel corso dell’ultima deliberazione il Consiglio degli Stati ha respinto le stesse misure. Parmelin ha affermato che l’intesa non aumenterà gli scambi commerciali legati alla deforestazione, una rassicurazione che gli oppositori continuano a contestare sul piano politico.

Il Consiglio nazionale si prepara al voto decisivo

Dopo averlo respinto di misura a giugno, il Consiglio nazionale ha ora in mano il destino immediato dell’accordo. La sua decisione metterà alla prova la capacità del compromesso sui finanziamenti raggiunto dal Consiglio degli Stati di convincere i rappresentanti degli agricoltori e la volontà della sinistra di mantenere la propria opposizione per le garanzie sul lavoro e sull’ambiente.

Il voto si svolge durante una sessione autunnale già densa di temi controversi, tra cui il pacchetto di accordi tra la Svizzera e l’Unione europea e i piani per il finanziamento dell’esercito. Il Mercosur aggiungerà un’altra prova importante alla capacità della coalizione di governo di conciliare gli interessi degli esportatori con le pressioni interne.

Un’approvazione del Consiglio nazionale supererebbe un importante ostacolo parlamentare, anche se la controversia politica proseguirebbe oltre l’aula. Le organizzazioni agricole hanno già dimostrato di saper mobilitare l’opposizione al trattato, mentre è probabile che i gruppi ambientalisti continuino a chiedere misure vincolanti contro la deforestazione e il lavoro forzato nelle catene di approvvigionamento.

Per le famiglie svizzere, gli effetti dell’accordo si manifesterebbero attraverso i flussi commerciali, l’accesso delle imprese ai mercati e il mercato agricolo. Il trattato promette risparmi sui dazi per gli esportatori e stabilisce quote d’importazione che potrebbero modificare la concorrenza in alcune categorie alimentari. Il prossimo voto del Parlamento determinerà se questi vantaggi superano il costo politico dell’attuale compromesso.