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Swiss Observer

I prezzi della benzina in Svizzera raggiungono un nuovo massimo annuale

I prezzi della benzina in Svizzera hanno raggiunto un nuovo massimo annuale: la benzina senza piombo 95 costa in media CHF 2.10 al litro e il diesel CHF 2.38. L’articolo esamina l’impennata dei prezzi nel 2026, l’influenza delle quotazioni di Rotterdam, del dollaro e dei costi di trasporto sul Reno, nonché la pressione sulle economie domestiche e sulle imprese.

AI16 settembre 2026Il nostro processo editoriale
I prezzi della benzina in Svizzera raggiungono un nuovo massimo annuale
AISWI swissinfo.ch

Gli automobilisti svizzeri pagano più di CHF 2 al litro per la benzina standard. Il 16 settembre 2026 il prezzo medio della benzina senza piombo 95 ha raggiunto CHF 2.10 al litro, secondo il Touring Club Svizzero. Si tratta di 5 centesimi in più rispetto a una settimana prima e del valore medio più alto registrato quest’anno.

L’aumento riguarda tutti i principali tipi di carburante. La benzina senza piombo 98 costa ora in media CHF 2.21 al litro, mentre il diesel è a CHF 2.38. Nel corso dell’anno il diesel ha registrato l’aumento più marcato, rincarando di circa il 33% da gennaio, contro approssimativamente il 27% per la benzina.

I dati collocano la Svizzera vicino ai livelli raggiunti durante la crisi dei carburanti seguita all’invasione russa dell’Ucraina. Nel 2022 la benzina senza piombo 95 è arrivata a CHF 2.31 al litro, mentre il diesel ha toccato un massimo di CHF 2.40. Il prezzo attuale del diesel è appena 2 centesimi sotto quel precedente massimo.

Per gli automobilisti, la differenza si nota ogni volta che fanno il pieno. Per le aziende che dipendono da furgoni, autocarri o macchinari, l’aumento incide direttamente sui costi d’esercizio. L’ultimo rincaro arriva inoltre senza chiari segnali di una stabilizzazione dei prezzi a breve.

Seguite l’effetto di Rotterdam, del dollaro e del Reno

Tre indicatori internazionali determinano i prezzi che gli automobilisti svizzeri trovano alla pompa: Rotterdam, il dollaro e il trasporto sul Reno. La Svizzera non determina i prezzi dei carburanti isolatamente. Secondo il Touring Club Svizzero, i principali fattori sono le quotazioni all’ingrosso dei prodotti raffinati negoziati sul mercato di Rotterdam, il tasso di cambio rispetto al dollaro statunitense e i costi di trasporto dei carburanti lungo il Reno.

Le quotazioni di Rotterdam sono importanti perché la Svizzera dipende dai prodotti raffinati importati ed è strettamente legata alle catene di approvvigionamento europee. Un aumento del prezzo internazionale della benzina o del diesel può quindi ripercuotersi sulle stazioni di servizio svizzere anche quando la domanda interna non è cambiata in modo significativo. Il dollaro aggiunge un altro fattore: il petrolio e molti prodotti petroliferi sono negoziati in dollari statunitensi, perciò le oscillazioni valutarie possono far aumentare il costo delle importazioni in franchi.

Anche le tariffe di trasporto incidono sul calcolo finale. I carburanti trasportati lungo il Reno devono far fronte a costi di navigazione che possono variare in funzione delle condizioni del fiume, della capacità e della domanda di mercato. Questi costi si ripercuotono sulla catena di approvvigionamento prima che i carburanti raggiungano i depositi e le stazioni di servizio.

Questa combinazione rende i prezzi alla pompa in Svizzera sensibili a eventi che si verificano ben oltre le stazioni di servizio. I rivenditori possono adeguare i prezzi in base alle variazioni delle condizioni all’ingrosso e di trasporto, mentre gli effetti raggiungono i consumatori con un certo ritardo.

Le raffinerie e il greggio spingono i costi verso l’alto

L’ultima impennata si verifica in un mercato della raffinazione sotto pressione e con il prezzo del greggio in aumento. Keystone-ATS ha riferito che, secondo gli esperti, una parte delle attuali pressioni è dovuta alla capacità di raffinazione distrutta dalle guerre in Iran e in Ucraina. I danni alle infrastrutture di raffinazione possono limitare l’offerta di benzina e diesel raffinati anche quando il greggio è disponibile.

Questa distinzione è importante per la Svizzera. Le stazioni di servizio vendono prodotti raffinati e i loro prezzi dipendono dalla disponibilità regionale, oltre che dal costo del greggio. Un mercato più teso può far salire le quotazioni all’ingrosso prima che l’effetto diventi visibile nei dati economici nazionali.

Anche il greggio è rincarato. Mercoledì mattina, 16 settembre, il Brent è stato brevemente negoziato sopra i 108 dollari al barile, un livello che non si vedeva da luglio. Se l’aumento dovesse perdurare, potrebbe esercitare ulteriori pressioni sui costi d’importazione. Se invece si invertisse, i prezzi alle stazioni di servizio svizzere potrebbero comunque impiegare del tempo a scendere, poiché i distributori smaltiscono le scorte esistenti e rispettano i contratti di fornitura.

La Svizzera dispone di scorte obbligatorie di carburante per le emergenze, che possono sostenere l’approvvigionamento nazionale in caso di penuria. Tuttavia, non proteggono gli automobilisti dalle normali oscillazioni dei prezzi di mercato. L’aumento attuale riflette i costi per sostituire e trasportare il carburante commerciale, non un rilascio segnalato delle scorte d’emergenza.

Il costo per le economie domestiche e le flotte

Gli aumenti da gennaio, pari al 27% per la benzina e al 33% per il diesel, si ripercuotono ormai sull’economia svizzera. Chi si sposta in automobile per andare al lavoro deve pagare di più a ogni rifornimento, soprattutto nelle zone in cui i trasporti pubblici offrono meno alternative pratiche. L’impatto dipende dai chilometri percorsi, dall’efficienza del veicolo e dal tipo di carburante, ma la tendenza è chiara: lo stesso tragitto costa più che all’inizio dell’anno.

Il diesel incide anche al di là dei veicoli privati. Le flotte di consegna svizzere, le imprese di costruzione, le aziende agricole e gli autocarri che percorrono lunghe distanze dipendono fortemente dal diesel. L’aumento dei costi del carburante può far salire il prezzo del trasporto delle merci tra grossisti, rivenditori e clienti. Le aziende possono assorbire una parte dell’aumento, trasferirlo sui prezzi o ridurre altre spese.

La pressione si aggiunge alle spese che le economie domestiche devono già sostenere per affitto, assicurazione malattie e alimentari. Il carburante è una voce di spesa settimanale ben visibile, perciò le variazioni di prezzo possono influenzare rapidamente le decisioni sugli spostamenti per il lavoro, i viaggi di piacere e i bilanci familiari. Nei cantoni rurali, dove spesso è più difficile fare a meno dell’automobile, l’impatto può essere più diretto.

Le medie nazionali non mostrano tutte le differenze locali. I prezzi variano da una stazione all’altra e a seconda della località, ma i dati del TCS delineano la tendenza generale in Svizzera: gli automobilisti pagano molto più che a gennaio.

Seguite il mercato prima del prossimo rifornimento

Il diesel è già a soli 2 centesimi dal record del 2022 e il greggio Brent è tornato sopra i 108 dollari. Questi due dati spiegano perché gli automobilisti svizzeri hanno pochi motivi per aspettarsi un’immediata inversione di tendenza. I prezzi alla pompa reagiscono ai mercati internazionali all’ingrosso, alle oscillazioni valutarie e ai costi di trasporto, tutti fattori che possono nuovamente muoversi in entrambe le direzioni.

La prossima fase dipenderà dalla tenuta del rincaro del greggio, dalla ripresa delle forniture di carburanti raffinati e dall’andamento del dollaro statunitense rispetto al franco. I costi di trasporto sul Reno continueranno a entrare nel calcolo delle forniture importate. Un calo di uno qualsiasi di questi fattori potrebbe infine alleggerire i prezzi, anche se i rivenditori non adeguano le tariffe alla stessa velocità a ogni variazione del mercato.

Per ora, gli ultimi prezzi medi del TCS sono di CHF 2.10 per la benzina senza piombo 95, CHF 2.21 per la benzina senza piombo 98 e CHF 2.38 per il diesel. Questi dati offrono agli automobilisti un riferimento pratico per confrontare le stazioni di servizio e pianificare i viaggi più lunghi.

La Svizzera entra nell’autunno con prezzi dei carburanti vicini ai livelli estremi della più recente grande crisi energetica. Il superamento di quei livelli dipenderà in larga misura dai mercati oltre i confini nazionali, dalle piazze di negoziazione di Rotterdam al Reno e al mercato petrolifero mondiale.