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Swiss Observer

Il Fondo nazionale svizzero annuncia tagli al budget

Il Fondo nazionale svizzero (FNS) attua misure di risparmio per il periodo 2026-2028 a causa dei vincoli del bilancio federale, con ripercussioni sui finanziamenti alla ricerca e sui programmi di sviluppo delle carriere scientifiche.

AI17 settembre 2025Il nostro processo editoriale
Il Fondo nazionale svizzero annuncia tagli al budget
AISWI swissinfo.ch

La ricerca svizzera si trova di fronte a un momento decisivo, dopo che il Fondo nazionale svizzero (FNS) ha annunciato misure di risparmio immediate e dolorose. Costretto dai vincoli del bilancio federale, il motore dell’innovazione svizzera frena bruscamente programmi di sviluppo cruciali per il periodo 2026-2028. Non si tratta di un semplice adeguamento burocratico, ma di un colpo diretto alle capacità scientifiche del Paese.

A partire dal prossimo anno, importanti strumenti di finanziamento della ricerca saranno sospesi con effetto immediato. Il FNS ha confermato che il numero di progetti approvati diminuirà sensibilmente rispetto ai livelli attuali. La decisione è una risposta diretta alla stretta finanziaria della Confederazione, che costringe il FNS a privilegiare la sopravvivenza rispetto all’espansione. Il messaggio è chiaro: la crescita senza limiti dei finanziamenti alla ricerca in Svizzera si è fermata. Mentre il Fondo deve fare i conti con queste limitazioni imposte, la comunità scientifica si prepara a un periodo di stagnazione, in cui idee brillanti potrebbero restare senza finanziamenti e progetti rivoluzionari essere accantonati prima ancora di partire.

Un colpo finanziario di proporzioni enormi

Le cifre sono a dir poco allarmanti. La Confederazione ha proposto un taglio drastico del 10% dei finanziamenti per il 2027, che salirebbe all’11% nel 2028. Per un’organizzazione che nel 2024 gestisce attualmente un budget superiore a 1,3 miliardi di franchi (1,65 miliardi di dollari), le conseguenze sono catastrofiche. La traiettoria potrebbe portare a una riduzione del budget del FNS di ben 270 milioni di franchi nel solo 2028.

Questo crollo finanziario minaccia di indebolire le fondamenta della posizione della Svizzera quale polo mondiale della ricerca. Il FNS riconosce di aver già contribuito al risanamento delle finanze federali, ma queste nuove proposte vanno ben oltre una politica di risparmio: rappresentano uno smantellamento delle risorse. Una riduzione di tale portata significa che centinaia di milioni di franchi spariranno dall’ecosistema, risorse che avrebbero altrimenti finanziato laboratori, studi sul campo e progressi tecnologici. L’entità dei tagli prospetta uno scenario cupo, in cui le necessità finanziarie prevalgono sulle ambizioni scientifiche.

Le carriere nel mirino

Il costo umano di questi tagli ricadrà sulla prossima generazione di scienziati. Il FNS ha dichiarato esplicitamente che, insieme ai finanziamenti ai progetti, anche la promozione delle carriere scientifiche ne risentirà. Si crea così una situazione precaria per i giovani ricercatori, che dipendono da questi contributi per affermarsi in un contesto globale competitivo. Si profila il rischio di una «fuga di cervelli», con le menti più brillanti della Svizzera costrette a cercare maggiore stabilità all’estero.

Con meno progetti approvati, le possibilità di avanzamento accademico si riducono drasticamente. Il Consiglio della ricerca ha ora il difficile compito di decidere ogni anno, dal 2026 al 2028, l’entità esatta dei tagli. Ciò introduce un elemento d’incertezza nella carriera di migliaia di ricercatori. Quando i finanziamenti si esauriscono, non è solo l’acquisto di attrezzature a essere compromesso: scompaiono posti di dottorato, svaniscono opportunità post-dottorato e anni di formazione specialistica rischiano di andare sprecati.

Difendere il futuro della scienza svizzera

Nonostante la pressione, il FNS non intende arretrare. Pur dichiarandosi «consapevole della difficile situazione finanziaria della Confederazione», si oppone fermamente ai drastici tagli a due cifre proposti per il 2027 e il 2028. Questa opposizione preannuncia un conflitto tra politica finanziaria e necessità scientifiche. Il FNS sostiene di aver già fatto la propria parte, ma l’attuale rotta della Confederazione minaccia di intaccare le fondamenta dell’infrastruttura di ricerca del Paese.

Guardando al periodo 2026-2028, la posta in gioco non potrebbe essere più alta. Se i tagli saranno attuati integralmente, la Svizzera rischia di perdere la sua posizione di destinazione privilegiata per l’innovazione. I prossimi mesi saranno decisivi mentre il Consiglio della ricerca affronta questa fase di austerità. L’esito di questa battaglia sul bilancio determinerà se la scienza svizzera continuerà a essere all’avanguardia nel mondo o sarà costretta a un periodo di declino controllato.